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Tensione La mossa del Cremlino per i diplomatici russi espulsi dall'Organizzazione internazionale con l'accusa di spionaggio.
Prima ritorsione del Cremlino per i due diplomatici russi espulsi dalla Nato con l'accusa di spionaggio: il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha annunciato che diserterà il consiglio Nato-Russia, a livello ministeriale, che si doveva tenere a Bruxelles entro maggio, indicativamente il 18 o il 19. La Nato ha espresso «rammarico» per la decisione ed ha auspicato di potere trovare al più presto una nuova data. Di fatti la tensione tra Mosca e la Nato sale di nuovo dopo le polemiche dei mesi scorsi.
La riunione avrebbe dovuto consolidare le relazioni tra gli Alleati e Mosca, dopo la «prova generale» del consiglio Nato-Russia tenutosi mercoledì scorso a livello degli ambasciatori. Ma proprio mercoledì, con una mossa inaspettata e un tempismo sfortunato, il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha deciso di espellere due diplomatici russi con l'accusa di essere spie al soldo di Mosca. I rapporti, appena ristabiliti dopo otto mesi dal conflitto russo-georgiano, sono così ritornati a punto zero. «L'espulsione è una grossolana provocazione che non può restare senza risposta», ha tuonato l'ambasciatore russo presso la Nato Dmitry Rogozin.
E ieri, mentre il ministero degli Esteri del Belgio confermava di avere ritirato i due ufficiali russi dalla lista dei diplomatici accreditati e di avere chiesto informazioni sul loro rientro in Russia, Rogozin dava conto della decisione del suo ministro, definendo «inappropriato» in questo momento un incontro a livello ministeriale. A stretto giro, arrivava la replica della Nato. «Il segretario generale della Nato si rammarica per la decisione di Lavrov in quanto ci sono molte questioni di comune e mutuo interesse che abbiamo bisogno di discutere insieme, Nato e Russia», riferiva la portavoce Carmen Romero, aggiungendo che Scheffer «spera che possa essere trovata presto una nuova data per l'incontro a livello di ministri degli esteri».
I due diplomatici russi, tra cui il figlio dell'attuale ambasciatore russo presso la Ue, sono stati espulsi dalla Nato in relazione ad un caso di spionaggio in Estonia, dove un ex responsabile del ministero della Difesa è stato condannato dal suo Paese per avere venduto a Mosca per anni segreti dell'Alleanza. Oltre a rappresaglie politiche, il Cremlino sta preparando anche ritorsioni diplomatiche. Secondo la stampa russa, Mosca sta per espellere dal Paese il dirigente dell'ufficio di informazione della Nato a Mosca, la diplomatica canadese Isabelle Francois.
06/05/2009