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"Le dichiarazioni sull'Iran di Obama sono come quelle del suo predecessore Bush". L'accusa arriva dal presidente iraniano Ahmadinejad. Da Teheran arrivano dal web notizie di proteste represse nel sangue.
Anche oggi Teheran si prepara a una nuova protesta. Secondo notizie raccolte su blog e social network, infatti, si dovrebbe tenere nella capitale iraniana intorno alle 16.30 ora locale (le 13 in Italia) una nuova manifestazione anti-governativa, nonostante ieri Mir-Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, i due candidati riformisti che hanno contestato l'esito delle recenti elezioni presidenziali, abbiano annullato la protesta prevista per oggi.
L'invito che circola in rete è quello di incontrarsi all'ora prestabilita a viale Vali-asr, nel punto in cui si interseca con piazza Enqelab. «L'ora della liberazione è vicina», è la frase con cui terminano tutti i messaggi pubbicati sulla rete.
Karroubi e Mousavi avevano inizialmente indetto per oggi a Teheran una manifestazione per commerare le vittime degli scontri di questi giorni e, in particolare, in ricordo della morte di Neda Soltan, la 26enne uccisa con un colpo d'arma da fuoco e diventata un'icona del movimento anti-governativo. Secondo il sito del leader dell'opposizione iraniana, Mir Hossein Mussavi, 70 professori universitari che lo avevano incontrato ieri sono
stati arrestati. «Mussavi ha avuto un incontro con...i professori del Paese, dopo di che 70 persone presenti a quell'incontro sono state arrestate», si legge sul sito del candidato moderato sconfitto nelle contestate elezioni presidenziali del 12 giugno.
E mentre sul web circola la notizia di nuove proteste in Iran, Ahamadinejad attacca il presidente Usa. «Il signor Obama ha sbagliato a dire quelle cose», ha detto Ahmadinejad, secondo quanto riferisce l'agenzia stampa iraniana 'Fars'. «La nostra domanda è per quale motivo sia caduto in questa trappola e abbia detto cose che era solito dire il suo predecessore (l'ex presidente statunitense George W.) Bush», ha proseguito Ahmadinejad. «Vuole parlare all'Iran con questo tono? - ha chiesto Ahmadinejad - Se questa è la sua posizione, non c'è altro di cui parlare. Pensa che con questo comportamento si risolverà il problema?». Ahmadinejad, inoltre, ha espresso la speranza che Obama esprima il proprio «rammarico in modo che la popolazione itaniana ne sia informata».
Negli scontri sarebbero morte venti persone, tra le quali otto volontari delle milizie Basij. È questo l'ultimo bilancio fornito dalle autorità iraniane, secondo quanto riferisce il sito web dell'emittente televisiva iraniana "Press Tv". «Tutti i membri dei Basij sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco e ciò dimostra che c'erano uomini armati a fomentare i disordini tra i manifestanti», si legge sul sito web, che cita fonti ufficiali iraniane. Secondo la versione delle autorità, i volontari delle milizie Basij sono stati i principali obiettivi dei «rivoltosi» durante i recenti scontri. 'Press Tv' riferisce anche dell'arresto di un «rivoltoso» che aveva attaccato un membro «disarmato» delle milizie Basij.
25/06/2009