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medio oriente, continua l'offensiva israeliana

Assalto finale a Gaza City
Olmert: «Vicini all'obiettivo»

 Le truppe israeliane hanno ieri continuato la loro avanzata in direzione dei principali centri abitati della Striscia di Gaza, compresa Gaza City dove si sono registrati violenti scontri a fuoco in cui sono rimasti uccisi una trentina di palestinesi, la metà dei quali civili.

Tra i combattenti rimasti sul terreno ce ne sarebbe anche uno di origine saudita che si chiamava Abu Muhammed al-Mari, residente a Medina. A quanto pare era entrato a Gaza passando attraverso i tunnel per il contrabbando scavati sotto i 15 km di confine con l'Egitto.


Soldati israeliani Nella giornata sono proseguiti anche i lanci di razzi palestinesi verso Israele. Grad da 122mm sono esplosi presso Beer Sheva e Netivot, a decine di chilometri dalla Striscia, senza provocare vittime. L'ultimo bilancio di morti e feriti, riferito dall'agenzia di stampa palestinese Maan, sarebbe di almeno 878 persone uccise e circa 3.700 ferite da quando, il 27 dicembre, Israele ha lanciato l'offensiva militare «Piombo fuso» contro Hamas.
Il governo israeliano, dal canto suo, ha detto ieri di essere deciso a continuare le operazioni militari contro Hamas, nonostante le pressioni internazionali, ma ritiene anche - così ha detto il premier Ehud Olmert - «di essere vicino alla realizzazione degli obiettivi che aveva stabilito». Olmert ha aggiunto che Israele deve dar prova di tenacia e pazienza per evitare una conclusione delle ostilità che possa dare a Hamas il pretesto per affermare il pur minimo successo.


Da parte sua, il generale israeliano Yoav Galant, responsabile dell'operazione «Piombo fuso», ha chiesto a Olmert e al ministro della difesa Ehud Barak di dare il nullaosta all'avvio della «terza fase» dell'operazione che prevede il dispiegamento di decine di migliaia di riservisti richiamati alle armi. Galant ha inoltre ventilato la possibilità che l'esercito possa occupare di nuovo interi settori della Striscia di Gaza, in particolare il tratto di frontiera con l'Egitto al di sotto del quale passano oltre un migliaio di tunnel utilizzati per il contrabbando di armi verso il territorio palestinese. Proprio ieri schegge provocate da bombe israeliane cadute su questa linea di confine hanno ferito cinque poliziotti e due bambini egiziani residenti nella parte egiziana della città di Rafah.
Un incidente, infine, si è verificato anche sulla frontiera settentrionale di Israele con la Siria dove colpi di arma da fuoco sono stati sparati dal territorio siriano contro soldati israeliani.

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Furio Morroni

12/01/2009










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