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Ahmadinejad si insedierà entro il 19 agosto

Iran nel caos tra morti e feriti
Obama condanna la repressione

Le autorità hanno negano il funerale a Teheran del 19enne ucciso negli scontri. Intanto Obama alla Casa Bianca: "Indignato per le violenze".

Teheran, proteste e scontri dopo le elezioni in Iran Al padre di un ragazzo di 19 anni ucciso durante la manifestazione di sabato a Teheran sono stati chiesti prima della riconsegna del cadavere del figlio il corrispettivo di 3mila dollari per "ripagare" i proiettili usati per uccidere il ragazzo. Lo hanno raccontato a Farnaz Fassihi, corrispondente da Teheran del Wall Street Journal, i genitori di Kaveh Alipour, uno dei ragazzi massacrati dalle forze dell'ordine iraniane sabato scorso.


Il ragazzo è stato ucciso con un colpo alla testa, anche se i dettagli della sua morte non sono chiari: il ragazzo era solo e - spiegano i suoi familiari ed amici - si sarebbe trovato coinvolto negli scontri mentre stava tornando a casa da una lezione di recitazione, dal momento che non aveva fino ad allora partecipato alle manifestazioni ed alle proteste in corso nella capitale iraniana dal 12 giugno scorso.


Non vedendolo tornare a casa, i genitori hanno chiamato i suoi amici, la sua fidanzata e poi hanno iniziato a cercarlo nelle stazioni di polizia, negli ospedali ed, infine, all'obitorio dove hanno trovato il suo corpo. Di fronte all'incredibile richiesta degli addetti dell'obitorio, il padre del ragazzo - un reduce della guerra Iran-Iraq che fa il portiere in una clinica - ha risposto che con quella cifra avrebbero potuto comprare un intero arsenale e si è rifiutato di pagare. 


Alla fine gli addetti si sono lasciati convincere dal padre a consegnare il cadavere imponendo però che non si facesse un funerale a Teheran, così come è stato negato a Neda, la ragazza diventata il simbolo della rivolta dopo che il video della sua uccisione ha fatto il giro del mondo. E Kaveh Alipour, ucciso a 19 anni, è stato seppellito di nascosto a Rasht, da dove proviene la sua famiglia. "Era così pieno di vita, aveva tanti sogni: perchè è morto?" si domanda Arsalan, un tassista vicino di casa che conosce la famiglia Alipour da oltre 10 anni.
 

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23/06/2009

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