La prima è che ha dinanzi a sé circa 4.000 mila uomini, addestrati in Iran e ben equipaggiati (ma senza artiglieria pesante e carri), invece che decine di migliaia di hezbollah, armati sino ai denti. Gode, poi, della conoscenza del terreno, che permette di limitare all'imponderabile l'errore umano profittando dei consigli dell'intelligence e dei suggerimenti dei palestinesi di Al Fatah. Durante il colpo di stato di Hamas, nel giugno del 2007, contro il presidente dell'Autorità Palestinese, Abu Mazen, morirono, in poche ore, pressa'a poco lo stesso numero di palestinesi scomparsi a causa di "Piombo Fuso", senza grandi pianti a Parigi e circondari.
Dopo aver parlato di guerra, la catastrofe diplomatica. Sul palcoscenico affollato di europei (bravo Frattini a non partecipare al balletto) più voci hanno chiesto una cosa sola: il cessate il fuoco, offrendo in cambio di " monitorare" con osservatori il rispetto della tregua.
I rappresentanti europei tornano a casa tramortiti dalla semplice osservazione del ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni: proposte inutili, Israele apre le porte non a osservatori ma a chi impedirà ad Hamas di riarmarsi. Israele studierà invece con attenzione il piano egiziano, presentato all'Onu assieme alla Francia, che prevede una tregua umanitaria alla frontiera di Gaza con l'Egitto, in attesa di applicare una più complessa exit strategy. Israele esige garanzie per la sicurezza, il cessate il fuoco permanente, offre il ritiro delle sue truppe ed il rafforzamento della Autorità palestinese, quale legittimo garante di un accordo internazionale e per il controllo esclusivo del budget necessario alla ricostruzione.
Un accordo che soddisfa gli stati arabi (che non hanno mai interrotto i rapporti diplomatici con Israele), gli Stati Uniti, che potranno aprire fra pochi giorni il dossier iraniano senza il ricatto di Hamas, e la Farnesina. Il ministro Frattini ha dimostrato che il nostro paese non segue la strategia suicida della disunione europea; immediatamente invia aiuti umanitari (e sollecita gli altri stati "umanitari" a fare altrettanto); rivendica il cessate il fuoco ma senza la partecipazione diplomatica di Hamas e favorendo il rafforzamento di Abu Mazen; dichiarandosi disponibile, a cessate il fuoco avvenuto, a partecipare a forze internazionali di interposizione; agevola la complessa strategia americana per affrontare la questione iraniana strettamente interdipendente da quella nata dall'aggressione di Hamas ad Israele, illustrando nei fatti il ruolo italiano di presidente di turno del G8.
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08/01/2009