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Quando la Giustizia non funziona, a rimetterci prima di tutto non sono i magistrati né gli avvocati. Siamo noi cittadini, che se per caso entriamo nel gorgo dei Tribunali non ne usciamo più, perdendo tempo e denaro. A godere sono invece i delinquenti, che nel caos sopravvivono.
La Procura è senza personale, senza soldi, persino senza carta. Ciò che preoccupa è che queste carenze vanno inevitabilmente a ledere quella che è l’attività principale della Procura: la tutela dei cittadini. Non basta la professionalità, non basta l’impegno, non basta la dedizione. Occorrono atti giudiziari, possibilità di delega, velocità di comunicazioni. Altrimenti tutto si rallenta, si complica, si ferma. E i cittadini che sperano nell’aiuto dello Stato restano a guardare, aspettando, a volte imprecando.
Possiamo e dobbiamo fare qualcosa: raccogliere firme, adesioni, da consegnare al Procuratore capo per «girarle» al Ministero. Spesso diciamo che la Giustizia non funziona in Italia; a volte - va detto - è colpa di magistrati inadeguati, altre volte - come a Frosinone - di risorse insufficienti. Spesso raccontiamo di tentativi di infiltrazioni malavitose, ma la Ciociaria fino ad oggi è sempre riuscita a sottrarsi alla morsa del crimine perché la sua gente è diversa, ha sempre saputo reagire. Questa è la volta giusta per confermare questa caratteristica, e per farlo basta un’adesione on line: un piccolo gesto per un grande risultato. E’ una questione di coscienza. Collettiva.
Angelo Perfetti
29/04/2009