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Un'accetta per uccidere la moglie, più o meno come quella (un'ascia) nelle mani di Jack Torrance (Jack Nicholson) nel thriller-cult «Shining» (letteralmente «lucicchìo», 1980, Stanley Kubrick).
Ora quell'arma primitiva ha trovato anche il braccio, dopo un processo indiziario evidentemente lacunoso.
Una prima confessione spontanea, la ritrattazione, una condanna in primo grado, un'assoluzione in Appello. Poi il pentimento. In estrema sintesi è la storia di Denis Occhi, muratore oggi 33enne, che si è presentato in questura a Ferrara rivelando il suo segreto alla polizia: «Voglio confessare l'omicidio di mia moglie». Una storia di poco più di quattro anni fa: l'ex moglie, Giada Anteghini, di 27 anni, venne aggredita la notte del 25 novembre 2004 con un'accetta che le devastò il capo. Il 23 gennaio morì, dopo un anno e mezzo passato in coma profondo.
A parte il pentimento dell'uomo, l'altra notizia è che Denis Occhi, già assolto con sentenza definitiva, non potrà più essere portato davanti ad un giudice per il principio secondo il quale una persona già condannata o assolta in via definitiva non può essere processata per lo stesso fatto una seconda volta.
Con la ricostruzione proposta, polizia e Procura (il caso è del pm Nicola Proto) ritengono del tutto attendibile la confessione di Occhi, e pertanto verranno attivate, per scrupolo, indagini per avere i riscontri necessari. Che tuttavia saranno inutili per la non processabilità dell'uomo, che comunque in serata ha detto di non essere «mai andato a confessare l'uccisione di mia moglie» (la Questura dice invece di avere in mano il verbale).
I fatti. Il 25 novembre 2004 Giada Anteghini fu aggredita nella casa di Jolanda di Savoia che divideva con un nuovo compagno: quest'ultimo venne prosciolto dopo essere stato indagato per omicidio. La donna venne massacrata durante il sonno, nella sua camera da letto, attigua a quella in cui stava dormendo la figlia di 6 anni che aveva avuto con Denis Occhi. Le ferite alla testa erano gravissime, la donna entrò in coma e morì dopo 14 mesi. Per la sua morte Occhi fu condannato nel 2007 in primo grado alla pena di 20 anni, con giudizio abbreviato a conclusione di un processo indiziario. Ma il 27 febbraio 2008 fu assolto dalla Corte d'Appello di Bologna e rimesso in libertà. Ora Occhi, dopo quasi un anno di tormenti e sensi di colpa ha deciso di svelare alla Polizia la sua verità.
Marino Collacciani
05/01/2009