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Papa Benedetto XVI, stamani in nunziatura a Yaoundè, ha incontrato i rappresentanti dei musulmani del Camerun ed ha ricordato loro che una religione genuina "rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo, non solo per principi di fede, ma anche in base alla retta ragione".
Il colloquio si è svolto a porte chiuse. Nel paese africano, l'Islam rappresenta circa il 22% di una popolazione di 17 milioni di persone e intrattiene buoni rapporti con le altre componenti religiose, a partire dai cattolici (il 27%). Benedetto XVI ha lodato questo esempio di convivenza. In Camerun, ha detto, cristiani e musulmani «offrono testimonianza dei valori fondamentali della famiglia, della responsabilità sociale, dell'obbedienza alla legge di Dio, e dell'amore verso i malati e i sofferenti». Il Papa ha ripreso però anche il discorso sulla ragionevolezza delle religioni, un tema che aveva affrontato nel suo controverso discorso a Ratisbona.
«Oggi - ha detto ai musulmani - un compito particolarmente urgente della religione è di rendere manifesto il vasto potenziale della ragione umana, che è essa stessa un dono di Dio ed è elevata mediante la rivelazione e la fede». In una critica implicita al fondamentalismo che caratterizza l'Islam in altre zone dell'Africa, Benedetto XVI ha rimarcato: «in realtà religione e ragione si sostengono a vicenda, dal momento che la religione è purificata e strutturata dalla ragione e il pieno ptenziale della ragione viene liberato mediante la rivelazione e la fede». «In queto modo - ha concluso - una religione genuina alla rga l'orizzonte della comprensione umana e sta alla base di ogni autentica cultura umana. Essa rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo».
19/03/2009