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Calabria, fermati i presunti aggressori

Rapito, picchiato e bruciato vivo: 24enne in fin di vita

Rapito, legato, picchiato e bruciato. Vittima della brutale aggressione un giovane di 24 anni, che adesso lotta tra la vita e la morte. I carabinieri hanno fermato i presunti aggressori.

Le sue condizioni sono gravissime ed i medici parlano di pericolo imminente di vita. Un dramma, quello di Cristian Galati, che acuisce il dolore della sua famiglia, già colpita, nel dicembre 2006, dalla scomparsa del fratello, Valentino, allora ventenne, uscito di casa per andare a lavorare e sparito nel nulla, forse vittima, sospettano ormai gli investigatori, della «lupara bianca». Cristian, incensurato, è stato prelevato la notte di Capodanno nel suo paese, Filadelfia, nel Vibonese, da tre uomini che l'hanno portato sino in una zona boscosa di Curinga, piccolo centro del Lametino, a pochi chilometri di distanza.

I carabinieri in meno di 24 ore dal tragico evento hanno arrestato i presunti responsabili del tentato omicidio di Cristian Galati, 24 anni, di Filadelfia (Vibo Valentia), picchiato, legato e dato alle fiamme nella notte di Capodanno in un terreno incolto nelle campagne di San Pietro a Maida, nel Catanzarese. Galati sarebbe stato "punito" per aver incendiato nei mesi scorsi un'automobile, una Volkswagen Golf. Una vendetta per aver bruciato un'automobile. È questo il movente del tentato omicidio. Secondo quanto si apprende, le tre persone arrestate dai carabinieri hanno confermato le loro responsabilità in merito a quanto accaduto nella notte del 31 dicembre. Si tratta di Pietro Mazzotta di 20 anni, Santino Accetta di 34 anni ed Emanuele Caruso di 20 anni. Abitano tutti a Filadelfia, centro del vibonese dove abita anche la vittima. Poco dopo le 2 di notte lo hanno portato in macchina fino a Curinga e lì lo hanno picchiato, legato e dato alle fiamme.

Dopo qualche ora un contadino che abita nelle vicinanze ha sentito i lamenti provenienti dal piazzale dove il giovane era stato abbandonato e ha chiamato i soccorsi e i carabinieri. La pista della vendetta era stata indicata dal padre di Cristian, che aveva riferito delle minacce subite dal figlio in seguito a quell'episodio. I tre arrestati, gia' rinchiusi nel carcere di Siano, a Catanzaro, sono tutti residenti nel comune di Filadelfia.

A raccontare quanto accaduto, prima di venire sedato, è stato lo stesso giovane che non avrebbe aggiunto altri elementi. Il giovane è stato quindi legato (non è stato possibile accertare se lo abbiano immobilizzato ad un albero) e picchiato selvaggiamente. Poi i due lo hanno cosparso di liquido infiammabile e gli hanno dato fuoco, non si sa se pensando di averlo già ucciso o se per bruciarlo vivo e infliggergli atroci sofferenze. Se ha ancora una speranza di salvarsi è perchè le fiamme si sono spente da sole.

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02/01/2009










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