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L'ultimo viaggio di Eluana è appena iniziato ma le polemiche sulla decisione dei giudici invece non sono mai finite. Buttiglione: "Berlusconi convochi subito un Consiglio dei ministri per fare una legge” per il testamento biologico".
Il presidente dell'Udc interviene sul caso di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni e trasferita nella notte da Lecco in una clinica di Udine dove le sarà interrotta l'alimentazione.
Mentre la politica si divide sul caso, l’ultimo viaggio di Eluana è iniziato tra critiche e aspre polemiche. I medici, che hanno l'incarico di provvedere a interrompere l'alimentazione forzata, l’hanno accolta questa mattina. L'ambulanza era uscita dalla clinica di Lecco all'1.30 di questa notte superando una piccola folla di persone che protestavano cercando di impedire la partenza della giovane. "Eluana svegliati!" gridavano protestando contro la sentenza dei giudici.
Sulla questione Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si mostra cauto. “Stiamo valutando la situazione, anche dal punto di vista formale, alla luce della situazione di fatto e diritto". Eluana si trova in stato vegetativo, non è in una condizione di morte cerebrale - afferma Sacconi - tanto che nessuno ha ipotizzato l'espianto degli organi, che nell'attuale condizione non è sottoposta ad accanimento terapeutico, ma piuttosto ad alimentazione e idratazione attraverso un sondino in quanto non è in grado di provvedere a se stessa, che è in una condizione di molti disabili e non ha espresso una volontà che deve essere acclarata da una certificazione come probabilmente chiederà la nuova legislazione". E aggiunge: "davanti a tutto questo ho pensato che fosse giusto adottare un principio di cautela, di prudenza, in assenza di una legislazione specifica".
Ma il monito della Chiesa è chiaro. Il cardinale Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, non usa mezzi termini per dire la sua sulla possibile conclusione della vicenda di Eluana Englaro. Intervistato da Repubblica lancia quello che il quotidiano definisce un “anatema”: "Fermate - tuona - quella mano assassina!".
Per il porporato "interromperle alimentazione e idratazione equivarrebbe a un abominevole assassinio e la Chiesa lo griderà sempre ad alta voce". Con tutto il rispetto per le sentenze - prosegue Barragan - la posizione della Chiesa in difesa della vita è sempre la stessa. E non può certo cambiare in seguito ad un pronunciamento dei giudici". Il cardinale precisa che "non è certo questo il momento di alzare il livello delle polemiche", ma, ribadisce, "se la sorte di Eluana sarà segnata tragicamente dal blocco dell'alimentazione, significa che si tratterà di assassinio".
Fermamente contrario anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. “È iniziato l'omicidio di Eluana, che rischia di avvenire impunemente e senza turbare convenzioni e erogazioni di pubblico denaro giudicando le immagini dell'ambulanza «partita nella notte sotto il diluvio, cariche di angoscia”. “Si protesta per salvare un albero. Si è, invece, ignorato l'appello delle suore di Lecco - ha aggiunto - che si erano offerte per proseguire la loro opera di assistenza. La protervia di alcuni magistrati ha scandito i tempi di una tragedia. C'è da chiedersi se non sia lecito con la forza della verità impedire un epilogo drammatico”.
L'Italia «non starà alla finestra» ad attendere la fine di Eluana Englaro, ma rifiuterà «un'agonia insopportabile», perchè «sa commuoversi, capire, battersi». Così il quotidiano della Cei Avvenire, tornando a criticare con durezza le decisioni della magistratura e auspicando che il trasferimento della donna a Udine sia «per essere curata» e «continuare a vivere».
«A Udine per vivere. In Italia non esiste la pena di morte», titola l'editoriale di prima pagina, che accusa il presidente della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Grechi, di aver posto «una pietra tombale a ogni voce contraria». «Quella parte della magistratura che ha aperto la porta al consumarsi di un'ingiustizia verso una disabile grave incapace di esprimere oggi la sua volontà, porta una responsabilità immane. Grechi e le altre toghe che con tanta arroganza hanno piegato i fondamenti del diritto per creare il mostro giuridico dell'onnipotente volontà individuale - conclude Avvenire - forse non hanno realizzato quale architrave si rischi di svellere con il loro consenso».
03/02/2009