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Sanità e appalti

Umberto I, 11 anni di promesse

Dopo il maxi sequestro del Policlinico nel 1998 sono stati fatti soltanto molti progetti ed il risultato è stato invece tanto degrado.  Fra gli indagati anche l'ex rettore Renato Guarini.

Lavori in corso all'Umberto I Al Policlinico Umberto I di Roma il tempo si è fermato. Nel 1998 fu sequestrato l'intero ospedale: furono oltre 400 le violazioni contestate dai Nas. Parlarono in tanti, a cominciare proprio dall'allora preside di Medicina Luigi Frati. Tanti progetti, tante idee e anche un cronoprogramma: in dieci anni, dicevano, il nosocomio avrebbe cambiato passo. Di anni ne sono passati undici, ma tutto è rimasto uguale. O quasi. E alla guida del Policlinico sono sempre gli stessi. «È stata decisa la via della collaborazione con la magistratura per rendere il Policlinico veramente efficiente», aveva detto nel luglio del 1998 l'allora rettore de «La Sapienza» Giuseppe D'Ascenzo. Non solo. Il numero uno dell'università aveva addirittura affermato che il provvedimento della procura gli avrebbe consentito di decidere, con gli adeguati finanziamenti, tutte le modifiche e gli interventi da realizzare nel nosocomio.

Ora la seconda maxi indagine avviata dalla magistratura sulla ristrutturazione dei tunnel della vergogna, sull'assegnazione degli incarichi e degli appalti, nonché sui bilanci dell'Ateneo dal 2000 ad oggi. Un'inchiesta che ogni giorno coinvolge sempre più personaggi, tanto che a finire nei guai adesso è anche l'ex rettore Renato Guarini, che si va ad aggiungere al dg del Policlinico Ubaldo Montaguti e ad altre venti persone. I reati ipotizzati per ora, a seconda delle posizioni processuali, vanno dalla truffa, al falso, dal peculato alla frode, fino all'abuso d'ufficio. L'inchiesta, però, è soltanto all'inizio: nei prossimi giorni, infatti, al via gli interrogatori di indagati e persone informate sui fatti.

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Augusto Parboni

25/06/2009

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