| POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
La novità dell'incarico deve aver giocato un brutto scherzo alla Repubblica Ceca dal primo gennaio presidente di turno dell'Ue. Praga chiamata a commentare la notizia dell'offensiva israeliana a Gaza prima, per bocca del portavoce del premier ha giustificato l'azione israeliana come «difensiva».
Poco dopo il ministro degli Esteri ceco Schwarzenberg, che guiderà la delegazione Ue che partirà domani, ha corretto il tiro criticando l'operazione israeliana: «Il diritto inalienabile di uno Stato a difendersi non lo autorizza a compiere azioni che coinvolgono i civili». Ieri sera tardi è stato convocato d'urgenza, a New York, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, con il segretario generale Ban Ki Moon che ha invitato Israele a un immediato cessate il fuoco. Bush, esprimendosi per la prima volta sulla crisi, ha invece accusato Hamas di terrorismo e ha respinto l'ipotesi di una nuova tregua "unilaterale" che permetterebbe agli estremisti palestinesi di continuare i loro attacchi. Qualsiasi accordo di tregua - ha aggiunto - non dovrà consentire il ritorno allo "status quo" precedente all'intervento israeliano».
L'iniziativa di mediazione diplomatica turca è proseguita ieri con il viaggio in Arabia Saudita del premier Erdogan mentre gli emissari dell'Iran si sono consultati con gli alleati a Damasco e a Beirut. Il ministro degli Esteri spagnolo Moratinos ha espresso solidarietà e sostegno ad Abu Mazen. Il presidente francese Sarkozy sarà oggi in Egitto e in Cisgiordania e incontrerà domani a Ramallah, con la delegazione Ue, Abu Mazen. Con la sua missione a Riad, Erdogan ha chiuso il primo tour di colloqui con gli arabi: dopo aver conferito con il presidente siriano Bashar al-Assad, Re Abdallah di Giordania e col presidente egiziano Mubarak, ha incontrato il sovrano saudita Abdullah.
Erdogan dovrebbe aver capito se esistono i presupposti per far approvare dalle parti il suo piano, che prevede l'immediata cessazione delle ostilità, una tregua a lungo termine e garanzie internazionali per mantenere aperti i valichi per Gaza. Intanto, il segretario del Supremo consiglio iraniano per la sicurezza nazionale, Said Jalili, ha incontrato il presidente siriano Bashar al-Assad. Jalili ha poi proseguito la sua missione a Beirut dove sarebbe stato ricevuto dal leader del Partito di Dio, Nasrallah. E il presidente siriano Assad, in un colloquio telefonico con Medvedev ha chiesto a Mosca di fare pressioni su Israele perchè cessino le operazioni contro i civili. La delegazione guidata dal ministro degli esteri ceco, Schwarzenberg, incontrerà al Cairo il ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Aboul Gheit.
Domani colloqui in Israele col presidente Shimon Peres, il premier Ehud Olmert, il ministro della difesa Ehud Barak, e il ministro degli esteri Tzipi Livni. Lo stesso giorno, a Ramallah, appuntamento col primo ministro delle finanze dell'Anp, Fayad e domani con il presidente palestinese Abu Mazen che volerà poi a New York per parlare al Consiglio di sicurezza dell'Onu.
04/01/2009