| POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
«Sono stato accusato dai buonisti di turno di fare battute da osterie padane, di essere un leghista razzista del Nord che non si preoccupa dei diritti dei più poveri. Ma a me questo buonismo non importa, perché se è vero che non esiste una emergenza sicurezza è vero anche che la vera emergenza è l'immigrazione clandestina».
Non si trattiene il ministro dell'Interno. Stavolta no. Roberto Maroni risponde così a chi lo accusa di avere il pugno duro. E attacca i buonisti: per battere l'immigrazione c'è bisogno di cattiveria, di fermezza.
«Per contrastare l'immigrazione clandestina e tutto il male che porta - aggiunge - non bisogna essere buonisti ma cattivi, bisogna essere determinati ad affermare il rigore della legge». L'intervento di Maroni, sia sul tema del contrasto all'immigrazione clandestina che sulla necessità di un «riavvicinamento» tra Nord e Sud è stato molto applaudito dalla platea di Avellino, nella quinta tappa di Governincontra.
Ma ha scatenato le polemiche nell'opposizione. Il vicepresidente dei deputati del Pd alla Camera, Gianclaudio Bressa, replica: «Invece di pensare alla cattiveria si preoccupi di fare il ministro degli Interni portando in Parlamento una modifica della Bossi-Fini che è la principale macchina di produzione di clandestini nel nostro Paese. Se questo governo non è capace di politiche per l'immigrazione, ma solo di grida propagandistiche, allora dimostra non tanto di avere la faccia feroce ma la faccia ridicola». Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico, ricorda: «Per affermare il rigore della legge non bisogna essere né buoni né cattivi, bisogna esser seri dando alle forze dell'ordine gli strumenti necessari e cessando la propaganda». Mentre Livio Turco, Pd, è convinta che Maroni abbia «perso la testa».
Maroni, nel suo intervento, parla anche degli episodi di violenza sessuale che si sono registrati negli ultimi giorni: «Sono episodi terribili, ma non esiste un'emergenza sicurezza», spiega. Il numero uno del Viminale chiede, pur davanti all'efferatezza di questi crimini, di «non cedere all'emozione che si prova contro chi violenta o la reazione giusta di chi protesta perchè poi costoro vengono messi in libertà il giorno dopo perché se no si fa polemica e allarmismo». «Noi - prosegue - non saremo contenti finché questi reati non saranno eliminati e non riusciremo a prevenire questi episodi. Ma dati alla mano nel 2008 i reati sessuali, anche se sono ancora troppi, sono scesi di quasi il 9 per cento». Una riduzione che è avvenuta anche grazie «al controllo del territorio che è la strada maestra» che il governo persegue.
03/02/2009