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Primo caso accertato in Asia: a Hong Kong è stato portato in ospedale un cittadino messicano proveniente da Shanghai. L'hotel in cui alloggiava è stato messo in quarantena. Anche in Italia, a Massa, un 50 enne è risultato positivo al virus ma le sue condizioni sono buone, secondo i medici è già guarito.
La febbre suina è arrivata anche in Asia. Dopo il primo caso accertato a Hong Kong, un altro caso è stato individuato in Corea del Sud. Le autorità sanitarie dell'ex colonia britannica hanno rivolto un appello alla calma alla popolazione, sostenendo che si tratta di "un caso importato e non ci sono indizi di una diffusione di massa dell'influenza a Hong Kong". Ma intanto l'hotel in cui alloggiava il paziente con il virus A/H1N1 - un messicano di 25 anni arrivato il 30 aprile a Shanghai, ora in condizioni stabili - è stato messo in quarantena, insieme ai 300 tra clienti e dipendenti. In Corea del Sud si è invece ammalata una donna di 53 anni, di recente tornata dal Messico. Al momento, dunque, manca solo l'Africa perché si possa dire che l'epidemia che ha colpito ovunque. La Cina ha sospeso i voli con il Messico e deciso che invierà un aereo per rimpatriare i cittadini attualmente nel Paese.
Intanto altri due Paesi hanno fatto sapere di aver registrato casi di contagio in persone che non erano state in Messico: Gran Bretagna e Germania (entrambi comunque ancora non confermati dall'Oms). Nel Regno Unito si tratta di un lavoratore del servizio sanitario residente in Scozia, Graeme Pacitti (24 ani) che ha contratto il virus dopo esser entrato in contatto con due amici, la coppia che si era ammalata durante la luna di miele in Messico. Mentre la sua economia affonda (le stime parlano di un calo del Pil annuale del 5,5%), il Messico intanto affronta l'emergenza sanitaria: il governo ha reso noto che la cifra dei decessi confermati per il micidiale virus è salito a 16, mentre i pazienti contagiati sono 381 (ma l'aumento dei morti non è dovuto a nuovi decessi, ma agli esami necroscopici sulle persone morte nelle ultime due settimane). Le autorità hanno anche ridotto (da 176 a 101) il numero dei decessi probabili. Secondo il governo, il tasso di mortalità per l'influenza A/H1N1 é dell'1,2 per cento.
Un vaccino efficace contro la cosiddetta influenza suina è senz'altro realizzabile, in un termine di quattro-sei mesi. Lo ha confermato oggi Marie-Paule Kieny, direttore del programma di ricerca sui vaccini dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha classificato il virus come "influenza A". "Non vi sono dubbi che un vaccino efficace è possibile", ha detto Kieny, secondo cui il vaccino potrebbe essere disponibile "entro un termine relativamente breve", in quantità fra uno e due miliardi di dosi all'anno. Il costo "non sarebbe troppo elevato" secondo l'esperta dell'Oms, che non ha però fornito cifre precise. I principali produttori sono in Nordamerica, Europa e Asia, ma non hanno ancora il materiale virale necessario per produrre il vaccino, "ma stanno lavorando per poterlo fare al più presto". In ogni caso, anche se l'ordine di produzione dell'Oms potrebbe arrivare in fretta, l'organizzazione ginevrina non vuole darlo prima che sia dichiarata con certezza la pandemia (livello di allarme 6). Il rischio sarebbe infatti quello di togliere risorse al vaccino per la normale influenza stagionale, che provoca migliaia di morti all'anno in tutto il mondo ed è in arrivo nell'emisfero sud con la stagione invernale.
Intanto l'Oms pubblica il nuovo bilancio. Il numero dei casi di influenza suina confermati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è raddoppiato nelle ultime 24 ore, salendo a quota 615 (tra cui 17 decessi, tutti in Messico, tranne un bimbo di 23 mesi messicano ma morto in Usa) distribuiti in 15 Paesi diversi. Il Messico ha riportato 397 casi di contagio confermati per il nuovo ceppo virale. L'aumento di 241 casi, rispetto alle cifre divulgate poche ore prima sul Messico, e' dovuto al fatto che stanno arrivano all'Oms i risultati dei campioni che erano stati inviati ai laboratori per le analisi. Negli Stati Uniti, 141 i casi, tra cui il bimbo messicano di 23 mesi, deceduto mentre era in vacanza in Texas. I casi confermati, ma senza decessi sono in Austria (1), Canada (34), Cina (Hong Kong: 1), Danamarca (1), Francia (1), Germania (4), Israele (2), Olanda (1), Nuova Zelanda (4), Corea del Sud (1), Spagna (13), Svizzera (1) e Regno Unito (13).
Nel suo sito web, l'organizzazione sanitaria ripete che non raccomanda di limitare i viaggi, né la chiusura delle frontiere, ma consiglia che "le persone malate ritardino i viaggi internazionali e che quelli che hanno sintomi dopo un viagggio inetrnazionale si rivolgano a sanitari". Allo stesso modo l'Oms "assicura che non c'é' rischio di infezione nel mangiare maiale ben cotto o prodotti derivati"; e ripete i suoi appelli perché la gente rafforzi le misure di igiene abituali, in modo particolare il lavarsi frequentemente le mani con il sapone.
02/05/2009