È quanto emerso da uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine, che ha coinvolto oltre 500 mila persone, condotto da Rashmi Sinha del National Cancer Institute statunitense presso Rockville. I ricercatori hanno stimato che nel periodo di 10 anni in cui il campione è stato tenuto sotto controllo l'11% dei decessi tra gli uomini e il 16% di quelli tra le donne (per tutte le cause di morte) avrebbero potuto essere prevenuti se queste persone avessero ridotto il consumo di carni rosse a una quantità media di 175 grammi la settimana. Sono ormai numerosi i dati a supporto dei danni alla salute causati da una dieta troppo ricca di carne rossa e carni eccessivamente lavorate come pancetta e insaccati, per il loro alto contenuto in grassi "cattivi" che favoriscono le malattie cardiovascolari e per i composti cancerogeni rilasciati durante la cotture a temperature elevate. Questo studio ha incrociato dati sulla mortalità con dati sulla dieta e in particolare sul consumo di carne. È emerso che chi mangiava carne rossa fino a un massimo di 160 grammi al giorno aveva un rischio maggiore di morire per tutte le cause. In particolare guardando alle malattie cardiovascolari il rischio di morte, riducendo il consumo di carne rossa, si riduce notevolmente. La carne bianca invece non ha questi effetti e il suo consumo può ridurre il rischio generale di morte.
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27/03/2009