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Tommaso Onofri: la corte d'assise si pronuncia

Confermate le sentenze per Barbera e Raimondi

La Corte d'assise d'appello di Bologna ha confermato le sentenze di primo grado per Salvatore Raimondi e Pasquale Barbera implicati nel rapimento e nell'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, avvenuti il 3 marzo 2006 a Casalbaroncolo, in provincia di Parma.

La Corte d'assise d'appello di Bologna, presieduta da Paolo Angeli, ha confermato la condanna a 20 anni di reclusione per Salvatore Raimondi, accusato del sequestro con la morte non voluta del piccolo Tommaso Onofri, sequestrato e ucciso a Casalbaropncolo di Parma il 2 marzo del 2006.


La stessa corte ha confermato l'assoluzione per Pasquale Barbera, il capomastro che effettuo' lavori di ristruttuazione in casa Onofri e considerato dall'accusa una sorta di 'talpa' al servizio dei sequestratori.
Per il sequestro e l'assassinio del piccolo Tommy sono stati condannati in primo grado dai giudici di Parma Mario Alessi, all'ergastolo, e la sua convivente Antonella Conserva, a 30 anni di reclusione.
 

Salvatore Raimondi e Pasquale Barbera erano stati giudicati in primo grado con rito abbreviato dal gup di Bologna nel luglio 2007. In aula non era presente la mamma di Tommy, Paolo Pellingelli. A rappresentare la famiglia Onofri c'era lo zio di Tommaso, Cesare Fontanesi, il quale commentando l'assoluzione del Barbera (l'unico dei due imputati presente in aula) ha detto: "Accettiamo la sentenza anche se non cambia molto il nostro giudizio nei suoi confronti". Il legale del capomastro di casa Onofri, avvocato Alessandro Conti, ha espresso soddisfazione ma si e' detto "rammaricato per tre anni di calvario giudiziario".


Deluso il rappresentante di Salvatore Raimondi, avvocato Franco Cavalli: "Siamo delusi - ha detto - perche' ci aspettavamo un riconoscimento per la sua collaborazione che non c'e' stato. Penso che i giudici abbiano deciso anche in funzione delle possibili reazioni dell'opinione pubblica". Raimondi e' stato condannato anche al risarcimento per le parti civili mentre le parti civili appellanti contro Pasquale Barbera dovranno pagare le spese processuali cui hanno dato causa.

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12/02/2009










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