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Resta alta la tensione in Iran. La rete pro Moussavi torna in piazza. Ma la risposta del governo è chiara: "Chi crea disordini rischia la pena di morte".
Le proteste dei sostenitori del candidato presidenziale dichiarato sconfitto Mir Hossein Moussavi contro le frodi elettorali continueranno oggi a Teheran per il sesto giorno consecutivo. La rete pro Moussavi ha invitato i manifestanti a riunirsi davanti all'ufficio di rappresentanza dell'Onu per poi proseguire verso una piazza del centro di Teheran. Moussavi ha proclamato per oggi un giorno di lutto, in memoria degli almeno sette manifestanti che sono stati uccisi. Ai manifestanti è stato chiesto di marciare in silenzio, dato che non vi è bisogno di ripetere la richiesta di annullare il voto.
Ripetuti appelli sono stati fatti ad evitare slogan d'insulti contro il presidente Mahmoud Ahmadinejad, la cui contestata rielezione ha provocato l'accusa di estesi brogli. Vi è intanto molta attesa per il sermone che il leadersupremo iraniano Ali Khamenei terrà domani all'università di Teheran in occasione della preghiera del venerdì. Khamenei ha inizialmente benedetto la vittoria di Ahmadinejad, ma ha poi esortato il Consiglio dei guardiani ad esaminare il ricorso presentato da Moussavi contro gli esiti del voto.
18/06/2009