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lutto nazionale

L'Aquila, i funerali tra silenzio e dolore

È una lunga fila disperata ma composta quella dei familiari delle vittime del terremoto in Abruzzo. Ogni tanto un urlo spezza il silenzio. Presente anche la gente di Onna, giunti a Laquila in pullman.

Quattro file interminabili di bare con un'orchidea appoggiata sopra ognuna e il nome stampato su un foglio bianco: nella piazza d'Armi della Caserma della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza Piangono silenziosamente, si abbracciano e si sostengono l'un l'altro, altri guardano fissi davanti a sè, c'è chi porta fiori e chi cammina lontano dagli altri parenti, per un momento di solitudine. È una lunga fila disperata ma composta quella dei familiari delle vittime del terremoto in Abruzzo, che hanno preso posto nella grande piazza D'Armi della scuola della Guardia di finanza.  

IL SILENZIO E IL DOLORE - Tra tanti silenzi, l'urlo lacerante di una madre: "Perchè non ci sei più, perchè l'hai fatto? Ti sei sacrificato per salvare la tua fidanzata". Un urlo represso dall'abbraccio forte del marito, che le bisbiglia "non dire così, lui ha fatto quello che andava fatto": una storia forse di "normale" eroismo, un giovane morto per proteggere la compagna. Molti dei parenti hanno gli stessi vestiti, ormai logori, di quella tragica notte del 6 aprile: vengono direttamente dalle tendopoli, dove la Protezione civile ha allestito dei servizi navetta proprio per consentire loro di partecipare ai funerali. Sono numerosi quelli che hanno con sè delle rose, e in particolare rose bianche: a ricordare che, tragedia nella tragedia, delle oltre 200 bare allineate sul piazzale, alcune decine sono di bambini.

LA CERIMONIA - Sono 205 le bare disposte su 4 file all'interno del piazzale d'onore della caserma Scuola della Guardia di Finanza a l'Aquila. I feretri di 5 bambini sono state appoggiate sopra quelle delle loro madri.
Dalle prime ore di questa mattina la piazza si è andata riempiendo di persone: parenti, amici delle vittime o semplici concittadini. Un fiume di persone che continua a raggiungere il luogo delle esequie. Ad officiare la liturgia saranno il segretario di stato Vaticano Tarcisio Bertone ed il vescovo de L'Aquila Giuseppe Molinari. Sull'altare allestito all'interno della caserma sono presenti anche 18 vescovi del territorio ed il segretario del papa Benedetto XVI padre George. I paramenti liturgici per officiare la funzione sono giunti da San Pietro e dal santuario di Loreto. Da quest'ultimo è stato inviato il cero pasquale. Ai lari dell'altare sono presenti i gonfaloni di numerosi enti locali tra cui quello del Comune di Roma. 

IL PASSO DEL VANGELO - È il passo del vangelo secondo Giovanni dedicato al momento estremo del calvario di Gesù Cristo sul Golgota quello letto durante i funerali solenni delle vittime del terremoto del 6 aprile scorso in Abruzzo. È la lettura del Venerdì Santo. Gesù - racconta Giovanni - porta la croce sul Golgota e rivolge il suo ultimo pensiero alla madre, Maria, e al suo discepolo più amato, Giovanni. Poi chiede acqua: «ho sete». Ma quello che riceve dai soldati romani è solo una spugna imbevuta d'aceto. Quindi china la testa: «tutto è compiuto», dice Gesù prima di spirare.

L'OMELIA DEL CARDINALE BERTONE - Nell'omelia della messa esequiale, il cardinale Tarcisio Bertone ha voluto ricordare il sacrificio di Marco Cavagana, "il pompiere-papà di Treviolo, venuto da Bergamo e qui colpito da un infarto mentre cercava di salvare altre vite". "Ci sono qui - ha aggiunto - i volontari di tante associazioni, venuti da ogni parte d'Italia, gli uomi e le donne dell'Esercito, della Protezione Civile, della Croce Rossa, dei Vigili del Fuoco". A braccio, il segretario di Stato ha anche citato un'insegnate da lui incontrata questa mattina in un ospedale da campo. Del breve colloquio con la professoressa citata nell'omelia, Bertone ha rivelato che gli è stata confidata l'angoscia che si vive oggi "in questa vostra città e nei paesi vicini", ma anche gli è stato ricordato il fatto che altre volte ci si e' rialzati, perché questi luoghi "hanno conosciuto altri momenti difficili nella loro storia". "La morte - ha detto - ci fa toccare con mano che tutto in un attimo puo' cessare - sogni progetti, speranze. Tutto finisce; solo resta l'amore. Resta solo Dio che è Amore". "In quest'ora di dolore e di smarrimento profondo, è la Parola di Dio - ha osservato il porporato - a sostenere la nostra fede, a confortarci e ad assicurarci che nulla può vincere la forza dell'amore. Nulla puo' contro l'amore, questo grido del cuore che regge l'urto dello spazio e delle distruzioni, perché noi non siamo fatti per la morte, siamo fatti per la vita". "A Gesù che ha pianto davanti alla morte di Lazzaro, suo amico, rivolgiamo - ha concluso Bertone - la richiesta accorata di aumentare la nostra fede. Ci aiuti a trasformare questa morte in un atto di fede, di speranza e di amore, amore che si fa condivisione e fraternità.

 

BANDIERE A MEZZ'ASTA - Per il lutto nazionale proclamato per il sisma in Abruzzo, la strada da Roma fino alla caserma della guardia di finanza di Coppito è costellata di bandiere a mezz'asta. Vessili calati a Roma, sul Raccordo Anulare, all'ingresso dell'autostrada e poi arrivando a L'Aquila, fino alle tre bandiere (il tricolore, quella dell'Unione Europee e quella delle Fiamme Oro) nel grande piazzale all'interno della caserma. A presiedere i funerali il segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone, che celebrerà il rito insieme al vescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari. Prima delle esequie, il cardinal Bertone si è recato a visitare un campo di accoglienza.
 

ONNA, IL SIMBOLO DEL SISMA -  Quattro pullman sono partiti in mattinata da Onna dalla tendopoli allestita ai margini del paese completamente distrutto dal sisma, dove ci sono stati 39. La gente del paese è infatti voluta essere presente in massa alla cerimonia funebre. In paese, oltre ai soccorritori, sono rimasti soprattutto gli anziani e i bambini.
 

"UN DOLORE LANCINANTE" - "Sono stato toccato in modo incredibile da tutti questi casi, sia di chi ha perso la casa e sia dalle persone che hanno perso dei figli. È un'esperienza lancinante che non potrò mai dimenticare. Il governo si impegna davanti agli italiani per far rinascere il territorio". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, prima di recarsi ai funerali solenni delle vittime del terremoto abruzzese. Grande commozione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, originario dell'Abruzzo, che al suo arrivo alla Scuola della Guardia di finanza a L'Aquila è letteralmente scoppiato in lacrime. Sono presenti i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, per il governo il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Interno Roberto Maroni. È atteso il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Tra i presenti il leader del Partito democratico Dario Franceschini accompagnato da Piero Fassino e Rosy Bindi.

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10/04/2009










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