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Ad otto giorni dall’inizio dell’operazione «Piombo fuso», i vertici militari dello Stato ebraico hanno quindi deciso di dare il via alla sua seconda fase penetrando nella Striscia per «finire il lavoro» cominciato il 27 dicembre
dall’aviazione (che ha effettuato oltre 500 raid) e dalla marina e hanno dato luce verde alle truppe di terra.
Intanto il gabinetto israeliano per la difesa ha autorizzato il richiamo alle armi di decine di migliaia di riservisti e ha posto in stato di allerta il Nord del Paese in previsione di possibili ostilità anche in quest'area che confina con il Libano e la Siria. Israele segue «con attenzione» anche la situazione al confine con il Libano ed è pronta a qualsiasi evenienza, ha detto stasera il ministro della difesa israeliano Ehud Barak con un chiaro avvertimento al movimento sciita Hezbollah.
L’ingresso di una prima colonna di fanteria, appoggiata da blindati e coperta da elicotteri d’assalto, è avvenuto attraverso due punti della frontiera Nord della Striscia e i militari israeliani hanno proceduto speditamente verso l’interno per quasi mezz’ora prima di incontrare un gruppo di miliziani con i quali hanno avuto un primo scontro a fuoco ravvicinato. Poco dopo si è avuta notizia delle prime vittime civili: un bambino palestinese è stato ucciso e altre 11 persone sono state ferite. Nel frattempo altre truppe e blindati entravano nella Striscia anche dal centro e da Sud mentre il portavoce militare Avi Benayahu dichiarava alla Tv che l’obiettivo dell’operazione era di infliggere ad Hamas «un colpo durissimo», di rafforzare il potere di dissuasione di Israele e di ridare una quiete di lunga durata alla popolazione israeliana nel Sud del Paese. Ed ha aggiunto che le operazioni militari potranno durare molti giorni.
Il portavoce ha inoltre precisato che «l’obiettivo in questa fase è di distruggere l’infrastruttura terroristica di Hamas nelle zone di operazione. Intendiamo anche assumere il controllo di alcune zone di lancio di razzi
utilizzate da Hamas allo scopo di ridurre in modo significativo la quantità di razzi sparati contro Israele e contro i suoi civili». All’operazione, ha detto ancora la fonte, stanno partecipando «ingenti forze di fanteria, carri
armati, unità del genio, di artiglieria e di intelligence, con il sostegno dall'aviazione, della marina e dello Shin Bet» (i servizi di sicurezza interna). Il portavoce ha aggiunto che «gli abitanti della Striscia di Gaza
non sono un obiettivo per questa operazione. Coloro che usano i civili, gli anziani e i bambini come "scudi umani" (riferito ad Hamas, ndr) sono responsabili per ogni perdita tra la popolazione».
Da parte sua, Abu Obeida (il portavoce di Ezzedine al Qassam, il braccio armato di Hamas), in un comunicato letto alla Tv al-Aqsa ha dichiarato che Israele «pagherà un pesante tributo» per la sua operazione a Gaza perchè i miliziani di Hamas - ha spiegato - si sono addestrati da mesi per far fronte a questa evenienza. Più dure le dichiarazioni di un altro portavoce del movimento integralista palestinese, Ismail Radwan, il quale rivolto alle
forze israeliane, ha detto che «il vostro ingresso a Gaza non sarà un picnic. Gaza, con l’aiuto di Dio, sarà il vostro cimitero». Sempre da Al-Aqsa Hamas ha fatto sapere che centinaia di kamikaze sono pronti ad entrare in azione contro i militari dello Stato «ebraico». Da parte sua, il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha
condannato stasera l'operazione militare a Gaza. Lo ha reso noto il negoziatore Saeb Erekat secondo cui l’Anp ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu per fermare gli spargimenti di sangue.
In tarda serata non era ancora chiaro quali fossero le località della Striscia di Gaza raggiunte dalle truppe israeliane ma diversi siti internet palestinesi hanno dato notizia di vari soldati israeliani uccisi e feriti
mentre fonti di stampa israeliane hanno riferito che 30 miliziani palestinesi sono stati colpiti (e forse uccisi) nei combattimenti delle ultime ore. Anche la marina militare israeliana è entrata nel frattempo in azione, colpendo dal mare diversi obiettivi sulla costa di Gaza, mentre Hamas ha lanciato alcuni razzi che sono caduti nel Neghev senza fare vittime.
Furio Morroni
04/01/2009