Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

La scoperta dell'Università di Milano

Un nuova malattia della tiroide

È tutta italiana la scoperta di una nuova malattia della tiroide. Una forma di ipotiroidismo collegata alla mancanza genetica di un particolare "interruttore" cellulare: il recettore del neuropeptide Trh, sostanza chiave per il corretto funzionamento della ghiandola.


Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine e coordinato da Luca Persani, è firmato da un team dell'università degli Studi di Milano e dell'Istituto auxologico italiano cittadino. Gli scienziati sono partiti dalla diagnosi della malattia in un ragazzino di 11 anni, e alla fine sono arrivati a osservare lo stesso difetto genetico anche nella sorella maggiore 33enne, in attesa del terzo bebè. Nella famiglia sotto la lente degli scienziati meneghini - spiega una nota della Statale di Milano - l'azione del neuropeptide ipotalamico Trh era completamente annullata dalla mancanza del corrispondente recettore (Trh-r). In altre parole, nei pazienti che su base genetica mancano del recettore Trh-r, i dati evidenziano una ridotta produzione di ormone tiroideo (tiroxina), causata da un insufficiente stimolo "a monte" da parte dei centri regolatori ipotalamo-ipofisari. La nuova malattia è stata inizialmente diagnosticata nel ragazzino 11enne dalla Pediatria di Brescia, che indagava sulle ragioni di un ritardo di crescita in statura associato ad apatia, stanchezza e scarso rendimento scolastico. Ma la peculiarità dello studio riguarda la sorella maggiore che è risultata portatrice di tale difetto genetico solo a 33 anni.

Vai alla homepage

13/02/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro