L'intervento è più semplice e veloce e non richiede l'impiego di costose apparecchiature di imaging, si riduce inoltre del 90 per cento la possibilità di complicanze connesse alla procedura chirurgica tradizionale (infezioni, emorragie e perforazioni). Il defibrillatore sottocutaneo, nato da un'idea di Riccardo Cappato, Direttore del Centro di Aritmologia del Policlinico San Donato di Milano e Presidente della Società Europea di Aritmologia, è finalmente arrivato alla fase di sperimentazione clinica che coinvolgerà 320 pazienti in tutto il mondo.
Il primo intervento è stato eseguito il 15 dicembre al City Hospital di Auckland, in Nuova Zelanda, da Margaret Hood; i successivi tre impianti sono stati effettuati due giorni dopo al Policlinico San Donato di Milano da una équipe coordinata da Riccardo Cappato.
Successivamente sono stati eseguiti altri 7 interventi ad Auckland e 3 impianti sono stati realizzati in Olanda da Luc Jordaens, direttore dell'Erasmus Medical Centre dell'Università di Rotterdam, per un totale di 14 pazienti trattati a oggi in tutto il mondo. «Tutti i pazienti hanno ripreso la loro vita normale e stanno bene - racconta Cappato - Siamo molto soddisfatti della prova di efficacia di questa nuova tecnologia che ha prodotto risultati positivi in tutti i casi».
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09/01/2009