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Divieto di fumo ai minori Arriva la legge bipartisan

Sanzioni I tabaccai dovranno chiedere la carta d'identità 150 euro di multa per gli under 16 con la «cicca» in bocca

Paolo Giorgi *

Malgrado i divieti, le sigarette continuano a uccidere: 85.000 italiani ogni anno muoiono per patologie legate al fumo, e dopo gli effetti positivi della legge Sirchia il numero dei fumatori si è stabilizzato: non riesce ad affrancarsi dalla nicotina un italiano su quattro, e sempre più sono i giovani e i giovanissimi. Ma le cose potrebbero cambiare a breve: è in arrivo una legge più severa, che prevede tra le altre cose l'introduzione del divieto di fumo per i minorenni. Entro l'estate, infatti, dovrebbe vedere la luce un ddl bipartisan che introduce l'obbligo per i tabaccai di vendere sigarette solo a chi ha più di 18 anni, altrimenti si rischiano multe salatissime. La legge introdurrà anche il divieto di fumo negli spazi aperti delle strutture pubbliche (dagli ospedali alle scuole) e l'introduzione di un "bugiardino" allegato ai pacchetti che riporti puntigliosamente le sostanze tossiche che si sta per inalare e i rischi concreti per la salute. Il ddl, messo a punto dal senatore Pd Ignazio Marino, è stato firmato anche dal presidente della Commissione Sanità del Senato Antonio Tomassini (Pdl), che si dice convinto dell'importanza di una legge che, di fatto, completerà e rafforzerà la legge Sirchia, che risale ormai a cinque anni fa. «Quella legge contro il fumo - spiega Tomassini - fu rivoluzionaria, e ha reso l'Italia protagonista in campo mondiale: molti ci hanno copiato. Da allora abbiamo assistito a importanti cambiamenti nelle abitudini degli italiani, ma il calo del consumo di sigarette, dopo un inizio incoraggiante, si è fermato». È il momento, insomma, di una legge ancora più restrittiva, e soprattutto con un apparato sanzionatorio in grado di dissuadere davvero i 12 milioni di italiani fumatori o chi si appresta a cominciare. Una legge, conferma Tomassini, «che interviene a tutela dei più deboli, cioè quei minori che iniziano a fumare sempre prima, ma che prevede anche percorsi di riduzione del danno per i fumatori cronici e sia più efficace sul fronte delle sanzioni». Spaventa soprattutto la precocità dell'"iniziazione" al fumo: in Italia fumano il 32,6 per cento dei maschi e il 20,7 delle femmine tra i 15 e i 24 anni, e i giovani iniziano a fumare mediamente a 13 anni, davvero troppo presto. Per questo, scatterà un divieto generalizzato di fumo per gli under 16, pena multe tra i 50 e i 150 euro. E soprattutto il divieto di vendita ai minori: i tabaccai dovranno chiedere all'acquirente, in caso di dubbi, la carta d'identità, e se sorpresi a vendere sigarette a under 18 rischiano tra i 250 e i 1.000 euro di multa e la sospensione della licenza per un mese, che diventano sei mesi in caso di recidiva (con 500-2.000 euro di multa). In arrivo anche il bugiardino: «Sarà di facile lettura - spiega Tomassini - ma esauriente. Ci sono oltre 4.000 sostanze tossiche nelle sigarette, dobbiamo spiegare bene al consumatore cosa rischia, non basta la scritta sepolcrale "il fumo uccide", che ormai non sconvolge più nessuno». Previsti anche controlli a tappeto sui distributori automatici, controlli di qualità e aliquote di base uguali per tutti i prodotti del tabacco. Il tutto, in puro spirito bipartisan: «Il testo - garantisce Tomassini - è condiviso da tutti i partiti, tanto che hanno assicurato alla legge la deliberante in commissione». Il ddl, in pratica, non avrà bisogno di passare per l'Aula, e potrebbe essere trasformato in legge «entro l'estate, forse anche un po' prima». «No» di Tomassini, invece, all'aumento del prezzo delle sigarette, chiesto a gran voce da diverse associazioni ma anche dall'Osservatorio Fumo dell'Istituto Superiore di Sanità: «Capisco lo spirito della proposta, e sono totalmente convinto della necessità di una lotta totale al fumo, ma non possiamo far finta che i fumatori non esistono. O l'aumento del prezzo è finalizzato a concreti progetti di ricerca o si penalizza un consumo popolare, che tra l'altro fa già guadagnare allo Stato 10 miliardi di euro l'anno. Senza contare - conclude Tomassini - che alzare il prezzo favorisce il contrabbando e i prodotti meno controllati e più tossici». * Agi Salute

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15/05/2009










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