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Alla "Fattoria" litiga e si comporta da duro. Il rischio è che il reality lo trasformi in un modello da emulare.
Tu lo metti in galera per 77 giorni. Quello esce e per prima cosa dice: «Il carcere mi ha arricchito». Uno si aspetta la classica metafora sul ripensamento, la cella che redime e fortifica, la riscoperta dei valori umani.Macché: lui diceva in senso letterale. «Ho stipulato contratti per un milione e mezzo di euro del marchio Corona's». Simpaticissimi gadget come occhiali, portacellulari, calze e naturalmente quelle mutandazze che nei giorni dei domiciliari si premurava di lanciare dalla finestra, nel tripudio delle fans svaporate. Per non parlare del volume di memorie da Pellico, e di un pezzo hip hop inciso insieme al dimenticabile rapper Kalief: «Corona non perdona/Sono stato ostaggio dello Stato», scandiva l'ex galeotto, definendosi «solo un povero bullo che fa un mestiere del cacchio, un lavoro che non avrebbe senso se la gente non avesse nulla da nascondere. Sono il prodotto di un'Italia che vuole questo».
Ecco: a una faccia di bronzo così, che gli fai? Non basta lasciarlo in Brasile, come suggerisce qualcuno, previa permuta con Battisti. La vera soluzione è prelevarlo con una scusa qualunque dalla "Fattoria", caricarlo su un elicottero e paracadutarlo nelle impervie aree amazzoniche popolate da tribù antropofaghe. Il timore è che Corona riesca a griffare anche i loro pentoloni, o l'osso che i cannibali portano nel naso. Ma è un rischio che dobbiamo correre, se vogliamo evitare la santificazione a mezzo reality di un asso dell'amoralità. Ne avremmo ammirazione se fosse un onesto Re Mida, non un gaglioffo che tramuta in oro il fango che butta addosso agli altri. Due giorni fa è riuscito a far stringere il Paese attorno a un'antipatizzante a tempo indeterminato come Marina Ripa di Meana, alla quale un galantuomo tutto può dire tranne che «una donna di 67 anni malata di cancro dovrebbe starsene a casa».
Una settimana prima, alla prima puntata del supertrash bucolico, sembrava pronto a incaprettare l'umorale Sperandeo: «Tu si nuddi miscati con nenti», o roba del genere, un fosco derby di sangue Catania-Palermo, una minaccia in puro stile Goodfellas. Poi se l'era presa con l'ex hostess Daniela Martani, vittima di un'imboscata autoriale, e già eliminata dallo show: «Questa ragazza deve dimenticarsi il mondo dello spettacolo», come se lui fosse un novello Petronio Arbitrio, il moralizzatore piuttosto che l'imputato in un processo per presunti foto-ricatti ai danni di tanti vip. Qualcuno, nel preparare la sceneggiatura della Fattoria, si era spinto persino a chiedere a un altro concorrente (un "faticatore" davanti al leader della "casta") di baciargli il piede, come si faceva con i papi medioevali. Il sospetto è che arrivati a questo punto così infimo, tutti partecipino più o meno consapevolmente delle fortune del signor Corona. Anche scriverne in modo critico diventa complicato, perché il bellimbusto potrebbe uscirne da martire, da perseguitato: potrebbe dirsi bersaglio degli «invidiosi» o degli «ipocriti», degli uomini che non vantano lo stesso grado di palestratura, di quelli che non rimorchiano atteggiandosi a bad boys, di chi ha comprato sue foto compromettenti e dei giudici di Vallettopoli.
Certo, gli va riconosciuta una diabolica genialità nel manipolare i media, più di quanto non ne finisca strumentalizzato. Come la volta che disse: «Non fui io a chiedere soldi alla Fiat per non far uscire l'intervista al trans di Lapo. Loro contattarono me». O quell'altra, a "Matrix", quando parve a un passo dall'accordo per un servizio «da gladiatore, alla Russell Crowe» con un gongolante Di Pietro. Difficile liberarsi di lui e dei suoi tatuaggi alla De Niro in "Cape Fear". Riesce a intortare pure le sue donne. Paradossalmente ma non troppo, la stessa Belen Rodriguez era stata lisciata da Vallettopoli, quando l'amica-soubrette Francesca Lodo aveva rivelato a Woodcock: «Ci siamo fatte una pista insieme all'Hollywood», e non si parlava di sci o di go-kart.
Ora la venere argentina dice del moroso: «Quando Fabrizio mi ha rivelato che andava alla "Fattoria" sono rimasta di stucco», ma già capisci che lo perdonerà, magari dopo un'altra copertina da coppia d'oro del gossip. Come quella che una settimana fa aveva suscitato le ire della ex, la labbrosaura Nina Moric, perché in mezzo ai due piccioncini c'era il figlioletto avuto da Corona. E non sono immagini che rafforzano lo spirito, quando esci da una separazione così tormentosa. Si era parlato anche di un tentato suicidio di Nina, per amore del fedifrago. Ma vai a sapere. Anzi no, freghiamocene. In attesa dei cannibali. Stefano Mannucci
Stefano Mannucci
17/03/2009