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Il processo Sandri

Spaccarotella in aula ignora i genitori di Gabriele

"Si doveva mettere in ginocchio e chiedere perdono lì". La mamma di Gabbo parla, Daniela parla dell'agente Luigi Spaccarotella accusato dell'omicidio del tifoso laziale.

L'agente Luigi Spaccarotella "Si doveva mettere in ginocchio e chiedere perdono lì". Invece non ci ha nemmeno guardato». Lo ha detto Daniela, la madre di Gabriele Sandri, parlando dell'agente Luigi Spaccarotella accusato dell'omicidio del tifoso laziale. Il poliziotto ieri mattina era in aula alla prima udienza del processo ad Arezzo. La madre di Gabriele aveva con sè un maglione ed una foto del figlio che ha accarezzato più volte durante l'udienza. «L'ho visto in faccia - ha aggiunto Daniela - lui non ha alzato gli occhi, c'è passato davanti come se fossimo colpevoli. Per me Spaccarotella è niente: non desidero la sua morte, vorrei che non fosse mai nato».

Alla fine del processo all'uscita dall'aula il fratello di Gabriele, Cristiano, è apparso piuttosto arrabbiato: «Dopo aver sentito parlare di un uomo provato, di dispiacere - ha spiegato Cristiano - volevo percepire nel suo sguardo qualcosa, un pentimento, un messaggio. Invece non ci ha degnato di uno sguardo. Ho visto un uomo disteso nel volto, tranquillo. È un uomo piccolo, di statura s'intende». In apertura, la difesa del poliziotto ha ripresentato la richiesta di giudizio abbreviato che la Corte d'assise ha respinto perchè «l'acquisizione delle prove» alla quale la difesa subordinava la richiesta «non è compatibile con le finalità di economia processuale».

Poi sono stati sentiti i colleghi di Spaccarotella. Hanno ribadito che l'agente, subito dopo lo scontro tra tifosi nell'autogrill dal lato opposto dell'autostrada (dunque con l'intera carreggiata in mezzo), «ha riferito» di aver esploso due colpi in aria. Secondo la ricostruzione fornita in aula dalle testimonianze degli agenti, si trovavano tutti sul lato opposto dell'autostrada, hanno sentito delle urla nella piazzola dell'autogrill in carreggiata nord e hanno visto una decina di persone aggredire con bastoni un'auto, una Mercedes nera Classe A.

Gli agenti hanno così iniziato a urlare e hanno acceso le sirene. A quel punto Spaccarotella ha sparato un colpo in aria, poi si è messo a correre. A quel punto una Renault Scenic con a bordo gli aggressori è ripartita. Nessuno dei testimoni ha detto però di aver visto Spaccarotella sparare il secondo colpo, quello che ha ucciso Sandri. È stato lo stesso poliziotto, al ritorno, a dire ai colleghi di aver sparato un secondo colpo in aria. Il processo proseguirà oggi con le testimonianze dei dipendenti dell'autorgrill mentre il 23 o il 24 aprile dovrebbe essere interrogato Spaccarotella.

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21/03/2009










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