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Non si sono fatte attendere, nella piazza virtuale di Facebook, le reazioni alla decisione di Luciano D'Alfonso di ritirare le dimissioni da sindaco di Pescara, rassegnate il 16 dicembre scorso, all'indomani dell'arresto per presunte tangenti disposto nell'ambito dell'inchiesta della Procura della sua città.
Tornato libero alla vigilia di Natale, D'Alfonso aveva tempo oggi fino a mezzanotte per tornare sui suoi passi. E lo ha fatto. A scatenarsi per primi sono stati i membri del gruppo «D'Alfonso? No, grazie», aperto all'inizio di dicembre e attualmente con 1.251 iscritti: c'è chi giudica la scelta «l'ennesimo atto di arroganza e prepotenza verso la cittadinanza pescarese», per chiedersi infine «non aveva detto che aveva piena fiducia nella magistratura?».
Poi via al flusso di commenti nel gruppo «Io sto con Luciano D'Alfonso» (564 membri): «è un'ottima notizia perchè il governo della città va avanti, la linea amministrativa prosegue, i lavori i progetti e l'idea di città che Luciano e la sua Giunta avevano non si fermano». C'è poi chi parla di «un colpo di genio», per alcuni merito dei suoi legali.
Sul gruppo «contro», nato prima della vicenda giudiziaria e dedicato a «tutti quelli che amano Pescara e rivogliono la città dei grandi eventi!», c'è chi chiede di indagare sul medico che ha firmato il certificato in base al quale D'Alfonso, revocate le dimissioni, può rimanere sindaco, ma non operare in quanto ammalato. Qualcuno vi intravede «una mossa di sfida aperta alla Procura», altri si chiedono, infine, «chi manderà la visita fiscale a casa di D'Alfonso?».
05/01/2009