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Tornano a casa i due romeni complici dei quattro violentatori di Guidonia. Ieri il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli ha disposto gli arresti domiciliari tenendo conto del loro ruolo "marginale".
I due - Ionut Anton Barbu, 30 anni, e Mugurel Goia, di 22, entrambi di Bucarest - sono accusati di aver aiutato a fuggire due delle quattro belve, che sono: Lucian Trinca (22 anni) e il fratello Ciprian (23), Marcel Cristinel Codita (21) e Mirel Huma (21). I primi tre sono di Iasi (Romania orientale), il quarto di Tecuci (zona Est). La notte tra domenica e lunedì i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci li hanno arrestati al casello autostradale di Tivoli, a bordo di una Bmw, mentre accompagnavano due degli stupratori diretti a Padova.
La notizia dei docmiciliari è piombata in un giorno di polemiche. A sollevarle le dichiarazioni della deputata dei radicali, Rita Bernardini, e del segretario dell'associazione "Nessuno tocchi Caino", Sergio D'Elia. Sono stati nel carcere di Rebibbia. Hanno detto: «Schiaffi, pugni e calci sono stati dati ai sei romeni in casermae». Bernardini e D'Elia hanno annunciato un'interrogazione ai ministri di Difesa e Giustizia. Le reazioni sono state lapidarie alcune, indignate altre. A chi chiedeva di commentare, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha sibilato: «Non penso debba essere commentato».
L'ex sindaco di Guidonia, Filippo Lippiello, si è speso: «Conosco i carabinieri di Guidonia e del Comando provinciale e sono straconvinto che si sono comportati nella maniera più corretta. So anche che gli arrestati hanno fatto resistenza e, anzi, ci sono due militari contusi. Che ci si preoccupi dello stato di salute di chi ha aggredito i carabinieri mi sembra a dir poco curioso». Il comandate provinciale, il genrerale Vittorio Tomasono, ha colto l'occasione per complimentarsi «coi carabinieri che hanno catturato i sei», aguruando «una pronta guarigione ai due graduati che si sono infortunati per bloccare i romeni che tentavano di fuggire, come pure all'ufficiale che ha diretto l'irruzione nel covo di Tivoli e ha riportato una distorsione al polso».
L'ultima battuta è l'apprezzamento che il segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni, ha fatto giungere al generale «per l'operazione che ha condotto alla cattura dei responsabili della terribile violenza di Guidonia».
Fabio Di Chio
31/01/2009