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Invasione al contrario

L'Albania cambia: addio scafisti
Ora Valona è il porto dell'energia

Gli italiani hanno realizzato un terminal petrolifero. Poi toccherà a un rigassificatore.

Coste albanesi Era il Paese delle Mercedes rubate in Italia e che qui circolavano liberamente ancora con la targa originale: To, Al, Mi, Roma. E oggi è il Paese dove girano tranquillamente moderni suv e berline ultima serie. Era la capitale delle strade polverose, l'asfalto si cominciava a vedere appena si metteva piede nella centrale piazza Scanderberg; oggi le vie lastricate non sono più un lusso, si vedono piazze con fontane e aiule rigogliose, sono sparite le facciate di antenne paraboliche.

Quanto è cambiata Tirana. Certo, l'Albania è sempre l'Albania. Con il suo traffico caotico, le facce scure alle fermate dell'autobus, le migliaia di bunker disseminati nelle campagne e che si vedono ancora dall'elicottero, retaggio del dittatore Hoxa che temeva fantomatiche invasioni dall'estero. Il simbolo di questo nuovo volto dell'Albania è Valona. Sì, Valona. Un nome che è risonato mille volte nei telegiornali ormai d'epoca. Il porto a Sud dell'Albania era la base degli scafisti che portavano i clandestini in Italia, la base della mafia albanese. Oggi delle decine di motovedette della Guardia di Finanza mandate sul posto ne è rimasta una sola. Appena per un generale controllo. Le bande di scafisti debellate, il traffico di uomini sgominato.

Oggi Valona guarda al futuro. Proprio ieri è stato inaugurato il terminal per prodotti combustibili (petrolio, olio, gas, ma in futuro sarà pronto anche per prodotti alimentari) realizzato dalla italiana Pir della famiglia Ottolenghi di Bologna. L'investimento è stato di 60 milioni di euro, sul porto domina anche una avvenieristica torre a forma di conchiglia per ospitare uffici. A tagliare il nastro il viceministro al Commercio Estero, Adolfo Urso, e il presidente alabanese, Sali Berisha, proprio quel Berisha che in passato aveva osteggiato il progetto e che adesso invece lo rilancia. Non solo, ma rilancia anche i rapporti tra i due Paesi: nel prossimo futuro ci sono tre miliardi e mezzo di euro disponibili per gli imprenditori italiani. Già, Valona. Tra dieci giorni verrà inaugurato anche un rigassificatore realizzato per 90 milioni da Maire-Technimont: sarà alimentato a gas e a olio combustibile. Un altro rigassificatore è progettato tra Valona e Durazzo, la commessa da 750 milioni se l'è aggiudicata la famiglia Falcione.

Proprio in zona il gruppo Moncada-Energy sta preparando una nuova centrale idroelettrica da 800 megawatt, di cui 500 con destinanzione Italia. Il gruppo Mersiglia ne sta realizzando una invece nella zona di Lazha, l'investimento è da 700 milioni. La romana Beg invece ha cominciato a costruire una centrale idroelettrica a Tepelene, nel Sud Est del Paese. «Ora Valona è diventato un porto energetico - spiega Urso -. Questo è un Paese dalle enormi risorse energetiche, a cominciare dal fatto che tutto manca tranne che l'acqua. Noi abbiamo le tecnologie adeguate e il know how per sfruttarle». Insomma, l'Albania cambia pelle. Non più il Paese della malavita ma un territorio da sfruttare.

Nel nord del Paese, quasi al confine con il Montenegro gli italiani vogliono costruire un parco industriale, una sorta di distretto dove alle imprese viene venduto il pacchetto chiuso: energia, capannone, servizi, non dovranno occuparsi delle beghe con le autorità locali. Si guarda avanti. Enel aspetta di dare il definitivo via libera alla sua centrale a due moduli da 800 megawatt a Porto Romano. Terna sarebbe pronta a collegare via cavo con la Puglia. Quel che non si riesce a realizzare in Italia si sfrutta qui, la terra delle Aquile. Piccola ma dalle grandi risorse. Un Paese dove le religioni si incorciano perché non sono fattore di identità nazionale. Un Paese laico la cui unica fede è l'Italia, anzi la tv italiana.

La svolta potrebbe arrivare dalle elezioni. Berisha se la gioca testa a testa con il candidato socialista Rama, sindaco di Tirana dai modi despotici. Poi c'è il terzo incomodo, quel Fathos Nano - oggi fuoriuscito dei socialisti - che in passato ebbe la benedizione di Piero Fassino. La battaglia è aperta, l'Italia vuole giocare la sua parte.

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Dall'inviato Fabrizio dell'Orefice

04/06/2009

  • 08/06/2009 23:52 ericom
    Ma che cavolo di articolo è? Ma come vi permettete? "Paese laico la cui unica fede è l'Italia, anzi la tv italiana", "sindaco di Tirana dai modi despotici", "un territorio da sfruttare" ???? Ok che dovete proteggere le vostre aziende e la vostra economia, ma par lo meno un po di professionalita. Ok, che vi va bene che per ora l'Albania sia venduta alle aziende italianne (che in europa non le accetta piu nessuno), ma un po d'imparzialita. Ma qui l'unico paese che ha come fede la tv-italiana, siete Voi! Vi siete fatti lavare il cervello in un paio di mesi e non vi rendette conto. Vergogna, al posto di scrivere dei articoli critici e giusti, pubblicate queste scemenze! VERGOGNA, per il giornalista et per il giornale sopratutto!
  • 08/06/2009 22:56 paskal
    giornalizmo sig. Fabrizio non e uno gioco e tu non puoi ofendere il tempo con queste che scrivi grazie
  • 08/06/2009 18:16 Akil
    Ma come puo un giornalista utilizare delle frasi come l`Albania e un "territorio da sfruttare" opure "Un Paese laico la cui unica fede è l'Italia, anzi la tv italiana"??? L`Italia e messa male, ma tanto male perche crede di trovare un sentimento di grandore con delle buffonate del genere!
  • 07/06/2009 21:09 edisoni
    sono veramente contento che ci sia stata una "reazione" da parte di tanti miei connazionali riguardo all'articolo sull'albania. a parte la nota propagandistica di un invito alla corsa per una più approfondita colonizzazione dell' albania da parte di "alcuni" italiani (intendendo per "alcuni" quella fascia di persone chiamata imprenditori che altro non sono se non i predatori delle risorse naturali, energetiche e umane), non ho avvertito uno accurato studio (come si addice a un serio giornalista) della realtà albanese. anzi, mi da l'impressione che l'inviato sia stato costretto a "produrre" una pagina di giornale col fiato sul collo per non so quale assurda ragione. se fossi un giornalista mi vergognerei!!! comunque è importante che l'albania cambi. c'è bisogno di tanta autodeterminazione specialmente in questo periodo di elezioni elettorali. buon cammino nostra amata albania!
  • 07/06/2009 12:15 gjergji
    stiamo scerzando? ma che raza di giornalisti siete, vi informate mai su qualcosa o scrivete la prima cazzata che vi viene in testa. albania e cambiata, come sonno cambiati tanto gli Italiani nell mondo sfortunatamento non quelli da roma in giu...giusto? non e per merito della vostro sfruto delle nostre risorse naturali, criticate voi che l'albania e un paese con grande corupsione poi siete voi che ofrite soldi in corupsione al governo per darvi il permeso di costruire cose che non vi permetono in Italia, o in nessun paese dell' UE. Quindi mettetevi un po ad indagare il motivo di questi abusi o "investimenti" come gli chiamate. Il fato che gli albanesi conoscono l'italia e oltre a un fatto geografico, + la nostra INTELIGENZA per imparare le lingue, non montatevi troppo la testa, l'Albania, è, e sara sempre L'UNICA FEDE DEGLI ALBANESI.
  • 07/06/2009 10:57 klod
    caro fabrizio lei probabilmente non coniosce una maza dell albania,lalbania si e dichiarato laico non che e laico sono 3 di religioni praticati musulmano-ortodoso ed poi una pikola minoranca katoliko.al riguardo della tv italiana he era guardata fino al 2000,ma poi per fortuna e arrivato sky-alb digital-albania ed poi non fate propaganda come nel fachismo- nei altri paesi lasfalto si sbricola caminandoli su.litalia un paese....... perche non prendete un po esempio dal nord europa.
  • 05/06/2009 09:17 nilo
    Fabrizio dell'Orefice, a me pare che il vero despota dell'Albania sia Berisha...Tirana è cambiata proprio grazie all'attuale Sindaco Rama. Evidentemente lei non ha conosciuto l'Albania di qualche anno fa.
  • 05/06/2009 02:43 Arber
    Salve a tutti! Sono Arber,23 anni, e vivo in Albania. Sono felice che finalmente gli italiani stano cominciando ad essere interesati a Albania, pero, leggendo l'articolo, ho notato qualche diffeto: 1) Sali Berisha non e il "Presidente alabanese", ma, il Primo Ministro Albanese. 2) Il nome dell dittatore e "Hoxha", non e "Hoxa" 3)"In Albania "tutto manca tranne che l'acqua", - non e vero, non manca niente. 4)"Un Paese laico la cui unica fede è l'Italia, anzi la tv italiana." - Ci sono 3 ufficiali religioni in Albania: Islam,Catolicismo e Ortodossia. La tv italiana e stata molto seguita negli anni 1992 - 2000, ma ora (sfortunatamente), non e piu cosi popolare. Un saluto per tutti gli italiani. (P.S: Chiedo scusa per qualche errore di gramatica)
  • 05/06/2009 01:59 rondine
    da notare con che termini ed epiteti e ricolmo questo articolo.
  • 04/06/2009 19:28 suela
    Innanzi tutto scrivete bene i nomi,come hoxa=hoxha come fathos=fatos....e altri,poi un consiglio: se scrivete meno e pensate di più vi farà vivere bene perchè vi renderete conto delle cose vergognose che avete scritto e che continuate a scrivere.siete i peggior giornalisti di questo mondo.e poi albania è cambiata da parecchio,siete voi che avete aperto gli occhi adesso...Per quato riguarda la tv siamo internazionali, vediamo tutto e sentiamo tutto..e sapiamo parlare ciascuno di noi almeno 3 lingue straniere.Ultima cosa:la fede dell'albania è lei per sempre:ALBANIA da secoli! LEGGETE LA STORIA E DIVENTATE REALI!!!!!!
  • 04/06/2009 15:48 valdo
    un paese che l.unione europea e l'italia sopratutto hano giocato come il gatto col topo per 19 anni e continuano a farlo. ma oggi ne vogliono le risorse,metere in opera aziende che non posono metere in itali perche linquinamento o altre cose.VERGOGNA. UN ALTRA COSA LUNICA FEDE DEGLI ALBANESI E L'ALBANIA.
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