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Il piano di Washington prevede mutui più leggeri

Obama in soccorso delle famiglie

Più credito alle imprese e alle famiglie, ma anche una stretta decisa ai maxi-bonus per i dirigenti di Wall Street.

Barack Obama Il neopresidente degli Stati Uniti, Barak Obama, non si fa spaventare dal crollo del Pil dell'ultimo trimestre del 2008 e tira dritto per la strada annunciata sin dalla campagna elettorale, nell'intento di risollevare l'America da una recessione sempre più profonda.

Obama intende agire su due fronti rendendo più agevole per le imprese il ricorso al credito e alleggerendo l'onere dei mutui per le famiglie. L'obiettivo è di rilanciare i consumi e rimettere in moto quell'ottimismo che è poi il miglior carburante per l'economia. È questo il compito principale del nuovo piano che l'amministrazione Obama sta mettendo a punto per scongelare il mercato del credito a stelle e strisce, e ridare slancio all'economia.

L'annuncio, nel corso del suo tradizionale discorso settimanale alla radio, arriva dallo stesso presidente, che ha spiegato come il nuovo piano «aiuterà a ridurre i costi dei mutui e ad aumentare i prestiti alle piccole imprese, così che possano creare posti di lavoro». I tagli occupazionali che stanno investendo il mercato del lavoro americano con la chiusura di rami di importanti e solide industrie, è ciò che preoccupa maggiormente la Casa Bianca.

Allo stesso tempo, il progetto cui sta lavorando il nuovo ministro del Tesoro, Timothy Geithner, prevede che «gli amministratori delegati non prosciughino i fondi che dovrebbero venire destinati alla ripresa». Il riferimento è ai 18,4 miliardi di dollari che, secondo diversi rapporti usciti in settimana, sarebbero stati versati in bonus lo scorso anno ai propri dirigenti dalle società di Wall Street, nonostante la recessione sempre più incombente.

In sostanza si chiede ai manager d'oro di stringere la cinghia affinchè i fondi destinati ai maxi bonus vadano invece alle imprese e utilizzati per frenare l'emorragia occupazionale o addirittura creare nuovi posti di lavoro.
Geithner «avrà qualcosa da dire» sulla pratica dei bonus già nella prossima settimana, ha promesso Obama, che si schiera dalla parte dalle famiglie non solo con politiche di sostegno ai mutui, ma anche con scelte che possono apparire controcorrente agli occhi dei colossi finanziari.

«Abbiamo appreso questa settimana che, nonostante abbiano richiesto l'aiuto dei contribuenti, le società di Wall Street hanno versato in modo vergognoso circa 20 miliardi di bonus nel 2008», ha detto Obama, sottolineando: «sebbene io rimarrò impegnato a fare ciò che serve per conservare un adeguato livello di credito, il popolo americano non scuserà o tollererà più un livello simile di arroganza e ingordigia».

Obama ha quindi ribadito la sua intenzione di premere per «una trasparenza senza precedenti, una sorveglianza rigorosa e una contabilità chiara» per i fondi che sono stati stanziati per riportare il sereno sui mercati finanziari. Proprio la scarsa trasparenza nella finanza è stata una delle cause dei tracolli a catena di importanti finanziarie che hanno determinato la grande crisi.

Allo stesso tempo, Obama ha nuovamente ripetuto che «gli americani sanno che per la ripresa della nostra economia serviranno anni, non mesi». Ma il pacchetto di stimoli varato dalla neo eletta amministrazione consentirà di salvare o creare almeno tre milioni di posti di lavoro «nei prossimi anni». Il presidente Usa ha poi sollecitato nuovamente il Senato ad approvare velocemente il piano da 800 miliardi di dollari che ha già ottenuto il via libera della Camera. Obama ha quindi riconosciuto che «è probabile che l'economia peggiori prima di migliorare».

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01/02/2009










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