Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Il bilancio: 15 dispersi, 20 mila sfollati

L'Abruzzo trema ancora

Il bilancio, ancora provvisorio, si aggrava di ora in ora: 180 i morti, di cui 40 non identificati, e 15 dispersi. I feriti sono rimasti stabili a 1500, circa 20mila gli sfollati. E le tendopoli ancora non bastano per tutti.
 

Mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta eseguendo una ricognizione sui luoghi del disastro, due forti scosse di terremoto, una dopo l'altra, la seconda più energica, si sono registrate a L'Aquila alle 11.26. "Non ci sono persone in pericolo di vita tra i feriti", afferma la Protezione civile. Continua il lavoro per estrarre dalle macerie sopravvissuti e vittime. Anche questa notte le scosse si erano susseguite a L'Aquila e in provincia. Mentre si cercavano i dispersi tra le macerie e in alcuni edifici crollati, è stata avvertita una scossa di magnitudo 4,8 sulla scala Richter all'1.15 della notte, proprio durante le operazioni di recupero di Marta Valente, la 24enne studentessa di Teramo che è stata estratta viva attorno alle 2 dagli uomini dal soccorso alpino. Il bilancio, solo provvisorio, si aggrava di ora in ora: 207 i morti, di cui 40 non identificati, e 15 dispersi. I feriti sono rimasti stabili a 1500, circa 20mila gli sfollati.

Intanto gli sfollati sperano di dormire in una tenda, questa notte. Oltre 36 ore insonni, all'aperto, in ripari di fortuna o in macchina. Gli abruzzesi, si sa sono "forti e gentili", ma ritrovarsi improvvisamente senza piu' nulla mette a dura prova anche questo popolo abituato alle avversita' della natura. La Protezione Civile Italiana ha dovuto assistere, ieri mattina, 70mila persone sulla strada. A mezzogiorno, la collaudata macchina diretta da Guido Bertolaso aveva fatto convergere sull'Aquilano le prime cucine mobili per dare pasti caldi ed acqua.

Ieri sera erano stati allestiti cinque spazi per le tendopoli nei vari quartieri del capoluogo, mentre 14mila posti-letto li aveva trovati la Regione negli alberghi della costa, Da Giulianova a San Salvo. "Basta presentarsi e dare le generalita'", ha ripetuto anche questa mattina il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ma il piano del trasferimento stenta a decollare. Pochissimi quelli che hanno abbandonato tutto e sono partiti, e cosi' centinaia di camere sono ancora vuote.

A Onna, Paganica, San Gregorio, la gente soffre ma non vuole andarsene; ha atteso pazientemente e con dignita' i soccorsi e spera di avere al piu' presto almeno una tenda dove ripararsi. Anche chi ha una casa solida e poco danneggiata preferisce dormire fuori e non vivere la paura dello sciame sismico, con scosse che raggiungono anche magnitudo 4.3 della scala Richter. Una corsa contro il tempo e contro il clima variabile primaverile. "I tempi tecnici per allestire i campi di emergenza - sostengono alla Protezione Civile - possiamo abbatterli ma non eliminarli. Ieri sera abbiamo dovuto operare tra la pioggia ed il fango. Entro sera contiamo di completare gran parte del lavoro".
 

Vai alla homepage

07/04/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro