10,5%; Euro 21 (0,500). A quasi mezzo secolo dalla fondazione, Barberani è una realtà affermata che è riuscita a conquistarsi spazio anche nei mercati esteri. Lavora soprattutto uve autoctone sulle colline che si specchiano nell'acqua del Tevere, da cui trae una gamma di forte personalità. Vi presentiamo una versione Dolce di Orvieto Classico, che prende il nome dai terreni calcarei e ciottolosi nei quali affondano le radici delle viti di provenienza; dorato con leggeri riflessi ramati, i profumi sono un trionfo di frutta disidratata, miele, scorza di agrume candita, zafferano e un respiro di iodio in chiusura. Sorso dolce ed equilibrato, grazie anche al rilievo sapido e iodato che rinfresca una struttura tendenzialmente morbida. Finale lungo con netti ricordi di carcadè. Acciaio per la lavorazione. In abbinamento al panpepato. L'OLIO Olio extravergine di oliva umbria Terre Etrusche Azienda Tradizione Umbra; Località Sassara II; 05017 Monteleone d'Orvieto (TR); Tel. 0763 834001; Valutazione 4 Gocce; Olio di grande livello e spiccato pregio; Tipologia: Dop; Cultivar: Frantoio 40%, Leccino 30%, Moraiolo 30%; Euro 15,50 (0,750 l). Il legame con la tradizione dichiarato nel nome dell'azienda è sottolineato dalla coincidenza dell'immagine riportata in etichetta con lo stemma comunale. Una tradizione scelta e acquisita con il tempo, e forse per questo ancor più sentita, le origini della famiglia Altamura sono infatti campane. Il loro olio Dop appare di un bel verde dorato. Assaggio sostanzioso e di grande struttura, con percezioni vegetali più che fruttate e ritorni gradevolissimi di frutta secca, raggiunti nel finale da un soffio piccantino. Raccolta manuale all'invaiatura, olio sottoposto a decantazione. Perfetto su una zuppa di finferli. IL RISTORANTE Monna Rosa Località Camporotondo di Cappadocia (AQ); Tel. 0863 671242; Chiusura: martedì; Ferie: mai; Etichette: 30. Sono molti i motivi per raggiungere Camporotondo, tranquillo abitato a 20 km da Tagliacozzo: panorama incantevole, aria buona, spazi ampi, silenzio tangibile, neve candida o prati fioriti, secondo stagione. Siamo a 1450 metri slm, tra i monti Simbruini, il ristorante prende il nome dalla montagna che si può ammirare dal grande terrazzo panoramico. Si mangia all'insegna della genuinità e del «fatto in casa»: oltre ai carciofini sott'olio, le paste, da non perdere i ravioli, gustosissime le carni, l'abbacchietto alla cacciatora o a scottadito è insuperabile. Conto più che onesto. Anche bar e tabacchi e, a garanzia dell'autosufficienza (obbligatoria in montagna), a venti metri c'è la bottega di Antonio sempre aperta, anche nelle feste comandate, con giornali, pane, carne e formaggi, tutto fresco di giornata.
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03/05/2009