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Una valanga lunga un chilometro e mezzo, abbattutasi sulla Marmolada a quota tremila. I feriti erano stati estratti sotto un accumulo di neve di circa un metro e ricoverati subito in ospedale. Ma uno di loro, veneto 30 anni, non ce l'ha fatta a causa delle gravi ferite riportate.
Primo maggio tragico in montagna. È morto l'escursionista travolto ieri dalla valanga sulla Marmolada e ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Cà Foncello di Treviso. L'escursionista, un veneto di 30 anni nato a Portogruaro, non ce l'ha fatta ed è morto ieri sera. L'uomo era stato estratto vivo dagli uomini del Soccorso Alpino, ma le sue condizioni erano apparse subito molto gravi.
Una grossa slavina che aveva travolto quattro escursionisti. La valanga, lunga circa 1,5 chilometri e con un fronte di circa 400 metri con in alcuni punti accumuli di circa 10 metri, si è staccata a quota 3100 metri e ha coperto un dislivello di 1000-1300 metri. Il distacco è avvenuto in località "Schiena di Mulo", poco sotto Punta Penia. La valanga ha percorso tutta la valle, per fermarsi poco lontano dall'ultimo tronco degli impianti di risalita di
Pian dei Fiacconi. I feriti, due escursionisti con le ciaspole, erano stati estratti sotto un accumulo di neve di circa
un metro, ad una distanza di circa due metri l'uno dall'altro. Intubati, erano stati immediatamente trasportati con l'elicottero rispettivamente all'ospedale di Trento e di Treviso.
02/05/2009