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Una ragazza di 20 anni è stata violentata la scorsa notte a Milano. La vittima della violenza è una ragazza di origine boliviana, studentessa, regolare in Italia.
La giovane è stata caricata a forza in macchina da un uomo, che ha descritto come nordafricano, che l'ha avvicinata all'uscita da una discoteca e l'ha portata in un posto appartato in zona Forlanini per stuprarla. La studentessa è riuscita a uscire dalla macchina e a scappare approfittando di una distrazione dell'uomo. Ha chiesto aiuto ad alcuni passanti, poi ha contattato un'amica al telefono e avvisato il 118 e i carabinieri.
La ragazza ieri notte era andata a ballare con degli amici, italiani e sudamericani. Alla fine della serata è uscita prima degli altri dal locale: mentre aspettava che uno degli amici la passasse a prendere in macchina per accompagnarla a casa, è stata avvicinata dall'uomo che dopo l'ha violentata.
Dimessa dalla clinica Mangiagalli, dove è stata ricoverata, la giovane sudamericana non ha subito lesioni gravi ma si trova ancora in stato si shock. I carabinieri sono alla ricerca dello stupratore, che è riuscito a scappare.
Secondo il suo racconto, la scorsa notte era andata, insieme ad un amico, ai Magazzini Generali, in una zona non lontana dall'Università Bocconi. Si erano uniti ad altri conoscenti. Intorno alle 3.30, alcuni del gruppo sono usciti dalla discoteca e la giovane ha preceduto l'amico attendendolo accanto all'auto di lui per essere riaccompagnata a casa.
A quel punto - secondo il suo racconto - le si è avvicinata un'auto di media cilindrata, dalla quale è sceso un uomo, descritto appunto come nordafricano, che l'ha indotta a forza a salire, allontanandosi velocemente verso la zona est della città. La violenza, secondo la giovane, si sarebbe consumata a bordo della stessa auto, in un parcheggio prossimo al Parco Forlanini, quindi ad una certa distanza dai 'Magazzini Generalì. La giovane ha detto che, dopo lo stupro, ha convinto il suo aggressore a fermarsi ad un chiosco notturno di cibi e bevande. Mentre lui scendeva, ha chiamato un'amica al cellulare («mi hanno violentata, manda qualcuno») poi è scesa a sua volta. L'uomo se ne è accorto, ha intuito che era stato dato l'allarme ed è fuggito prima dell'arrivo dei carabinieri.
15/02/2009