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E' stato approvato a larga maggioranza l'articolo 1 del Ddl sul testamento biologico che riguarda il consenso informato. Il Pd al momento del voto si è però spaccato con sei senatori che hanno votato contro e tre astenuti.
L'astensione piu' evidente e' quella della capogruppo Pd Dorina Bianchi seguita dai colleghi Bosone e Gustavino. "Nel Pd c'e' una componente piu' rigida che non riesce a colloquiare fino in fondo". Questo il commento del relatore del ddl sul testamento biologico Raffaele Calabro', che, in una pausa della riunione, si ferma a parlare con i giornalisti. "Il voto e' stato positivo, con un miglioramento della formulazione del mio testo. Trovo deludente che questo non porti a una condivisione del lavoro. E' evidente che ci sono due anime nel Pd".
Ma Ignazio Marino, che ha votato contro, non e' d'accordo sull'immagine di un Pd spaccato: "non c'e' - scandisce - nessuna spaccatura. Il Pd si e' presentato al voto seguendo la linea prevalente. Poi ci sono diverse sensibilita' che si sono espresse nel voto". Il senatore Daniele Bosone, che si e' astenuto insieme alla capogruppo Bianchi e al senatore Gustavino, difende la sua astensione: "il Pd ha espresso valutazioni diverse sul lavoro svolto in questi giorni dalla maggioranza. Apprezziamo il lavoro fatto, stiamo dialogando e vogliamo continuare a dialogare per migliorare ancora l'art. 1 sul consenso e gli altri articoli del testo. Il fatto che ci siano posizioni differenziate nel Pd deriva semplicemente dal fatto che ci sono sensibilita' diverse su come il lavoro e' stato portato avanti in questi giorni e sul rapporto che vogliamo avere con la maggioranza".
10/03/2009