Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Medici e infermieri scendono in piazza per protestare

"Barella Day"al San Giovanni
"Pronti a requisire posti letto"

Continua la denuncia dell'emergenza letto. Piazza San Giovanni in Laterano diventa così palcoscenico di manifestazioni, parte il primo Barella Day. È li che ieri ausiliari, medici ed infermieri si sono incontrati per denunciare il proprio disagio.

Ospedale «L'emergenza è alta a Roma e in tutto il Lazio - spiega il Dott. Massimo Magnanti, segretario Spes, il sindacato professionisti emergenza sanitaria - gli ospedali sono sommersi da ammalati che deambulano sulle barelle anzichè nei reparti a causa della mancanza di posti letto». Stando ai dati forniti dal sindacato sono circa 25 le persone che quotidianamente vengono lasciate su barelle. Un grido d'allarme accolto dal Presidente della Regione Piero Marrazzo. «Sono qui perché voi siete la mia cartina di tornasole, la vostra manifestazione mi ha consentito di riflettere su un fattore fondamentale e cioè che non basta aver intrapreso un percorso della legalità e del risanamento se questo fa pagare delle conseguenze a cittadini e lavoratori». Con queste parole il Presidente della Regione inizia l'incontro con i medici d'urgenza, e si da anche un out out «o si riesce a dare una risposta a quello che voi mi chiedete oppure io non continuo la mia carriera politica». «Bisogna diminuire le barelle dai pronto soccorso senza se e senza ma - asserisce Marrazzo - Se necessario da oggi sono pronto a requisire posti letto da strutture pubbliche e private grazie ai poteri dell'emergenza». E continua. «Stiamo per chiudere i protocolli d'intesa con le case di cura private accreditate. Non è detto che non chieda al sub commissario alla sanità regionale Morlacco di prevedere che vengano utilizzati dei posti letto per venire incontro all'emergenza». Il Presidente della Regione conclude dando pienamente ragione ai medici «se dei medici arrivano a questo stato di esasperazione vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa» e gli propone di effettuare su loro richiesta delle ispezioni nelle varie strutture per vedere di persona la situazione.
 

Vai alla homepage

Angela Orecchio

10/02/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro