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La spesa pensionistica italiana "resta ancora tra le più elevate nell'Ue", anche attuando le riforme adottate. E' questo il contenuto della bozza di raccomandazione rivolta all'Italia in vista dell'Ecofin di martedì che poi sarà approvata in via definitiva dal Consiglio Ue dei capi di stato e di governo del 19 e 20 marzo.
I conti dell'Inps migliorano ma non c'è pace sul fronte della pensioni. La Ue, infatti, è tornata ad incalzare le autorità italiane per nuovi interventi correttivi della spesa previdenziale a cominciare con l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle donne. E le reazioni sindacali sono state forti e immediate.
L'autorità comunitarie, infatti, in occasione del vertice dei ministri finanziari di martedì prossimo a Bruxelles, adotteranno una risoluzione sui temi pensionistici che chiederà all'Italia di fare di più. Pur riconoscendo che il nostro paese è riuscito a frenare la spesa pensionistica, la Ue lamenta che essa rimane ancora tra le più elevate in ambito comunitario. Occorre quindi porre nuovamente mano al sistema preveidenziale per redistribuire meglio la spesa ed indirizzare nuove risorse a sostegno dell'assistenza di chi ha perso il lavoro. In questo contesto, l'equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne sarebbe il primo passo da compiere.
Tra i primi a commentare le valutazioni della Ue il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini, "Come era prevedibile il bilancio previdenziale non è solo risanato, ma abbondantemente in attivo e dimostra quanto sia inaccettabile l'idea del Governo di fare ancora tagli con l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne". Anche la Uil parla di valutazioni inaccettabili. "L'allarmismo dell'Ue non è da prendere in considerazione", in quanto sulla spesa pensionistica "ci sono tentativi periodici di ambienti tecnocratici dell'Ue che fanno un semplice esame numerico e non vanno a vedere dentro", ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Altrettanto negativa la reazione della Cisl. "E' davvero penoso che dall'Unione Europea arrivi solo l'ennesima raccomandazione a intervenire sul sistema pensionistico italiano, come se fosse un gioco di società", ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.
Soddisfatto invece dell'appello Ue, Giuliano Cazzola (Pdl): "Grazie Europa ! Per fortuna di tanto in tanto ci sono gli organismi dell'Unione a ricordare alla nostra classe politica, di opposizione e purtroppo anche di maggioranza, che in Italia la questione delle pensioni non è affatto chiusa, ma che occorrerà porsi il problema dell'età pensionabile a partire da quella delle donne, non solo del pubblico impiego, ma anche del mondo del lavoro privato, dipendente ed autonomo".
Dal fronte dell'opposizione invece, è intervenuta Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell'Internazionale socialista donne. "Se i conti dell'Inps sono in ordine e la spesa pensionistica italiana cresce meno di quella degli altri paesi europei - continua la Locatelli - perche' far pagare all'anello più debole della catena il rafforzamento degli ammortizzatori sociali? I dati di Bilancio comunicati dall'Inps mettono in evidenza un marcato miglioramento dei saldi previdenziale grazie all' aumento contributi dei dipendenti e dei parasubordinati. Nel 2008 l'avanzo finanziario dell'Inps è cresciuto rispetto all'anno precedente del 21,5% pari a circa 11,2 miliardi di euro.
07/03/2009