Magari "Via col Vento" con Mamie che invita Miss Rossella a mangiare uno dei suoi muffin. O "Sex and the City", dove le quattro protagoniste considerano queste tortine un vero emblema di New York. In effetti, gli americani sono soliti mangiare a colazione le piccole pagnotte soffici. Ma non solo: per gli abitanti a stelle e strisce sono dolcetti ideali anche per l'ora del tè o per una merenda nutriente. Veloci da preparare e deliziosi anche solo a vedersi, nei loro pirottini di carta. Ed è proprio per queste caratteristiche che i muffin, con il tempo, sono arrivati su tutte le tavole internazionali: piacciono a grandi e piccini, e se ne possono sfornare una varietà infinita, adattandoli magari alle tradizioni locali. Vale la pena ripercorrere un po' la storia di queste tortine, con origini molto più antiche di quello che si pensa e, forse, anche meno nobili. Originariamente, infatti, i muffin venivano preparati e consumati dai domestici dell'alta società dell'Inghilterra Vittoriana. Il fornaio di famiglia preparava, ad uso e consumo esclusivo della servitù, dei muffin utilizzando il pane rimasto dal giorno prima e i ritagli di impasto dei biscotti, il tutto lavorato con delle patate schiacciate. L'impasto veniva fritto su di una piastra trasformandolo in muffin leggeri ed, allo stesso tempo, croccanti. La bontà dei muffin venne presto scoperta dai padroni di casa e, via via, da tutte le classi sociali dell'epoca, diventando il dolce preferito per l'ora del tè. A questo punto, i muffin furono a tal punto apprezzati dalla popolazione inglese che, non solo in Inghilterra furono creati un gran numero di forni dedicati alla loro produzione, ma si potevano incontrare per strada i cosiddetti Muffin men, ovvero gli uomini che vendevano i propri muffin con dei vassoi di legno appesi intorno al collo. Per l'ora del tè, nelle case e nei clubs, i muffin inglesi venivano aperti a metà e tostati direttamente sul fuoco e serviti come accompagnamento, appunto, al tè. La popolarità dei muffin inglesi raggiunse lo zenith in Gran Bretagna negli anni appena precedenti l'inizio della I Guerra Mondiale. Ancora oggi, in giro per il mondo, si possono distinguere due tipi di muffin: quello inglese e quello americano. I primi sono piatti, cotti sul fondo di una padella. Quelli d'origine americana (i più comuni), invece, sono dei dolci cotti in stampi monoporzione. Fanno così parte del modo di essere americano, che addirittura tre Stati Usa hanno designato il proprio muffin ufficiale: lo Stato del Minnesota ha designato come muffin ufficiale il muffin ai mirtilli, lo Stato del Massachusetts ha adottato il muffin di mais e lo Stato di New York il muffin alle mele. Già da qualche anno, i muffin arricchiscono anche le tavole e le abitudini italiane. Anzi, piace molto cucinarli e sperimentarne nuove ricette. Ci sono quelli dolci (al cioccolato e mele e cannella i più gettonati, ma anche ai mirtilli o alla banana) o quelli salati (con prosciutto e formaggio, con le verdure o con i pezzettini di carne) utilizzati per lo più per i brunch domenicali o per le merende dei bambini.
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22/03/2009