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E' una cosa che un po' tutti i cittadini pensano ormai da tempo: i politici devono collaborare per cercare di migliorare la qualità della vita delle famiglie. Poi si può discutere di strategie, di ideologie, di priorità, ed è questo che fa (o dovrebbe fare) la differenza tra destra e sinistra.
Invece chiunque governi per lo più cerca gli spot, e chi fa opposizione per lo più cerca la polemica. Se questo atteggiamento è grave a livello nazionale, lo è ancor più a livello locale, dove si parla di amministrazione diretta della vita della gente. Il cittadino «normale», come detto, queste cose le vede, le sa e le dice da tempo. E i giornali le raccontano. Ma il più delle volte si viene tacciati di esagerazione, quando non si arriva addirittura alle tesi del collaborazionismo (se si appoggia un'idea di chi governa) o del complotto (se si critica). Ora la stessa cosa che dice il cittadino normale (basta fare colazione cambiando bar per qualche giorno di seguito, e si ha un quadro più chiaro rispetto a quanto dicono tanti blasonati sondaggi...) l'ha detta nientemeno che il Santo Padre. A Marrazzo, Zingaretti e Alemanno ha detto: «Lavorate insieme».
Benedetto XVI ha lanciato un messaggio chiaro, diretto, senza fronzoli. Più esaustivo di mille convegni sull'opportunità che la politica torni al sociale, più efficace di tante pubblicità che vediamo campeggiare sugli autobus un po' in tutta la regione. Un messaggio che deve essere condiviso non solo da chi guida le amministrazioni, ma da tutti i politici che vi lavorano. Chiudo citando un altro Papa, Giovanni Paolo II: «Damose da fa'». Pensiamoci.
Angelo Perfetti
14/01/2009