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Pane al pane nel decennale

De Andrè davvero è un poeta? Sì, ma quanto Vasco Rossi

Dal punto di vista della poesia Vasco Rossi è più interessante di Fabrizio De André. Tre i motivi. Il primo è che i rapporti tra poesia e canzone vanno considerati meglio che non alla luce di luoghi comuni.

Fabrizio De Andrè La poeticità di una canzone non significa granché di più di quel che potremmo chiamare la poeticità di una rovesciata ben fatta di Kakà o di una carezza di chi so io. Insomma di tutte quelle cose che nella nostra vita suscitano un sentimento. Ed essendo la nostra un'epoca sentimentalista, si tende ad aggettivare con «poetico» tutto. E non c'è niente di male, ma allora è poetico De Andrè come Tina Turner, Elvis Presley o Al Bano. Per considerare il rapporto tra poesia, canzone e affini, all'Università di Bologna io e Lucio Dalla abbiamo fondato un centro apposito.

Una canzone deve avere qualità «canzoniche», essere una buona canzone, e una poesia dev'essere una buona poesia. Ciò che rende l'una tale non coincide con ciò che rende l'altra talaltra. De Andrè come scrittore di testi ha buone qualità di maneggiamento di modi e figure desunti da cultura popolare e colta. Gran merito, anche se spesso è arduo distinguere l'originalità dalla copiatura. Il secondo motivo per cui è artisticamente più stimolante Vasco Rossi è perché in lui viene sottoposta a maggiori tensioni inventive la lingua italiana. Terzo: la maggior parte delle suggestioni «poetiche» che si trovano in De André sono reperibili nei narratori importanti e nei poeti degli anni '50 e '60. Il che non diminuisce il valore del suo lavoro, ma lo colloca nella dimensione che gli è propria.

 

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Davide Rondoni

11/01/2009

  • 25/01/2012 00:05
    rondoni, mi sto vergognando per lei
  • 24/01/2012 13:58
    Il paradosso e le affermazioni contro corrente di solito sono stimoli per aprire una discussione, qui però mi sembra ci sia solo l'intenzione di dire qualcosa di grosso per far casino e magari per livore personale o ideologia pre-confezionata; non c'è neppure bisogno di argomentare, bastano le orecchie e la sensibilità che ognuno di noi (si spera) ha per giudicare
  • 23/01/2012 12:17
    egreggio sig . rondoni lei di musica non capisce niente di musica paragonare de andrè a vasco rossi è come paragonare la nutella col letame . per favore si astenga da questi paragoni de andrè è un poeta cantautore vasco rossi solo una macchina per far soldi delle case discografiche
  • 22/01/2012 16:33
    non si possono paragonare due artisti, a prescindere. Nessuno potrà, paradossalmente, mai dire che picasso era meglio di mirò. L'arte non ha misura, la bellezza è un canone relativo. Vasco Rossi ha scritto alcune canzoni che mi emozionano ogni volta, De Andrè quando canta dipinge un quadro, uno spaccato di vita. Questo signore che scrive l'articolo vuole facili condivisioni su facebook e semplice pubblicità. Domani nessuno saprà più il suo nome, nè si ricorderà di lui. Invece De Andrè e Vasco Rossi, che si stimavano reciprocamente, resteranno nella storia della musica italiana. L'arte non puù essere una gara
  • 18/01/2012 12:56
    non credo ci sia molto da aggiungere a ciò che è stato detto,in quanto il mio pensiero trova culla in parole che sono già state abbondantemente spese nei commenti precedenti e in generale sul genio poetico-artistico del michè..sono semplicemente disgustato dal paragone che è stato fatto..IMPOSSIBILE TROVARE UN ELEMENTO SU CUI METTERE A CONFRONTO il genio,e cantante..per il semplice fatto che credo proprio che non esista. ho solamente 18 anni e purtroppo non ho vissuto gli anni d'oro della musica,e di conseguenza l'era di FABER..quindi in teoria mi dovrei trovare più vicino a vasco rossi.. in conclusione dico solamente che: SALLY mi fa commuovere sempre (ma non quella del sig.rossi) GRANDISSIMO FABER..
  • 22/10/2011 21:37
    de andrè?unico...non è possibile far paragoni
  • 01/09/2011 13:53
    No, vi rendete conto? Minchia, ma Vasco non è neanche un quarto di De André, non è nessuno confronto a lui, e questi giornalisti dovrebbero pensare a stare un po' zitti e non criticare o stare a giudicare, anche perché non possono essere in grado di dire chi sia il più bravo. Infine De André aveva una voce calda, piena di sentimento, Vasco non ha neanche una voce se lo vogliamo dire, è molto rauco e urla molto, quindi.
  • 23/08/2011 17:43
    se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo
  • 20/08/2011 12:29
    Che trollata
  • 19/08/2011 11:15
    Complimenti Sig. Rondoni! ci vuole un bel coraggio a scrivere certe cose... ma soprattutto a pensarle e a pensare di scriverle... è come se secoli di letteratura, musica e arte non avessero mai insegnato nulla a Lei e chi condivide questi suoi sproloqui.
  • 19/08/2011 02:52
    vergognatevi. paragone da non fare
  • 18/08/2011 23:19
    Mi pare che sia Vasco Rossi a trovare la sua effimera poesia negli antidepressivi che prende. Saluti Cari.
  • 18/08/2011 02:41
    uno degli articoli più tristi e miseri che abbia mai letto.
  • 16/08/2011 16:26
    A me piacciono sia brani di Vasco che di De Andrè, diversissimi ma entrambi capaci di emozionarmi a loro modo. Detto questo, al limite prendetevela con l'autore dell'articolo: non ha molto senso scrivere che 'Vasco deve rinascere tre volte per essere Faber' dal momento che non mi pare che il suddetto si sia mai paragonato a De Andrè. Questo tipo di discorso mi suona puerile e abbozzato almeno quanto le tesi dell'articolo.
  • 15/08/2011 15:48
    Omiodio omiodio, qualcuno si rivolta nella tomba!!
  • 14/08/2011 16:12
    Questo articolo, ammesso che anche tecnicamente possa esser definito tale, denota una tale ignoranza artistica, una pochezza di spirito che non meriterebbe d'esser letto da nessuno, se non per farcisi sopra quattro risate. I gusti sono gusti e ci mancherebbe altro, quelli li rispetto, ma accostare un poeta senza tempo come Faber ad un fascista nuclearista senza gloria mi sembra davvero un'eresia. Enrico Piras
  • 14/08/2011 13:48
    Se Vasco Rossi è meglio di De André, allora potremmo anche ritenere che Nietzsche sia paragonabile a Fabri Fibra e che Dante Alighieri abbia le stesse capacità di scrittura di Fabrizio Corona. Ma per favore, abbiate almeno la decenza di stare in silenzio di fronte alle canzoni di Faber, abbiate la minima dignità di non sparare caz.zate abnormi.
  • 14/08/2011 12:54
    certa gente avrebbe il dovere di essere disoccupata
  • 14/08/2011 03:35
    Sig. Rondoni, l'unica parte (involontariamente) azzeccata del suo ragionamento è la seguente: Vasco Rossi sottopone a maggiori tensioni inventive la lingua italiana. Sono daccordo, in altri termini, la STORPIA.
  • 13/08/2011 18:23
    paragonare vasco rossi a De Andrè è una cosa scandalosa......
  • 13/08/2011 18:00
    Tutti dottori noto..
  • 13/08/2011 17:33
    E' uno scherzo vero? no perchè altrimenti chi ha scritto l'articolo ha bevuto qualche bottiglia di troppo (come vasco)
  • 13/08/2011 02:36
    ma dai che l'ha pagato..
  • 13/08/2011 02:35
    È l'assunto iniziale che è sbagliato. Prima si parla di "poeta", poi di "rapporto tra poesia e canzone", e pure lo si adduce come motivo. Non ha molto senso, mi spiace.
  • 13/08/2011 00:16
    con tutto che De Andre' ha scritto sempre liriche di ottima fattura nell'arco di tutta la vita artistica. con tutto che Vasco Rossi negli ultimi 20 anni avrà azzeccato si e no 10 pezzi ma andiamo via
  • 12/08/2011 22:17
    Ok, dai... diamo pure il "Premio Tenco" a Cristina D'Avena e facciamo tombola...!
  • 12/08/2011 21:00
    dopo quello che ho letto posso dirvi solo una cosa.....curatevi!
  • 12/08/2011 16:25
    la più grossa idiozia che io abbia sentito....dalla mia nnascita ad oggi....
  • 12/08/2011 16:11
    posso capire che ci sono gusti e gusti, ma siamo matti? paragonare De Andrè uno dei capostipiti della musica leggera italiana ad un artista trito e ritrito che ormai si è venduto alla fabbrica della musica come Vasco Rossi? cioè il paragone è impensabile figuriamoci vedere come viene inneggiato Vasco Rossi in questo articolo sembra quasi una pubblicità finanziata dallo stesso cantate per cercare di portare a se ancora più pubblico prima del suo ritiro, sottolineando un "finalmente".
  • 12/08/2011 14:28
    Premetto che, per quanto mi riguarda, ognuno è libero di perdere il suo tempo ad ascoltare chi vuole, ed è libero di farsi coinvolgere emotivamente da chi voule. Si suppone però che quando ci si cimenta in un campo in cui non si è molto competenti come quello della critica musicale, lo si faccia evitando paragoni che potrebbero stizzire. Gentile Rondino certi paragoni meriterebbero una seria analisi, tanto l'argomento è complesso. Scrivere 10 righe piene zeppe di banalità,e senza una benchè minima motivazione, è molto rischioso e si rischia di indispettire un sacco di gente. Nel salutarla la invito comunque ad approfondire un pò di più De Andrè (che, le ricordo, non è solo Volta la Carta o Via del Campo). Sono certo che eviterebbe questi infelici paragoni
  • 12/08/2011 00:45
    hahahahaha. Al di là della sciocchezza dell'articolo in sè, è la totale mancanza di teorie a supporto della tesi che rendono questo scritto un'articolo da giornale locale...Se mancano le basi teoriche per affrontare un certo discorso (filosofico e filologico, in questo caso) meglio lasciare a chi di cultura accademica mastica più di lei sig. Rondoni...
  • 11/08/2011 23:05
    Articolo semplicistico, approssimativo e pressapochista, privo di reali argomentazioni e logicamente inaccettabile in quanto condotto secondo un metodo deduttivo e non induttivo - come invece richiederebbe la finezza della questione pseudo-filologica che l'autore tenta volgarmente di sciogliere. E' palese che il Sig. Rondoni sia un semplice amante della peggior tradizione critica: la polemica gratuita, ingiustificata e maldestramente condotta. Forse il sedicente giornalista, così intento a notare le citazioni nelle canzoni di De André, dimentica che l'arte tutta si compone di esse. Nient'altro è l'Arte, se non una elegantissima, colorata citazione
  • 11/08/2011 22:04
    certo certo, continuiamo ad inneggiare coglioni come vasco rossi, è così che l'italia si fa valere!
  • 11/08/2011 20:01
    ahahahahahahahahahaha. divertente.
  • 11/08/2011 19:21
    Una delle siocchezze più colossali che abbia mai letto in fatto di musica e poesia. mancano proprio le basi per parlare. oppure, cosa che credo fermamente, qui c'era solo il chiarissimo intento di screditare (i motivi li sa il "giornalista" in questione) un genio indiscutibile, dotato di una sensibilità che , credevo, riuscisse ad arrivare a tutti. Una delle figure dell'intera storia della musica italia contemporanea trattata in questa maniera meriterebbe delle scuse.
  • 11/08/2011 19:18
    Leggendo questo articolo, con un po' di curiosità, mi sono detto: "vediamo dove vuole andare a parare". Poi mi sono fermato a: "il secondo motivo per cui è artisticamente più stimolante Vasco Rossi è perché in lui viene sottoposta a maggiori tensioni inventive la lingua italiana". Premesso che accostare l'avverbio 'artisticamente' a Vasco Rossi ha del grottesco, mi chiedo come possa essere sottoposta a tensioni inventive una lingua che si riassume in "eh, eh già, vabè, prendilo com'è, seh, e son qua". Sono indignato. Signor Rondoni, vada a nascondersi.
  • 11/08/2011 18:58
    Arrogarsi il diritto di stabilire che poetico è quanto commuove i semplici e far rientrare la canzone d'autore in tale categoria, mi pare arbitrario e inutilmente provocatorio. Non è l'adozione di un particolare mezzo espressivo a poter sminuire di per sè la caratura poetica di un artista. De Andrè stesso non ambì mai ad esser chiamato poeta, ma compose sempre da cantautore, giustamente convinto che fosse il valore implicito di un' opera a contare e non la sua appartenenza ad un genere più o meno illustre. Quanto all'opinione di Rondoni su traduzioni e rielaborazioni poetiche, non si può che prendere atto del suo gusto grossolano, se non della sua ignoranza, e astenersi dal replicare. Voglio concludere spezzando una lancia in favore di Vasco Rossi, che per primo riderebbe di quanto scritto nell'articolo e che rifiuterebbe senz'altro un accostamento come quello con De Andrè, conscio della totale diversità del suo stile.
  • 11/08/2011 18:53
    DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE DAL LETAME NASCONO I FIORI.... VASCO ROSSI DEVE RINASCERE ALTRE TRE VOLTE PER POTERSI SOLAMENTE AVVICINARE ALLA POESIA DI FABER.
  • 11/08/2011 18:46
    semplice tentativo commerciale di attirare il consenso dei "ciofani" che amano Vasco (e sentono solo lui). Essendo comunque tanti. Ma dai commenti il tentativo sembra fallito. Vasco nella sua prima parte di esperienza artistica lo presenterei come un ottimo musicista (cioè fino a quando le scriveva lui le canzoni e non si è commercializzato giusto un pochino). Ora è inascoltabile. Ma sicuramente non un poeta. Adattare anche con maestria un testo alla musica non significa essere un poeta. De Andrè partiva dalle parole, erano altri artisti ad occuparsi della musica (come i PFM). Due metodi agli antipodi.
  • 11/08/2011 18:24
    basta ascoltare l'alto linguaggio, ad esempio, del brano "la domenica delle salme" e quello più basso,del brano "princesa"(dall'album "anime salve"), per non parlare della rivisitazione del Nuovo Testamento in"la buona novella", ancora unico nel suo genere.Rondoni non sta facendo, per me, un errore nel considerare "poetico" ciò che da emozione, come ha fatto Vasco Rossi con i suoi concerti seguitissimi negli stadi, ma il NON considerare De Andrè al di sopra di qualunque cantautore perchè poeta purissimo. in conclusione,il fatto che musicalmente Faber potesse essere meno abile che come paroliere, se è vero SOLO ed esclusivamente per alcuni brami, ricordiamo le collaborazioni con artisti quali Nicola Piovani o la PFM stessa, che lavorarono ad arrangiamenti che resero brani, quali "il pescatore", da ballata abbastanza semplice a pezzo con un accompagnamento di incredibile fascino.
  • 11/08/2011 18:24
    La "poeticità" è una cosa, mentre "l'ars poetica"un'altra, una capacità innata di trasmettere concetti. Lo stesso De Andrè, personaggio notoriamente umile, rifiutò la definizione di"poeta" alla luce proprio del valore assunto dal termine.aggiungerei che il giornalista nel suo pezzo sembra forse accusarlo di esser,poco attuale e molto aulico.Sono in disaccordo perchè
  • 11/08/2011 18:19
    Quando ho raggiunto la fine di questa pagina ero sicuro di voler scrivere milioni di parole, ma non sarebbe stato più di quanto hanno scritto prima di me. La cultura è li ferma alla portata di tutti. c'è chi l'apprezza e chi la vorrebbe distruggere come un personaggio scomodo su cui gettare fango...su fango su fango...
  • 11/08/2011 18:10
    ?"Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni" Fabrizio De Andrè Vergognati.
  • 11/08/2011 18:09
    La libertà di stampa è talvolta confusa con la libertà di dire sciocchezze. Qualcuno ha mai scritto della poetica di Pino Daniele?
  • 11/08/2011 18:01
    Ma sparati!!!
  • 11/08/2011 17:41
    chi ha scritto questo articolo probabilmente non ha nemmeno una pallida idea di cosa voglia dire "poesia". De Andrè ofre uno spaccato della società nelle sue canzoni, rossi al massimo uno spaccato delle gambe di una "signorina"
  • 11/08/2011 17:28
    Lasciando perdere il fatto che metà delle frasi scritte sono in un italiano davvero pessimo e che l'uso di paroloni solo per legittimare la propria opinione fa molto critico fallito vorrei dire che paragonare un "EEEEeeehhhh già" a un "dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior" è molto discriminatorio.Non so che canzoni di de Andrè il signor Davide Rondoni abbia ascoltato, ma li consiglio vivamente di prendersi un album a caso e capire dove sta la magia e la poesia. Saremo un epoca che tende a vivere i propri sentimenti manifestandoli e troppo intensamente ma di fatto l'intensità e il colore dei suoi testi ti portano all'interno di ogni storia e sarà che io sono esempio della mia generazione più lampante (e non è così) ma le canzoni di Fabrizio de Andrè fin da quando ho 5 anni provocano in me sentimenti intensi, sia per il suono che per le parole.
  • 11/08/2011 17:16
    Davide Rondoni, eri una figura che stimavo, qualche anno fa quando andavo a scuola avevo anche fatto un progetto sulle tue poesie e la cosa mi aveva interessata... Sinceramente questo tuo articolo è l'elogio dello squallore. Non so cosa stia succedendo in questi giorni in Italia, perché si cerchi improvvisamente di pubblicizzare a tutti i costi questa figura che da i brividi (e parlo da GRANDE appassionata del rock italiano), ma una mossa del genere da te non me l'aspettavo proprio. Purtroppo in Italia ultimamente riesco solo a sdegnarmi. Ma che a sdegnarmi fossero dichiarazioni di Davide Rondoni non l'avrei pensato mai.
  • 11/08/2011 17:08
    Davide Rondoni, non abusare della pazienza degli utenti di Internet.
  • 11/08/2011 16:53
    "viene sottoposta a maggiori tensioni inventive la lingua italiana." "su gioca dai, gioca con me prendilo com'è" wow, davvero una grande inventiva. l'inventiva di un ragazzetto di terza media. Comparato a questo verso, La Domenica delle Salme è proprio una canzonetta, certo. Rondoni, cambi mestiere e dia spazio a qualcun altro.
  • 11/08/2011 16:48
    Il discorso potrebbe essere giusto... ma si perde, forse, di vista un optional caratteristico della poesia, che è poi quello che denuncia come ovvietà l'autore di questo articolo... mi riferisco a quando fa riferimento ad una canonicità di caratteri di uno stile poetico, a quella che potrebbe essere una specie di influenza di un tale corrente... ttti i grandi poeti, scrittori artisti hanno fatto riferimento ad una corrente artistica particolare... poi ognuno di questi ha proposto novità, modifiche... spesso l'arte ha dei corsi e ricorsi... pensiamo al classicismo più volte riproposto in forme diverse... ai ritorni del romanticismo sotto un simbolismo più marcato... questo articolo è ... insipido
  • 11/08/2011 16:24
    ho meno di 18 anni e Rondoni ti dico di tenere la bocca chiusa.persino io che non sono "maturo" ti posso dire tranquillamente che De Andrè è un poeta.definire poeta vasco rossi che scrive canzoni trite e ritrite solo per soldi è una vera eresia.sono d'accordissimo con ivan perchè secondo me quello che sta facendo rondoni è pura spazzatura.l'opinione di rondoni è l'opinione di uno che non ha mai ascoltato interamente i dischi di De Andrè.potrebbe comininciare ascoltando "In direzione ostinata e contraria" magari, la raccolta di canzoni una più bella dell'altra. e poi come fa amettere Tina Turner,Elvis Presley e Faber insieme ad Al Bano??lei si che ne sa molto di musica...
  • 11/08/2011 16:22
    De André e Vasco Rossi non dovrebbero nemmeno essere citati nello stesso articolo a mio avviso. Affermare che chi canta: "vorrei possederti... sulla poltrona di casa mia con il Rewind" sia anche lontanamente paragonabile a Fabrizio De André è pura eresia.
  • 11/08/2011 16:19
    Aveva ragiona Carmelo Bene ad odiare la critica.
  • 11/08/2011 16:16
    Em...Fiasco Rossi non è un cantautore. Le canzoni gli vengono scritte, quindi casomai è chi le scrive il poeta. Il tuo "idolo" è solo un tossico ubriacone che rutta emettendo suoni. Per cantare ci vuole stile e vasco rossi non ce l'ha. Eh già...
  • 11/08/2011 16:08
    ma che sta a di...
  • 11/08/2011 16:07
    che dire i manicomi non andavano chiusi del tutto...
  • 11/08/2011 16:06
    de andre' scriveva in italiano, rossi non sa neanche come si scrive la parola "italiano". non si può essere poeti senza conoscere la lingua. inoltre kakà rovesciate non ne fa.
  • 21/04/2011 21:38
    dire che De Andrè non era un poeta è pura follia.è un qualcosa che non può essere messo in discussione,qualcosa di oggettivo,come dire:sotto di noi c'è la terra,sopra il cielo. affermare quello che questo poco di buono ha scritto in questa parodia di articolo,sarebbe come dire il contrario nell'esempio appena citato.e chi mai prenderebbe sul serio uno che viene a dire:sotto di noi c'è il cielo e sopra la terra? povero rondoni(scritto volutamente senza maiuscola,anche io per mancanza di rispetto).adesso leggi attentamente e trova la differenza: 1)"dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fior" 2)"voglio trovare un senso a questa storia,anche se questa storia un senso non ce l'ha." ti d ho un indizio.una delle due frasi,ti spiega "l'universo",il senso vero della vita,in sole dieci parole.la seconda è una frase talmente mal scritta e piena di banalità,che se il mio cuginetto di 8 anni la presentasse a scuola,dubito che prenderebbe la sufficienza..
  • 19/09/2010 21:41 giancarlo
    pur riconoscendo a volte l utilita della critica, mi vengono in mente le parole di pavarotti: chi sa cantare fa il cantante, chi sa cantare cosi cosi fa il maestro e chi non sa cantare per niente fa il critico.
  • 31/05/2010 16:47 Enzo
    Quando ho letto l'articolo non credevo ai miei occhi. Ho subito pensato di riempire la pagina di offese. Poi ho capito che è solo un giornalista-provocatore. Eh si perchè Vasco può anche piacere più del Faber, per carità, ma dire che i testi di Fabrizio non sono poesie è malafede. Non continuo altrimenti non riuscirei a contenere il mio istinto di offenderla fino all'infinito. E mi raccomando LALALALALALALALA FAMMI MORIRE......,ma per favore vaaaaaaaaaaaaaaaa
  • 24/05/2010 02:52 jonathan procaccini
    io credo che Rondoni sbagli nei toni, ma non dice una cosa così assurda. semplicemente sostiene che i testi di de andrè NON sono poesie. il che non vuol dire che fa schifo. e anche il discorso sull'originalità è plausibilissimo. certo, Vasco Rossi mi lascia perplesso, sarebbe stato più interessante confrontarlo con il lucio dalla degli anni settanta/ottanta, ma vabbè.
  • 08/05/2010 11:13 Greta Rosso
    è sufficiente il testo di Amico Fragile a smentire questa caterva di deliri, sig. Rondoni. "Evaporato in una nuvola rossa / in una delle molte feritoie della notte / con un bisogno d'attenzione e d'amore / troppo, "Se mi vuoi bene piangi " / per essere corrisposti, / valeva la pena divertirvi le serate estive / con un semplicissimo "Mi ricordo": / per osservarvi affittare un chilo d'erba / ai contadini in pensione e alle loro donne / e regalare a piene mani oceani / ed altre ed altre onde ai marinai in servizio, / fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli / senza rimpiangere la mia credulità: / perché già dalla prima trincea / ero più curioso di voi, / ero molto più curioso di voi. // E poi sorpreso dai vostri "Come sta" / meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci, / tipo "Come ti senti amico, amico fragile, / se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te" / "Lo sa che io ho perduto due figli" / "Signora lei è una donna piuttosto distratta."..."
  • 28/03/2010 16:06 Sconosciuto
    VASCO ROSSI" è un poeta? Si diciamo anche che Fabrizio Corona è un gran Signore, che Belen dovrebbe essere fonte di ispirazione per le nostre figlie... e chiamiamo "Sfigati ormai passati di moda" gente come FABRIZIO DE ANDRè, Angelo Branduardi,Guccini, Rino Gaetano, Lucio Battisti e altri che hanno fatto la storia della musica italiana. Chi ha scritto questo articolo dovrebbe sciacquarsi la bocca col tantum verde, prima di dire certe cose...
  • 05/03/2010 10:10 ivan
    Ogni volta che leggo questo pezzo penso soltanto che non sarebbe necessario, se si è buoni scrittori e buoni giornalisti, scrivere immondizia come questa nel tentativo di andare contro corrente, con il solo obiettivo di darsi un "tono" o di essere "alternativo". Il solo paragonare un artista tuttotondo come Fabrizio De André (le cui opere vengono insegnate a scuola), a Vasco Rossi è indice di incompetenza, e letterale, e musicale. Parliamo di generi completamente diversi, assolutamente incomparabili tra di loro, per cui l'errore è a prescindere. Certo, i gusti personali sono assolutamente inoppugnabili...ma non trovo corretto spiattelarli su "Il Tempo" ed essere pagati per farlo, perchè questo "articolo" va letto tra le righe, se il Sig. Rondini preferisce Vasco Rossi...meglio (o peggio, nel mio caso) per lui...il problema è che a noi non interessa. Questo non è giornalismo, questa è pura e semplice spazzatura.
  • 22/02/2010 01:36 FP
    Trovo sinceramente difficile capire questo tentativo di paragonare e avvicinare... Vivo una sensazione di imbarazzo, costernazione, nel leggere sì tanta pochezza. Non si può davvero parlare di un fiume come se fosse il mare, per quanto sontuoso possa essere il suo corso e il suo estuario. Il destino di un fiume è terminare nel mare, Faber appunto. Faber ha riletto, rivisitato, rispolverato antologie e poesie, è indubbio che abbia raccolto da altri, ma parliamo di 1/3 della sua produzione. Basta guardare serenamente un po'più in là della propria superficialità, o malafede, per arrivare al cospetto di album come Creuza de Ma, le Nuvole, Anime Salve e tanta tanta altra produzione. Quello che ci ha lasciato Faber è un oceano di letteratura, dialettica, poesia, satira, un'opera globale,sempre attuale, eterna Quello che ci lascerà Vasco saranno tante belle canzoni
  • 26/01/2010 10:13 ivan
    Tu che dormivi piano quasi non ti sentivo ed allungavo la mano tra le lenzuola il tuo viso Io respiravo piano in quel silenzio calmo il giorno entrava dal vetro più che indeciso sorpreso! Illuminava scontroso il tuo viso geloso o forse stupito ma ecco i tuoi occhi si schiusero appena "da quanto tempo sei sveglio?" Io sono qui da sempre anima mia tu sei......beh Vidi un sorriso bagnarsi di pianto "dimmi soltanto il tuo nome" Le anime calde si fusero insieme sospese in mezzo alla stanza mentre il soffitto sembrava cadere stringevo in pugno la vita.......... ......se questa non e' poesia......
  • 23/11/2009 15:25 Andrea
    Trovo sinceramente imbarazzante (e anche offensivo) che un artista a tutto campo come De Andrè, che è uno dei capisaldi (se non IL caposaldo) della canzone d'autore italiana, che ha per primo infranto gli stilemi della canzone(tta) italiana, possa essere anche lontanamente accostato a un dinosauro del pop più becero e trash che ci sia in circolazione come Vasco Rossi. Tralasciando gli aspetti musicali, sempre che si possa parlare di musica visto che le presunte "canzoni" di Vasco assomigliano più a spot pubblicitari per i vari lobotomizzati di MTV, se si riesce a considerare poesia strofe del tipo: "Buoni o cattivi non è la fine/prima c'è il giusto o sbagliato da sopportare" dal significato latitante, beh...non aggiungo altro. Fino a quando persone come Vasco verranno considerate "artisticamente stimolanti" vorrà dire che da un punto di vista di “cultura musicale” questo paese deve crescere ancora tanto, ma tanto davvero. E si che di musica buona, anche in Italia, ce n'è; basta solo guardarsi attorno.
  • 20/11/2009 14:47 valeria
    sono entrambi i più grandi in assoluto entrambi in maniera diversa, grazie a vasco grazie a fabrizio per averci arricchito con la loro poesia così diversa così uguale.
  • 08/11/2009 18:57 Sleipnir
    "Una canzone deve avere qualità «canzoniche», essere una buona canzone, e una poesia dev'essere una buona poesia" Commento solo questa frase, il resto no, risulterei offensivo e non voglio commentare i delirii di un uomo affetto da demenza. Ma si rende conto della grande sciocchezza da lei scritta? A parte il neologismo uscito da non si sa dove "canzonico". Quindi una poesia è una poesia, una canzone è una canzone? A compartimenti stagni? Lei sa cos'è un'allitterazione? un Ejambemant? Un climax? Dubito fortemente. E una canzone non può avere un testo che è una poesia? Faber e De Andre stesso le dimostrano il contrario. E lei si presenta come un poeta? Una volta c'erano i poeti... ci sono ancora... lei non è uno di questi.
  • 08/11/2009 18:51 Dana
    dico solo: "la la la la la la la fammi godere vorrei stringerti le braccia intorno al collo e baciarti baciarti dappertutto vorrei possederti sulla poltrona di casa mia con il Rewind" e: "io nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore" C'è anche bisogno di commentare? dire che Vasco è migliore di De Andrè è una bestemmia assurda.
  • 24/09/2009 10:02 antonio1987
    Sono completamente in accordo con quanto asserito nell'articolo.Lo splendore della forma, niente dà e niente toglie alla sostanza contenuta in un testo.E in questo senso Vasco Rossi ha detto molto più che De Andrè..
  • 28/08/2009 16:42 Giuseppe Ortosecco
    “Una canzone deve avere qualità «canzoniche», essere una buona canzone, e una poesia dev'essere una buona poesia”. Non mi pare granché come definizione. E’ del tipo: la pizza dev’essere una buona pizza; la marmellata, una buona marmellata… Riguardo all’originalità, Le ricordo che in tutti i campi del sapere è difficile distinguere l’originalità dalla copiatura. Gentile Rondoni, da lei ci si aspettava rigore logico!
  • 28/08/2009 08:35 Antonio Di Gennaro
    Quale critico o quale poeta o ancora quale cantautore può stabilire se De Andrè sia stato o meno un poeta? La Poesia "è" nelle sue parole e si lascia riconoscere senza sforzo (è un qualcosa di evidente e manifesto). Soltanto un intellettualismo sterile e autoreferenziale, avvezzo alla "tecnica" e alla "forma", può non avvedersene e precludersi l'ascolto di una Parola che nomina le esperienze fondamentali del nostro essere al mondo (amore, dolore, solitudine, preghiera, ecc). Gent.mo Davide Rondoni, Lei ha mai letto e ascoltato "Preghiera in gennaio" o "La canzone dell’amore perduto"? Credo di no, altrimenti non avrebbe mai scritto quell'articoletto irrispettoso verso una delle voci più alte della poesia italiana contemporanea. Peccato che Lei, direttore del Centro di Poesia Contemporanea, non se ne sia ancora accorto. Ma la Poesia non ha bisogno di cattedre, né del riconoscimento di autorevoli cattedratici. La Poesia vola da sè, libera dagli orpelli e dalle costruzioni dell'intelletto.
  • 31/07/2009 21:55 Andrea
    Sorvoliamo sulle pretese e maniacali asserzioni ontologico-papali su ciò che la poesia o la canzone 'è' o non 'è', del tipo 'Una canzone deve avere', 'una poesia dev'essere', 'Ciò che rende l'una tale non coincide con ciò che rende l'altra talaltra', (dio ci scampi dalla presunzione essenzialista del nulla!), ma almeno si faccia un accenno ad evocare la suadenza in-signifcante del 'suono' quando l’oggetto del discorso è la poesia (e un tale accenno andrebbe fatto sempre, in omaggio al discorso in quanto tale)? o questo 'docente indecente o paratale ' è davvero convinto che il suono dei testi-versi di De Andrè meriti d’essere accostato a Felicità di Al Bano o Il ballo del qua qua di Romina Power? ‘Tempi in-drammatici questi’, aveva ragione Carmelo Bene. Povera Pivano, mortificata dal vuoto del budino accademico italiota. 'Abbiamo perso un grande poeta', ma abbiamo ancora Al Bano…
  • 05/07/2009 16:28 Quintino Rocca
    ...e non venirmi a dire "preferisco un poeta", "preferisco un poeta ad un poeta ad un poeta sconfitto" ma se ci tieni tanto puoi baciarmi ogni volta che vuoi
  • 21/06/2009 10:51 angela !!
    ama e ridi se amor risponde piangi forte non ti sente dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori!!! caro rondoni tu hai bestemmiato ... le sue canzoni sono poesie per quanto tu possa scrivere il contrario i suoi fan continueranno a credere questo e non per che sono testardi ma perchè è la verita mi dispiace hai detto un eresia !
  • 19/05/2009 12:58 LUCA ADAMI
    Sei semplicemente un ignorante. La tua non è nemmeno un'opinione, sono parole accatastate a caso per riempire una pagina. Se vuoi imparare a scrivere, leggi qualcosa di mio; se vuoi imparare cos'è la poesia musicale, ascolta Fabrizio De Andrè. Luca Adami
  • 18/01/2009 23:08 alessandro
    le ho scritto quel che penso di lei, dell'articolo e del giornale sul contatto tramite il suo blog. di seguito riporto poche righe di quano scritto per chi volesse leggerle: "...il suo cattivo gusto, nel pubblicare quelle poche righe mal scritte proprio nel giorno in cui questo paese rende omaggio ad uno dei più puri trasformatori di pensiero in parola che abbia avuto durante il scorso secolo...c'è il fatto che lei De André non lo ha mai conosciuto e non lo conosce. Probabilmente non lo ha mai ascoltato e se lo ha fatto non lo ha capito, il che rende ancor più grave il suo giudizio. In una cosa le dò però ragione: nel non considerare De André un poeta se poi in quella categoria lei ha la presunzione di mettere se stesso...Si vergogni di cercare di attirare l'attenzione in una maniera così becera..." il resto lei lo conosce!
  • 18/01/2009 22:48 Ok
    Beh, che dire sono entrambi grandi...la poesia è qualcosa di indicibile, solo essa riesce a toccare e ad arrivare così bene all'animo umano, diventando così verità assoluta, per la sua assolutezza nel regalare emozioni! Sinceramente, fossi stata in Rondoni, al posto del paragone con la rovesciata avrei messo vedere il GRANDE FRATELLO, quello si che dà emozioni! Ad ogni modo De Andrè e Vasco non si possono paragonare a causa della loro diversità abissale...non per inferiorità dell'uno o dell'altro quanto per genere musicale. Chiediamoci bene cos'è che rende grande un artista...la soluzione facciamocela suggerire dai 2.
  • 18/01/2009 14:35 roberto alessandrini
    Gli artigli divennero farfalle/nello squarcio libero e azzurro/la corsa su di un campo di grano/che mai non seppi della sua aratura/andandoo per l'umile terra/una stella/ la più intermittente/schiude alla danza l'amaro/poesia di mille papaveri rossi umile la mia poesia...ma tu caro Rondoni hai bestemmiato
  • 18/01/2009 13:32 Daniele
    Rondoni davvero è un poeta? Sì, ma quanto Vasco Rossi.
  • 17/01/2009 18:15 Faber4ever
    Quando ho letto questo articolo non credevo ai miei occhi. Ma come si può essere così ignoranti da paragonare Vasco a De André e stabilire che l'uno è migliore dell'altro o, addirittura, pronunciare quella frase BLASFEMA che non oso ripetere dove si parla di Tina Turner e Al Bano!!!Della serie ci sei o ci fai?? Francamente trovo, oltre a, ripeto, incompetenza, presunzione e arroganza. De André non è solo uno dei più grandi poeti del Novecento, ma anche un maestro di vita, quella vita autentica che traspare nelle sue canzoni, nei suoi versi...Per questo penso che possa essere affiancato a un altro grande, non cantautore, come Pier Paolo Pasolini.
  • 17/01/2009 14:49 Vale
    Vergognati ignorante!! Non sei degno nemmeno di citarlo De Andrè!! Contemplati Vasco R. e non bestemmiare!
  • 17/01/2009 10:55 antonio
    Non esageriamo. Intanto è già sbagliato paragonare Vasco con De André. A me piace Vasco, ma ha tutt'una altra struttura. Le sue canzoni sono fotografie della vita quotidiana raccontata da lui, rocker maledetto. E poi quanti libri avrà letto il nostro Vasco? I testi di De André sono delle opere letterarie di immenso valore. De André figura in tutte le antologie. I lavori di traduzione, non sono fatti col dizionario, ma sono frutto di una acquisizione culturale. Musicalmente vi posso dare ragione. De André se non avesse avuto quelle grandi collaborazioni che ha avuto non sarebbe diventato così famoso. De André è un poeta, un intellettuale che anziché scrivere canzonieri, che finirebbero in polvere, scrive canzoni in tendenza alle abitudini dei giovani di ascoltare e non di leggere. Vasco è un cantante molto bravo.
  • 16/01/2009 21:58 lollo
    La poesia di de andrè non si ferma solo alle parole e al magnifico scenario che riesce a far nascere nella mente di chi le ascolta. de andrè ha capacità dialogativa anche nella sonorità di un suo strumento e nell'intimità della sua intonazione vocale. de andrè non è solo un poeta che scrive poesie, de andrè è un poeta che le canta, le musica e le respira. quando ascolto de andrè ho l'mpressione che si rivolga a me soltanto, come fosse un confidente in cerca di conforto morale. l'impressione è che non mi arrivi un ritmo coinvolgente, un ritornello da riascoltare o un arrangiamento ben eseguito. tuttaltro, la musica, il ritmo e la sua intonazione servono a completare lo scenario che mettono in piedi le sue parole.
  • 16/01/2009 15:49 marco
    ma io credo che lei è una persona misera e tonta...ascolti prima qualche canzone di fabrizio(perchè penso che lei abbia scritto questo artitcolo senza aver messo delle canzoni a confronto..)poi ne riparliamo un semplice esempio:"dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior" vasco invece=e ogni volta che viene giorno ogni volta che ritorno" la canzone di vasco è ovviamente bella,una delle mi preferite di lui,ma nn si puo mettere a confronto un poeta che ha raccontato di puttane,di anarchismo,di bombaroli di omosessuali,di libertà e anche ovviamente di amore con uno che ha raccontato praticamente quasi solo di amore!! non cè paragone...
  • 16/01/2009 14:28 giovanni
    Vasco è grande, De Andrè è altrettanto grande, non paragoniamoli però, è come dire...chi è più forte Kakà o Messi, ognuno è grande nella sua arte. E poi...a Vasco non importa essere considerato più o meno bravo di Faber, Vasco ama Faber, o non sogna di essere in competizione con lui. Anzi...è onorato che il suo nome si accosti a quello di Faber. Altri discorsi riguardano Ligabue, Baglioni, quelli si che sono cessi... Insieme a Faber e Vasco metterei anche Gino Paoli, Bersani, Gazzè, Luca Madonia e Cesare Basile. Il resto...è musichina... Ora per favore...lasciate stare in pace Faber e non rompete i coglioni a Vasco. Grazie. P.S. avete segnato sto nominativo? CESARE BASILE...non ve ne pentirete.
  • 15/01/2009 22:47 Daniele
    le domande che mi pongo dopo aver letto questo articolo sono le seguenti: come fa gente del genere a scrivere su un giornale come "il tempo"? come si fa a paragonare due artisti che hanno molto poco in comune? tutto sommato, l'autore di questo articolo mi fa ben sperare riguardo alla realizzazione del mio sogno di diventare giornalista.
  • 15/01/2009 21:41 Mara
    Se questo pseudo giornalista voleva scrivere delle bestemmie, ci è riuscito.
  • 15/01/2009 21:03 W.M.D.
    Ma si vergogni. Paragonare De Andrè a Vasco Rossi, la poesia dei suoi testi ad una rovesciata di Kakà... è un insulto...
  • 15/01/2009 10:42 Gilgam
    Ah sì, davvero un poeta Vasco... "Come riempi …bene quei jeans. Cammini come una dei filmsss. Coi tacchi quasi galleggi. C’hai dei movimenti che mi stendi ..." Certo, la lingua italiana viene davvero sottoposta a tensioni! Non usa mai il "tu" ed il "te" nel modo corretto... Il commento migliore a questo articolo è quello di Marchetti Renato del 12/1... Mi conforta vedere che siamo tutti concordi!
  • 14/01/2009 19:38 erica
    Signor Rondoni...deve solo VERGOGNARSI della sua ignoranza!Ne avrei da dire...ma basta questo, racchiude un po' tutto.
  • 14/01/2009 12:19 ilaria
    e già...penso che il punto della questione sia sempre lo stesso ossia quello che muove le malelingue:l'invidia!eh si proprio l'invidia per quel poeta che già hanno inserito nelle antologie scolastiche proprio come kaka,vasco rossi e lei dott.rondoni!Vede l'aspetto che caraterizza un artista e quindi un poeta è proprio quella sensibilità che lei mostra di non possedere e che soprattutto non si acquisisce studiando o laureandosi ma si possiede e basta.forse è proprio questo che la disturba tanto,il fatto che fabrizio senza tanti studi accademici ma con tanta umiltà e profondità d'animo sia riuscito in ciò che lei non ha ancora realizzato:toccare l'animo umano di tanta gente che anche dopo dieci anni dalla sua morte lo ricorda come un gran poeta! saluti dott.proff.rondoni
  • 13/01/2009 21:57 Marco M.
    Ho vista stasera il sig. Rondoni, difendere al TG l'esistenza di dio (sulla questione della pubblicita' del movimento degli atei su due autobus di Genova). Il cerchio si chiude: il sig. Rondoni sta cercando di farsi un po' di pubblicita' e le cavalca tutte; forse gli basta che se ne parli... E' si', e' proprio un vero poeta sto' Rondoni. Mi viene il mente la canzone "Poeti" del compianto Bertoli e trovo che descriva bene questa genia.
  • 13/01/2009 21:50 Filippo
    Giornalisti come te, do del tu per l' assenza di rispetto, sono una delle testimonianze dell' Italia che perde! Ti auguro la fine che fa il magistrato nella canzone "Il gorilla"! Amen
  • 13/01/2009 19:15 Cristian
    Caro Sig. Rontoni, credo che se non avesse scritto questo "articolo" si sarebbe risparmiato una gran brutta figura. Roberto Vecchioni (e con lui Franco Battiato e molti altri) ha definito De André uno dei più grandi poeti del '900... e forse quello che dice Vecchioni è un poco più autorevole di quel che scrive lei. Tra l'altro mi pare anche di pessimo gusto pubblicarlo in occasione dell'anniversario della scomparsa del grande cantautore. Io apprezzo anche Vasco Rossi, ma la sua tesi è per lo meno ridicola e non perdo tempo a spiegarle perché... evidentemente non sarebbe in grado di capire. De André è per molti ma non per tutti. LALALALALALALLA' fammi godere... ma per favore!!!
  • 13/01/2009 19:09 Cristian
    Caro Sig. Rontoni, credo che se non avesse scritto questo "articolo" si sarebbe risparmiato una gran brutta figura. Tra l'altro mi pare anche di pessimo gusto pubblicarlo in occasione dell'anniversario della scomparsa del grande cantautore. Io apprezzo anche Vasco Rossi, ma la sua tesi è per lo meno ridicola e non perdo tempo a spiegarle perché... evidentemente non sarebbe in grado di capire. De André è per molti ma non per tutti.
  • 13/01/2009 19:07 Thomas
    Ciò che ha scritto è uno scempio.Ma chi si crede di essere?
  • 13/01/2009 19:03 Thomas
    De Andrè è stato un grandissimo poeta.Sia per le scelte stistiche e per altri motivi.E poi ricordati che anticamente le opere poetiche venivano propri cantate.non solo ma De andrè scrisse anche poesie "vere e proprie".Quindi posso afferrmare che la sua affermazione che De Andrè è solo un povero menestrello al pari di Elvis Presley è estremante sbagliata.E spero vivamente che si ricreda perchè sta sparando un sacco di cose sbagliate su questo grandioso cantautore.Infine tutti i poeti usano delle poesie precedenti come spunto (pure Dante).
  • 13/01/2009 18:23 PINK72
    Io credo che siano 2 grandi artisti,diversi certo musicalmente, ma sicuramente uguali nel provocare ( anche con coca-cola che fa digerire o vita spericolata o con la stupenda bocca di rosa ),toccare la sensibilita'e le emezioni delle persone e nel scrivere ( scopiazzate o no,o banali per qualcuno come coca cola che fa digerire )a loro modo delle poesie.Sta forse scritto in qualche parte che ci si deve chiamare Leopardi o giu' di li' per essere dei poeti? Grazie Fabrizio di essere esistito e lunga vita all'immenso Vasco.
  • 13/01/2009 17:04 Giulia
    Caro dottor Rondoni,non sono assolutamente d'accordo con lei.è INAMISSIBILE dire che Fabrizio De Andrè non sia un poeta e quelli che lo dicono evidentemente non hanno colto il sigificato nascosto e sublime delle sue parole.Ametto che vasco rossi ha scritto belle canzoni ma non paragoniamolo alla cultura e alla sensibilità d'animo del GRANDE Fabrizio De Andrè.
  • 13/01/2009 15:24 Riccardo
    "Il secondo motivo per cui è artisticamente più stimolante Vasco Rossi è perché in lui viene sottoposta a maggiori tensioni inventive la lingua italiana." è la stessa cosa cosa che ho pensato quando ho sentito per la prima volta il verso di Vasco "bevi la coca-cola che ti fa digerire"...dott. rondoni, ma mi faccia il piacere....
  • 13/01/2009 15:08 alessandro ceteroni
    vorrei segnalare all'autore dell'articolo che lo strutturalismo è stato superato da decenni, che le teorie della ricezione e della traduzione del testo dimostrano come tutta l'arte sia una continua opera di riscrittura di se stessa ... e che spesso, Vasco Rossi non scrive neppure personalmente i suoi articoli. E già che è amico di Dalla, potrebbe suggerirgli di imparare il testo di Don Raffaè, visto che da Fazio lo ha elegantemente storpiato in più di un'occasione
  • 13/01/2009 14:28 Roberto
    E' un luogo comune anche che debba esserci per forza qualcuno che vada "in direzione ostinata e contraria". Ma quello che mi preme sottolineare è che Faber ci ha lasciato scritti/canzoni di uno spessore immenso, che lo rendono unico e imparagonabile. E se si ascoltasse un po' più Creuza de Ma' ci si renderebbe conto che anche in quanto a sperimentazione linguistica non ha da invidiare a nessuno.
  • 13/01/2009 14:06 roberto alessandrini
    ....la libertà e' anche correre nele vento/che ti spettina i capelli/ s'insinua tra i cartoni/ e dirige il suo concerto Grazie fabrizio per averci regalato la tua libertà
  • 13/01/2009 13:26 Jack Acidy
    Caro Rondoni, è vero: bisogna tenersi lontano dalle pericolose secche dell'agiografia, del santino. Sennò si corrono rischi terribili: quello, primo tra tutti, di dare ragione ai (cattivi) artigiani del nulla, ai cantori dell'idiozia pura, ai celebranti dell'ottundimento. Tra i quali lei (non certo il Vasco Rossi, che da De André fu proclamato, e giustamente, suo erede) eccelle. Lei, e quelle mezze figure tipo Dalla - il niente assoluto, pneumatico, rivestito di presunzione e teatralità di vecchia, davvero troppo vecchia, scuola. Roba che al confronto, il povero Al Bano finisce per sembrare persino qualcuno...
  • 13/01/2009 10:12 Paolo Correnti
    Fu lo stesso De André che nominò Vasco suo erede. Evidentemente qualcosa in lui aveva visto. Secondo me sono difficili da paragonare, perchè completamente diversi nella loro somiglianza. Vasco ha mosso folle che in Italia nessuno aveva mai mosso, De André ha cantato le canzoni dei poveri, degli emarginati. Ma le poesie non mancano da entrambe le parti: La guerra di Piero, Le passanti, Bocca di Rosa...e di là Sally, Liberi liberi, Vita Spericolata... insomma, secondo me non dobbiamo conforntarli, ma ringraziarli di aver mantenuto in vita la nostra musica
  • 12/01/2009 20:33 Girolamo
    Stiamo scherzando?? "è artisticamente più stimolante Vasco Rossi" ma ne capisci un po' di musica? mah
  • 12/01/2009 19:56 celeste
    Colui che ama la poesia 'sa' che De André è un poeta immortale. Grande e inarrivabile. Lui non ha avuto bisogno di fondare centri di studio perchè lui stanava la verità e toccava l'assoluto: lo faceva scrivendo e suonando, con una naturalezza che testimonia la sua grandezza di uomo e di poeta. Io lo pongo accanto a T. S. Eliot per l'uso del correlativo oggettivo e per il richiamo ad altri poeti (che non è rimaneggiamento, né copia). Inoltre, il poema "The Waste Land" di Eliot - sebbene non di facile lettura e 'colto' - divenne in breve tempo e trasveralmente la poesia più amata dai suoi contemporanei: la stessa trasversalità/universalità che osserviamo tra gli amanti di De André. De André ha composto un'opera di smisurata bellezza, e bellissima era anche la sua musica. Insomma, aveva un talento smisurato, come poeta e come musicista.
  • 12/01/2009 18:26 Fred
    E' come "Poeta" che lei ama presentarsi vero? Vedo che difende la categoria da questi miseri inquinatori... non sia mai! Solo adesso, capisco fino in fondo la battuta che spesso faceva Fabrizio quando gli chiedevano se si definisce poeta. Evidentemente conosceva bene la categoria... anche se fatico a credere che lei sia di questa un degno rappresentante data la profondita' e la sensibilita' della sua visione. Al di la' di questo piccolo sfogo pero', devo farle notare che se non si argomentano i propri (legittimi) giudizi si blatera soltanto. E' solo un ulteriore frammento di pensiero debole... e le assicuro che non ne abbiamo bisogno, Grazie.
  • 12/01/2009 17:45 Marco Campomenosi
    Caro Rondoni, posso capire che lei sia pagato per dire cose "contro" o "scomode". Sulle celebrazioni per il decennale dalla scomparsa di De Andrè, lei avrebbe potuto prendere molti e diversi spunti. Per esempio a me, che amo e conosco la musica e le parole di De Andrè da una vita, certi incensamenti son sembrati un tantino eccessivi... Su questo poteva esprimersi, non certo sul dare o togliere patenti di "poesia" stucchevole questione di cui mi pare, ne io ne lei, siamo in grado di discutere...
  • 12/01/2009 17:01 Giulia
    quando ho letto l'articolo credevo di essere l'unica a considerarlo folle.per fortuna noto che non è cosi. è varamente triste notare il decadimento culturale in cui sta andando il nostro paese.Paragonare una ballata di DeAndrè ad una rovesciata di Kakà (con tutto il rispetto ) è offensivo e inconcepibile.
  • 12/01/2009 16:58 Roberta
    mmm.... signor Rondoni lei ha dimostrato di conoscere molto bene la POESIA! già il fatto che fa un paragone tra de andrè e vasco rossi....perchè non paragona paolo meneguzzi a de andrè, almeno la spara ancora più grossa!
  • 12/01/2009 16:29 marchetti renato
    Uno che paragona una rovesciata di un giocatore di pallone alla poesia non può essere nient'altro che un coglione.
  • 12/01/2009 16:05 Valeria Rossi
    Il mio commento per intero è pubblicato su www.ilponente.com Qui non ci sta tutto, quindi mi limito alla frase finale: Se non capisci cosa sia la poesia, Rondo’… facci il santo favore: evita di parlarne. E se vuoi balzare agli onori della cronaca facendo il diverso, anzi il diverso cinico che non si fa scrupolo di sparlare dei morti… magari scrivi che Ayrton Senna non sapeva guidare, ma lascia perdere De Andrè. Ti garantirai lo stesso quantitativo di sfanculamenti, ma l’avrai sparata sicuramente meno grossa.
  • 12/01/2009 15:44 andrea
    davide cambia pusher. va la.
  • 12/01/2009 14:21 CRISTIANO
    Davide Ronmdoni...uhm ... nome da inserire nel promemoria spuntando l'opzione "priorità assoluta". Nota a margina: da evitare come la peste!
  • 12/01/2009 14:18 Cristiano
    Davide Rondoni...uhm... da inserire nel Promemoria spuntando l'opzione "priorità" e scrivendo questa nota a margine: DA EVITARE COME LA PESTE!!!
  • 12/01/2009 13:47 Enrico
    [segue]In ogni caso ,se le può far piacere, questo suo articolo così superficiale e grossolano così come la sua argomentazione così scialba, è perfettamente in sintonia con la tendenza generale all'appiattimento culturale. Lei fa la fortuna della musica leggera.
  • 12/01/2009 13:44 Enrico
    Va bene mi rendo conto che è una esigenza fortemente sentita e comune a molte testate giornalistiche quella di svilire e smilitarizzare la cultura degli anni 60-70 ma mi chiedo,esimio,Faber non componeva forse ballate? E la poesia non nasce forse come come ballata (es. l'epos omerico tanto per andare molto lontano era "cantato" dagli aedi)?La metrica stessa non è forse una memoria musicale della poesia. In se quindi una buona poesia deve essere anche musicale e un buon testo di una canzone deve essere anche poetico,e necessaria una discreta padronanza della grammatica,della semantica,della metrica che,mi perdoni,temo che Vasco non abbia. E non so quanto bisogna essere postmodernisti per arrivare a parlare di poesia rispetto ad una rovesciata di Kakà,fermo restando l'evidente imbarbarimento del popolo italiano.
  • 12/01/2009 13:12 grossis
    Anche Dylan è uguale alle canzoni di Orietta Berti! Pensi alla tematica della barca... che finchè và noi la lasciamo andare (questa è vera poesia)!Con gente come lei è proprio finito tutto..! Complimenti per le sue scoperte!
  • 12/01/2009 12:56 Vaghe
    Questo articolo spero che sia solo una provocazione... Praticamente De Andrè sarebbe l'ultimo dei coglioni che è riuscito solo a "scopiazzare" dai numerosi libri che ha letto e che ha scritto canzoni che possono essere tranquillamente accostate ad una rovesciata di Kakà o ad un testo di Al Bano o di Elvis????? Suppongo che questo sia dimostrato dal fatto che l'italia è piena di artisti del suo calibro... Ma per favore...
  • 12/01/2009 12:28 Davide
    Rondoni, "Una canzone deve avere qualità «canzoniche», essere una buona canzone, e una poesia dev'essere una buona poesia". Musica e poesia vanno di pari passo, si riguardi i testi dell'antica grecia se mai la fatto.
  • 12/01/2009 12:25 Fra
    Un articolo privo di senso, di obbiettività e conoscenza dell'argomento. Pessimo davvero.
  • 12/01/2009 10:49 Gian Maria
    Possibile che su ste carte non si possa mai leggere un articolo decente anche quando si parla di temi leggeri? Vero che il laureato Vasco Rossi sia più "popolare" dell'artista De André, ma solo che metterli a confronto è un oltraggio al buon senso...
  • 12/01/2009 10:47 Stefano Faraoni
    Non è proprio proponibile un paragone. Proporre un parallelo fra Vasco Rossi e De Andrè, fra voglio una vita spericolata e Via del Campo, è come dire che un banale colloquio e una poesia hanno la stessa valenza. Sotto il profilo musicale, l'ordinarietà strutturale, grossolana, della musica del Vasco, nulla aggiunge e nulla toglie a un'infinità di cose già sentite prima e che si sentono tutt'ora. Su questa si innesta un tentativo di inserire, ma non bene, una prosa balbuziente con la presunzione di venature poetiche. Una proposizione di frasi ad effetto condite dallo strilletto di prammatica per renderle più credibili. Non scherziamo. Per non parlare dell'impianto musicale e della qualità dell'esecuzione. Il problema è un'altro, è che De Andrè è sempre stato scomodo, e Vasco Rossi è sempre stato comodo. Per riportare De Andrè nella comoda ordinarietà, che non dà fastidio, c'è solo un modo: paragonarlo alla vita spericolata.
  • 12/01/2009 09:11 Irein
    Dottor Rondoni, non faccia il polemico per contratto o se lo fa si esprima circostanziando; potrebbe anche aver detto cose intelligenti se non fosse che lo fa con il piglio di chi non sa fino in fondo di cosa o di chi parla. Ho avuto occasione di scoprire di persona che il Poeta Luzi si riferiva a De Andrè come " collega ", Lei ritiene che avrebbe definito così anche Al Bano ? Certo, Vasco è un altro grande e con le dovute differenze ( se Lei non le coglie intanto le semini )è un artista in qualche modo simile. Sanguineti la pensa probabilmente come Lei ( o Lei come Sanguineti), ma chi ha detto che Sanguineti sia più poeta, allora, di Fossati ? Inoltre, Rondone, lei dovrebbe ripassare un po' di stile dato che a Bologna, dice lei : " io e Lucio Dalla.. " ma in famiglia o se ha studiato a scuola non le hanno mai insegnato che si dice : " Lucio Dalla ed io .. " ? Non le hanno proprio mai fatto l'esempio : " Io e l'asino mio .." ?
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