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L'EDITORIALE

Un innovatore chiamato Bettino Craxi

Nove anni fa moriva Bettino Craxi lasciando un vuoto e una ferita nella sinistra italiana. Morì lontano dalla patria, dove l'aveva portato la persecuzione giudiziaria che aveva fatto di lui il mostro simbolico del malaffare italiano, morì senza che la classe politica del tempo avesse il coraggio di trovare una soluzione dignitosa per un rientro in Italia che forse gli avrebbe garantito quelle cure che potevano salvargli la vita.

Con Craxi muore il partito socialista italiano, all'ultima stazione di una storia grandiosa. Muore il Psi che si è definitivamente affrancato dal cugino comunista e che assiste senza trionfalismi allo sfacelo dell'ideologia che ha dominato la sinistra mondiale per mezzo secolo, muore il Psi che contende alla Dc la guida del Paese. Il doppio miracolo, l'emancipazione definitiva dal Pci prima del crollo del muro di Berlino e la competizione con una Dc devastata dall'assassinio di Aldo Moro, è merito di una persona sola: Bettino Craxi. Per molti anni le celebrazioni di Craxi sono state affidate alla cura dei parenti e degli amici più cari. Tuttora vi sono settori della sinistra che mal sopportano un giudizio equanime sulla sua opera e vi sono alleati della sinistra, come il partito di Di Pietro, che si gonfiano come pavoni nel disprezzo del leader socialista. Eppure Craxi ha rappresentato una delle grandi personalità di questo Paese e nella sinistra italiana probabilmente è stato il leader che ha avuto più frecce nel proprio arco.
 

La quantità di intuizioni che dobbiamo a Bettino Craxi appare oggi impressionante. In primo luogo con Craxi nasce per la prima volta un partito socialista riformista che è parte integrante della cultura socialdemocratica europea "senza se e senza ma". L'avvento di Craxi è l'avvento di una stagione del socialismo libertario e liberale che sdogana gli uomini del dissenso dell'Est europeo, che offre solidarietà alle vittime cilene di Pinochet e che stringe amicizia con un Arafat che cerca di sganciarsi dal terrorismo (ma che non volle farlo fino in fondo).

L'emancipazione del socialismo di Craxi dal comunismo è totale e persino più profonda delle svolte di Nenni e Saragat. Craxi prende di petto il Pci e gli pone il problema del legame internazionale e dei connotati ideologici. Lo sfida al cambiamento e gli offre, nel momento della crisi finale dell'ultima stagione di Gorbaciov, l'opportunità di un'unità socialista. Malgrado il Pci lo combattesse aspramente e lo descrivesse come l'uomo più pericoloso del Paese, Craxi fu generoso con gli eredi di Berlinguer e favorì il loro ingresso nell'Internazionale socialista. Al tempo stesso Craxi capisce che il sistema bipolare anomalo fondato su una Dc condannata a governare e un Pci condannato ad essere il più forte oppositore non ha più ragione di essere e cerca di dar vita a una socialdemocrazia che soppianti i due partiti maggiori e fondi un nuovo sistema politico. Questa visione si accompagna alla modernizzazione dell'economia che lo portò alla battaglia della scala mobile e all'idea di una modernizzazione del sistema istituzionale che lo portò alla Grande Riforma. Fu sua, prima di Berlusconi, l'intuizione di sdoganare quel Msi che, con l'omaggio di Almirante ai funerali di Berlinguer, aveva provato di volersi inserire in via definitiva nel gioco democratico.


Oggi a sinistra molti gli riconoscono il coraggio istituzionale ma negano le altre intuizioni. È una lettura sbagliata del craxismo. Craxi è stato l'ultimo grande innovatore della Prima Repubblica. Il suo testamento finale, quel discorso parlamentare dedicato a Mani Pulite, lo vede proteso a chiedere ai partiti uno scatto di autocritica e di orgoglio che avrebbe risparmiato all'Italia tante false rivoluzioni e tante sofferenze. Paradossalmente più si allontana la data della morte, più si affievolisce la polemica attorno alla sua figura, più ci si accorge come sarebbe stata utile la sua presenza oggi. Non spetta a me dire se Craxi sarebbe andato con Berlusconi o no. Se ho capito qualcosa di lui, ho capito che non avrebbe mai rinunciato all'obiettivo centrale della sua vita, quello di dare al Paese una forza socialista moderna, un partito con molti punti di contatto con il Partito democratico americano ma un partito del socialismo europeo. Questo è l'appuntamento che hanno mancato coloro che hanno guidato la sinistra dopo Craxi. Lo stesso fallimento del Pd nasce dalla liquidazione arbitraria e violenta dell'esperienza socialista italiana. Ecco perché Craxi non ha lasciato eredi.
 

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Peppino Caldarola

19/01/2009

  • 15/06/2009 17:58 Andrew Nat
    Ce la faremo una buona volta a dividere il risentimento personale con l'oggettività dei fatti? Questo uomo è stato più ladro o più statista? Si sbaglia secondo me sia a difendere a spada tratta tutto il suo operato, sia a condannarlo tout cour. Ci sarà una giusta via di mezzo? Vi invito a studiare e a leggere come si sia costruito, ad esempio, la sua casa ad Hammamett, non come dice qualcuno con i soldi nostri, ma quando ancora non era segretario del PSI e fresco sposo andò in viaggio di nozze con la moglie e realizzò che le case constavano di meno e se ka comprò. Questo ad esempio è uno sei tanto miti sfatati dalla propaganda anti-Craxi.Quello che vorrei far notare è che si può dividere il giudizio soggettivo dal reale operato politico craxiano. La rivoluzione giudiziaria che è venuta dopo, secondo voi ha realmente vuotato il sacco su tutta la faccenda? Ai posteri l'ardua sentenza, ma speriamo che qualche storico faccia luce. Un saluto a tutti.
  • 21/01/2009 11:28 Lucia Esposito
    Si cerca di riabilitare un personaggio come Craxi, si cita il famoso discorso in Parlamento in cui diceva (tradotto in italiano dal politichese) abbiamo rubato e preso tangenti tutti quindi non e' un peccato farlo; e nessuno che dica ad alta voce quale pessimo esempio abbia dato al paese e ai suoi successori. Abbiamo proprio la classe politica che ci meritiamo
  • 21/01/2009 11:13 Ettore
    Pare che la Tunisia abbia ripianato completamente i propri debiti con i soldi che Craxi ha "elargito" per evitare il rimpatrio in Italia.
  • 20/01/2009 12:33 Paolo
    Apprezzo solo Craxi perche' ha avuto il buon gusto di scappare a gambe levate appena ha perso la faccia e ha capito l'aria che tirava. I politici attuali con tutte le porcate che combinano si dovrebbero vergognare perfino di mostrarsi in pubblico.
  • 20/01/2009 12:13 Laura
    Grazie Craxi per aver affossato il socialismo, grazie per tutto ciò che hai rubato all'Italia e agli italiani, grazie per aver spianato la strada a questi buffoni che ora ci governano, l'Italia ha proprio bisogno di gente com'eri tu, disonesta.
  • 20/01/2009 10:35 r.peg
    E' vero: mamma mia che bisogna leggere!Craxi un ladro? Solo perchè aveva detto in pieno Parlamento ciò che tutti sapevano e cioè che tutti i partiti dell'arco costituzionale, compreso quello comunista, ricevevano finanziamenti o dalla Russia o dagli americani o dagli imprenditori. Del resto la stessa Italia dei valori (!) non vedete che figura? e non parlo del partito in senso lato, ma delllo stesso accusatore di Craxi(tonino di Pietro) che ha fondato la sua fortuna politica sulla distruzione del partito socialista e su tutte le altre cose illegali ed intrallazzi che si leggono quotidianamente sui maggiori giornali.
  • 20/01/2009 10:30 Eleonora
    Bettino Craxi e' stato il piu' grande statista di questi ultimi tempi e per questo vigliaccamente e' stato fatto fuori. Per invidia. Grazie Peppino Caldarola per il bellissimo editoriale che voglio conservare.
  • 20/01/2009 08:51 Enzo Qui Roma libera
    Qualcuno Bettino ce lo ha lasciato in eredità, all'inizio era un surrogato di ladro, ma col tempo sta imparando ad essere un ladro professionista. Qui si nega il fatto che come prima cosa Egli era corrotto fino al midollo, aveva messo su un sistema basato sule tangenti, nel suo "testamento ideologico" egli di fatto giustificava lo status quo senza neanche pesare di poter cambiare. Se poi volete associarvi al soggetto citato nella prima frase quando dice che la corruzione portava benessere e progresso... fate pure. Per chi non lo avesse capito mi riferisco a Berlusconi.
  • 20/01/2009 07:35 FabrizioM.
    Magari mi confondo con un omonimo, ma bettino craxi non era quel delinquente che insieme ad altri delinquenti come lui riempiva di soldi provenienti da tangenti i propri conti in svizzera? se stiamo parlando di quel bettino craxi aveva sicuramente un modo dignitoso per rientrare in italia : farsi PROCESSARE!
  • 19/01/2009 17:42 Enzo
    Bisogna farlo santo subito!
  • 19/01/2009 15:03 Francesco Romano
    Concordo pienamente con il tuo articolo e con il tuo pensiero. Bettino Craxi sarà ricordato per le tantissime decisioni Politiche e per l'ingiusto esilio, ma saranno gli storici ad assegnargli il giusto posto nei libri. E' stato l'unico Italiano, del dopo guerra, che ha dimostrato con i fatti agli americani che lo Stato Italiano è libero, democratico e sovrano sul suo suolo ( Sigonella......... docet). Altro che questi quattro saltinbanchi che occupano il Parlamento Italiano.
  • 19/01/2009 14:58 Francesco Damato
    Faccio seguito al commento precedente per precisare che quando mi rammarico del ritardo con il quale l'amico Peppino Cardarola ha riconosciuto i meriti di Bettino Craxi,e gli ricordo la sua esperienza alla redazione e poi anche alla direzione dell'Unità,non intendo contestargli solo la mancata rottura con il Pci. Gli contesto la militanza anche nelle successive sigle di quel partito: Pds e Ds,accomunati nel rifiuto della politica di Craxi. Mi aspetto da lui un discorso finalmente autocritico sulle responsabilità e sugli errori compiuti a lungo dalla sinistra nei riguardi del leader socialista,facendone il mostro che purtroppo appare ancora anche ad alcun dei lettori che mi hanno preceduto in questo commento.
  • 19/01/2009 14:16 Michele G. Leone
    Craxi è stato certamente un grande. Il tempo sarà galantuomo e gli riconoscerà i meriti ed i pregi che ha avuto per far crescere l'Italia e per emanciparla. Ha avuto anche difetti, ma di quelli hanno parlato in molti. Ricordo di averlo incontrato quando era Presidente del Consiglio, (la sua è stata la prima presidenza quasi di legislatura), allo SMAU a Milano. Vedendolo lo salutammo con la mano ed egli lasciando la sua scorta venne incontro a darci la mano ed a parlare per qualche attimo. Fra l'altro ci disse: vogliono farmi vedere tutte queste cose (tecnologie) ma a me non interessano per niente, mi interessa altro. Con il suo largo sorriso ci salutò e ci strinse la mano in modo energico, proprio come un Uomo forte.
  • 19/01/2009 13:35 massimo
    I commenti che mi precedono sono seri,ma non è forse vero che negli anni in cui Craxi era presidente il deficit di bilancio è salito alle stelle? Chi lo sà per certo risponda grazie
  • 19/01/2009 13:25 gabriella
    la vera verità è che Craxi ha perso l'unica occasione che aveva l'Italia di voltare pagina ,dopo anni di dominio DC.Invece è diventato peggio di loro,nn solo rubando,come tutti,ma ostentando il suo potere.Per fortuna alcuni ricordano.........
  • 19/01/2009 13:13 adriano
    Bettino Craxi era un ladro e un codardo. E son sicuro, che negli ultimi anni della sua vita, si vergognasse persino a guardarsi allo specchio. Concludo dicendo che è stato lui a partorire la seconda repubblica, di granlunga peggiore della prima.Credo che se non fosse nato l'Italia sarebbe stata migliore.
  • 19/01/2009 12:14 luigi
    mamma mia che bisogna leggere... sul sito di beppe grillo c'e'un articolo di travaglio che (fortunatamente)ci ricorda chi era craxi...un bel ladrone dei NOSTRI SOLDI. VERGOGNA.
  • 19/01/2009 09:47 Giovanni
    Nessuno vuole togliere spessore al politico Bettino Craxi, nessuno vuole scaricare su di lui colpe che in realtà sono degli italiani tutti, ma nessuno si è mai chiesto a che punto saremmo arrivati se fosse continuata la prima repubblica? Non che ora siamo molto meglio, ma a quei tempi ricordo che si era perso il senso del limite. Partito dei giudici? Forse... ma Bettino Craxi era un lusso che forse non ci potevamo permettere più. Costava troppo.
  • 19/01/2009 09:42 Francesco Damato
    Bene,anzi benissimo. Peccato che il bravo Peppino abbia impiegato tanti anni per capire Craxi. Se lo avesse difeso quando era direttore dell'Unità,magari rompendo per questo con il Pci,avrebbe aiutato la sinistra.
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