Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Guidonia, arrestati due presunti autori del raid

Spedizione punitiva contro gli stranieri

Si surriscaldano gli animi a Guidonia, dove persino una fiaccolata di solidarietà alle due vittime delle violenze di via della Selciatella pare abbia finito per innescare focolai di scontri nella strada principale, divampando in raid a sfondo razziale in due bar contro romeni e albanesi, con due italiani arrestati e 20 fotosegnalati.

Una situazione ad alta tensione che vedrà stamane l'arrivo del prefetto, Giuseppe Pecoraro, per una riunione nella sede del Comune con il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Tomasone, i vertici locali delle forze dell'ordine e l'assessore alla Sicurezza di palazzo Valentini, Ezio Paluzzi.

L'appello unanime della «città dell'aria» è ormai un refrain scandito ad ogni occasione negli ultimi anni: la sicurezza nel secondo comune della provincia non può essere assicurata in pieno con una sola stazione dei carabinieri e senza un commissariato di polizia. Il più vicino, quello di Tivoli, è dovuto intervenire a più riprese durante e dopo la fiaccolata organizzata da Forza Nuova.

La manifestazione, che è sfilata tranquilla con la partecipazione di circa 300 persone avrebbe infatti avuto più di una contemporanea appendice violenta, invece, nel resto della città. Azioni «perpetrate presumibilmente da alcuni manifestanti che in modo scientifico si allontanavano dal corteo» secondo gli inquirenti, accorsi prima nel bar «Stefanelli» di Villanova, dove tre romeni sono stati aggrediti e picchiati da giovani italiani. Poi di nuovo di corsa verso la strada principale di Guidonia, in via Roma, dove un altro romeno è stato aggredito e picchiato da altri ragazzi italiani.

Dopo i primi due episodi, secondo la ricostruzione degli inquirenti, circa venti manifestanti si sono allontanati dal corteo di Forza Nuova, esortando gli altri a seguirli perché credevano che fossero stati presi i cinque stranieri che avevano aggredito e violentato la coppia di Guidonia. La polizia ha tentato di fermarli, ma il gruppo è riuscito a scappare lungo le strade vicine a quella principale percorsa dal corteo. E dopo pochi minuti al commissariato di Tivoli, diretto da Carmine Belfiore, è arrivata la segnalazione che alcuni ragazzi stavano tentando di abbattere una porta del bar in piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa dopo aver aggredito e picchiato dei cittadini albanesi. Le aggressioni sono avvenute a colpi di bastoni, mazze da baseball, manici di scopa e aste di bandiere, ma anche sedie prese dal bar al grido di «andatevene via, tornate al vostro paese, vi ammazziamo».

Una decina di mazze sono state sequestrate dalla polizia, al cui arrivo è scattata la fuga, ma venti giovani sono stati però fermati fuori dal locale (tutti sottoposti a rilievi foto-dattiloscopici). Gli agenti hanno trovato il bar devastato e dentro uno stanzino, con tanto di porta blindata che aveva resistito agli attacchi degli aggressori, la proprietaria del bar e i cinque albanesi. Che, portati al Pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli (dove sono stati giudicati guaribili al massimo in dieci giorni) hanno riconosciuto in due ragazzi in attesa delle cure alcuni degli autori del raid.

E così la polizia ha arrestato P.V. di 24 anni e P.F. di 21 anni, entrambi residenti a Guidonia (gli investigatori stanno verificando se appartengano o meno a Fn), per i reati di tentata rapina, lesioni personali, minacce e danneggiamento, con l'aggravante di aver agito per motivi di discriminazione razziale. Ma successivamente P.F. ha ammesso la responsabilità, in concorso con altre persone da identificare, della sola aggressione del romeno in via Roma (giudicato guaribile in tre giorni), che ha poi riconosciuto nel giovane uno dei suoi assalitori. E il sostituto procuratore di Tivoli, Marco Mansi, ha disposto per gli arrestati la custodia nel carcere di Rebibbia.

Vai alla homepage

Antonio Sbraga

26/01/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro