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"Con l'Italia grande amicizia. Prepariamo insieme il Piano Marshall per la Palestina". Vertice a Roma tra il premier e il primo ministro israeliano: "Trattiamo con l'Iran solo col consenso di tutti".
L'unico fuoriprogramma si verifica prima della partenza. Quando Sarah, la moglie del primo ministro Benjamin Netanyahu, decide all'ultimo istante di restare a casa, alle prese con gli esami d'ammissione all'università del figlio maggiore. Per il resto, la missione del premier israeliano in Italia sembra essere un successo. La scelta di «toccare» la Penisola come prima tappa del tour in Europa, non è casuale. E consolida ancora di più l'amicizia tra i due Paesi. Fatta di rispetto e ammirazione reciproca, ma anche di accordi concreti.
I rapporti economici con l'Iran continueranno «soltanto se sul piano internazionale ciò fosse considerato qualcosa di positivo», dice Berlusconi a Palazzo Chigi durante l'incontro con l'israeliano. La situazione a Teheran è al centro dei colloqui, e Bibi Netanyahu non è uno che si nasconde dietro ai problemi. Così, chiede all'Italia di rimodulare i rapporti con l'Iran. «Del resto - dice - è in corso da parte di tutto il mondo una rivalutazione della situazione a Teheran». Berlusconi si fa serio. Ribadisce la piena condanna alle parole negazioniste di Ahmadinejad e parla di «assoluta contrarietà circa la possibilità che l'Iran abbia il nucleare».
Netanyahu sorride. Come felice sembra essere il cammino che i due vogliono intraprendere per risolvere i conflitti mediorientali e portare avanti il processo di pace. Berlusconi parla di «ricetta condivisa», di «piano Marshall per la palestina». I due leader sono d'accordo sulla costituzione di uno Stato palestinese smilitarizzato, che riconosca lo Stato «ebraico». Per Bibi Netanyahu c'è un importante «punto di potenza» che potrà favorire un piano per la palestina: «Sviluppare il turismo di quelle zone per creare migliaia di posti di lavoro per i palestinesi, quindi salari più alti e una vita più agiata che scoraggia l'atteggiamento estremista.
Questa sarebbe la grande speranza». L'intesa tra i due Paesi è suggellata da una miriade di complimenti, con il premier israeliano a ricordare la «grande amicizia» nei confronti dell'Italia: «Berlusconi è un campione di democrazia e di libertà». E la giornata del primo ministro israeliano prosegue con una visita all'Arco di Tito. Netanyahu ama la storia e quella accanto al Colosseo lo riguarda da vicino, in quanto il monumento ricorda la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme e l'inizio della diaspora ebraica. In serata il permier è ospite del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un'incontro privato al quale partecipano personalità politiche, tra cui il deputato Pdl Alessandro Ruben. Stamattina, prima di volare a Parigi da Nicolas Zarkozy, Netanyahu vedrà il Presidente Napolitano. Ultima tappa prima di salutare «un Paese che da sempre è amico».
Fabio Perugia
24/06/2009