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La scoperta degli studiosi del Salk Institute di La Jolla

In due proteine «spazzine» uno dei segreti della longevità

Due proteine "spazzine" delle cellule, WWP-1 e UBC-18, deputate ad avviare "in discarica" le proteine cellulari vecchie e danneggiate, detengono un segreto della longevità.

Se presenti in eccesso, infatti, allungano del 20% la vita dei vermetti da laboratorio. Pubblicata sulla rivista Nature da Andrea Carrano e Andrew Dillin del Salk Institute di La Jolla, la scoperta è importante perché individua i mediatori molecolari della longevità legati a un comportamento allunga-vita scoperto in precedenti studi: la dieta ipocalorica. Negli ultimi anni si è scoperto che sottoponendo animali a una dieta ferrea (restrizione calorica) questi vivono considerevolmente più a lungo. Ma i meccanismi molecolari alla base di questo fenomeno restavano poco chiari. Adesso i ricercatori hanno scoperto che la regia di ciò spetta a WWP-1 e UBC-18. WWP-1 è una ligasi, un enzima che lega alle proteine da smaltire nelle "discariche cellulari" l'etichetta molecolare ubiquitina, per indirizzare il rifiuto nei dipartimenti cellulari deputati al suo smaltimento; UBC-18 è un suo aiutante. L'intuizione si è rivelata corretta: infatti aumentando la quantità di WWP-1 e UBC-18 nelle cellule, i vermetti vivono il 20% in più anche mangiando troppo e che, viceversa, disattivando le due molecole l'effetto longevità della restrizione calorica, sui vermetti, svanisce.

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26/06/2009










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