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La supplica

Facciamo un favore alla letteratura
Proibiamola nelle aule

Cara Ministro, o cari Dirigenti o insomma caro Chi decide queste cose, ascoltate questa supplica: smettete di insegnare la poesia a scuola.

Mariastella Gelmini Sì insomma, toglietela dai programmi obbligatori. Lo chiedo senza voler fare una provocazione, ma è una supplica, una mozione, una proposta "politica". Finito l'obbligo delle scuole elementari e medie, dove è utile mostrare l'esistenza della funzione poetica della lingua, che è quella di usare parole accese per mettere a fuoco la realtà quando essa ci colpisce, ecco, dopo le medie, cari Insegnanti, lasciate perdere la poesia. Mi verrebbe da dire: lasciate perdere la letteratura. O se la volete fare, fatela con una passione da morire. Cioè come una cosa che non si fa per mestiere.

Perché sono arrivato a questa allegra, combattiva disperazione, o meglio insurrezione? Perché ho visto cose che voi umani…Sì ho visto e stravisto insegnanti schiacciati sotto l'obbligo del programma. Ricattati dal buon sentimento o dal programma. Volenterosi o smarriti, ma destinati allo stesso fallimento. Ricattati dall'ansia di prestazione e da programma storicistico-idealista da realizzare. Oberati da libroni infiniti e pesanti che li conducono stremati a toccare solo le rive del Novecento. Impegnati a illustrar passaggi storico-critici a ragazzi che manco sanno il gusto della poesia come avviene nella lettura, personale e agonistica, di un testo. Come gente che per introdurre al motociclismo si impegna a insegnar la storia o la meccanica del pistone, invece che far vedere Valentino Rossi in pista.

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Davide Rondoni

15/03/2009










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