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Istat, La classifica della povertà

"Italia tra i paesi più poveri d'Europa"

Di fronte alla crisi, l'Italia è tra i Paesi europei che «stanno peggio»: ha un'incidenza della popolazione a basso reddito pari al 20%, una percentuale superiore alla media comunitaria che è del 16%. E nell'ultimo anno la posizione italiana è peggiorata: nella graduatoria è passata dal quinto al terzo posto.

A fornire un confronto sulla povertà in Europa, in cui la condizione italiana spicca in negativo, è stata Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell'Istat, intervenuta ieri a un convegno al Cnel sulla crisi economica e l'esclusione sociale organizzato dall'Osservatorio sulla 328/00, la legge quadro sull'assistenza sociale. I dati, che sono raccolti da tutti i Paesi dell'Ue utilizzando un'unica metodologia, si riferiscono al 2006 e al 2007.

Il dato nazionale dell'incidenza di individui a basso reddito pari al 20% raggiunge il 37% nelle isole e il 33,5% al sud. Il Nord-Ovest è all'11,7%, il Nord-est al 9,7%, il centro al 14%. In Italia l'incidenza di minori a basso reddito è del 25%, come quello della Romania: il più alto in Europa. Seguono Polonia e Spagna (24%). I paesi con l' incidenza più bassa sono Danimarca (10%), Finlandia e Slovenia (11%).

Il 28,4% dei nuclei italiani ha serie difficoltà di fronte a una spesa improvvisa. Siamo all'ottavo posto in Europa.
Nel capiolo anziani a basso reddito in Italia l'incidenza è del 22% (come in Finlandia), di poco inferiore alla Grecia. Peggio dell'Italia, Cipro (51%), Estonia e Lettonia (33%). Meglio, Repubblica Ceca (5%), Ungheria (6%), Lussemburgo (7%). Il dato italiano è migliore di quello complessivo europeo, 1 su 5. I Paesi con incidenza di povertà tra gli occupati più elevata sono Grecia (14%), Polonia (12%), Spagna (11%); è più bassa nella Repubblica Ceca (3%), Belgio, Malta e Danimarca (4%).

Sono povere il 63,4% delle famiglie siciliane dove vive un disoccupato e il 56,1% di quelle siciliane e sarde. Se la disoccupazione tocca due persone nella stessa famiglia, la percentuale raggiunge il 70,4% in Sicilia e il 63,3% in Campania. Il basso titolo di studio e il numero dei figli si confermano come elementi negativi sulla povertà.

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Agnese Malatesta

13/02/2009










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