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Il tribunale del riesame di Roma si è riservato di decidere sull'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Alexandru Istoika Loyos e Karol Racz, accusati di avere violentato una ragazza il giorno di San Valentino a Roma nel parco della Caffarella.
Il pm Vincenzo Barba ha rinnovato ai giudici della Libertà le ragioni della custodia cautelare. Il magistrato ha spiegato, uscendo dall'aula: "In prima istanza come autori materiali del fatto, in subordine come concorrenti morali".
"Ho chiesto al tribunale del riesame la conferma dell'ordinanza di custodia cautelare. Sia, in prima istanza, perché ritengo Loyos e Racz responsabili del fatto. In subordine ho chiesto ai giudici di riqualificare la posizione dei due indagati, affinchè la loro posizione venga definita come quella dei concorrenti morali". Alla richiesta di spiegazione da parte dei cronisti, il magistrato ha spiegato: "Ci potrebbe essere, per loro, l'ipotesi di un concorso morale in una violenza di gruppo". Racz e Loyos sono accusati di violenza sessuale e rapina. "In ogni caso è rispettata l'impostazione iniziale".
Il pm Barba ha poi sottolineato: "La relazione sulle tracce del dna è preliminare. L'ottimo lavoro della polizia scientifica e del consulente dovrà essere supportato dal rapporto conclusivo, che dovrà spiegare". I due romeni in carcere c'erano?, si chiede? "Loro c'erano quel pomeriggio. Sono convinto che ci fossero. Anche se hanno fatto da palo, hanno almeno assistito".
Inoltre spunta un supertestimone nel caso dello stupro di San Valentino. Il pm Vincenzo Barba ha reso noto oggi al tribunale del riesame che un teste, in altro procedimento, ha spiegato di aver visto i due romeni indagati per la violenza sessuale sul luogo del fatto. "Sia Loyos che Racz c'erano. Ne sono convinto - ha detto il pm - c'è un testimone che li ha riconosciuti, li ha visti lì".
09/03/2009