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D'Alfonso si e' avvalso dell'articolo 53 del Testo Unico degli Enti Locali - che riguarda l'impedimento a svolgere le funzioni per malattia - per affidare la gestione del Comune allo stesso vicesindaco D'Angelo.
Nuovo colpo di scena nell'ingarbugliata vicenda al Comune di Pescara che il 15 dicembre scorso aveva portato all'arresto del sindaco della città per un presunto giro di tangenti nel settore dei lavori pubblici e alle conseguenti dimissioni dalla carica di primo cittadino.
Stamani, ultimo giorno utile, Luciano D'Alfonso ha ritirato le dimissioni e nel farlo si sarebbe avvalso di una disposizione contenuta nel testo unico degli Enti locali che riguarda l'impedimento a svolgere le funzioni per motivi di salute come attesta un certificato medico depositato al protocollo del Comune. In questo modo si evita lo scioglimento del consiglio comunale ed il ricorso anticipato alle urne per il prossimo mese di giugno.
Nel frattempo le funzioni passano nelle mani del vicesindaco Camillo D'Angelo. In una lettera inviata in mattinata al presidente del consiglio comunale, alla giunta e al segretario generale, l'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, nell'annunciare la decisione di autosospendersi dall'incarico ai sensi dell'art. 53 del testo unico sull'ordinamento degli enti locali, spiega di essere «affetto da una patologia ingravescente e permanente, quantomeno dalla imprevedibilità della data della completa guarigione. Questa condizione non mi consentirebbe non so per quanto tempo di svolgere, con continuità e serenità, le attività articolare e complesse relative alla funzione».
05/01/2009