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Dopo quattro giorni di sballo assoluto, di musica assordante e ritmi isterici, ieri mattina c'era ancora chi, reduce dal rave di Capodanno nell'ex stabilimento industriale Prosider di via dei Romagnoli a Ostia Antica, dormiva rannicchiato nelle tende sistemate all'esterno.
A svegliarli c'hanno pensato i carabinieri: per venti ragazzi, gli ultimi a mollare, è scattata la denuncia in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria. Si è concluso così il mega raduno di San Silvestro che per 80 ore, senza tregua, ha tenuto in scacco forze dell'ordine, amministratori municipali e soprattutto i residenti della zona poco distante dai fortunatamente più noti scavi archeologici. Un inizio d'anno devastante per loro che hanno scandito le feste in famiglia col sottofondo coatto di musica elettronica e techno senza che qualcuno potesse intervenire in modo concreto. Per quattro giorni non si è potuto che controllare da lontano per evitare di far salire la tensione: carabinieri e polizia hanno pattugliato l'area mentre i vigili urbani hanno deviato il traffico e le linee degli autobus nelle immediate vicinanze dello stabilimento. Impossibile, però, anche solo pensare ad un'azione di forza. Impensabile sgomberare all'improvviso duemila ragazzi storditi, allucinati dalla musica e da chissà quali mix di alcol e droga. Già allontanati da Anzio, meta originaria dove si sarebbe dovuto svolgere il rave di Capodanno, si sono spostati a Ostia Antica il pomeriggio del 31, trovando una sicura alternativa in quello che un tempo era il polo industriale più importante del litorale romano e che da anni, ormai abbandonato e preda del degrado, ospita rave da migliaia di persone a volta.
Il proprietario dell'area in via dei Romagnoli oggi si lamenta per le condizioni in cui è stata ridotta la struttura: le vetrate di qualche anno fa sono un ricordo di pochi, ovunque a terra regnano rifiuti ed escrementi. Scritte e disegni sui muri testimoniano le varie puntate di un'occupazione che si ripete a ritmi costanti da anni e senza che nessuno apparentemente sia in grado di impedirlo. Da ogni regione d'Italia così come dall'estero all'ex Prosider, che un tempo fabbricava cabine telefoniche per la Sip prima e per la Telecom poi, ci sono venuti praticamente tutti gli amatori di rave. Di quello che fu il fiore all'occhiello dell'area industriale di Ostia, oggi restano solo le macerie. E le proteste di chi da troppo tempo è costretto a sopportare tutto questo.
Silvia Mancinelli
05/01/2009