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Una motovedetta della marina israeliana e' entrata in collisione con una piccola imbarcazione con a bordo pacifisti e giornalisti internazionali che tentavano di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
In realta' gli attivisti a bordo del 'Dignity' sostengono di esser stati speronati, ma Israele da' una versione diversa e invece parla di "provocazione". Nessuno e' rimasto ferito, ma il 'Dignity' - che appartiene al movimento 'Gaza Libera' e che da mesi e' il simbolo della sfida delle ong e delle organizzazioni umanitarie al blocco israeliano a Gaza- non e' riuscita a consegnare le tre tonnellate di forniture sanitarie alla popolazione dell'enclave palestinese.
'Gaza Libera', che ha tentato di forzare piu' volte il blocco dallo scorso agosto, sostiene che il 'Dignity' sia stato attaccato in acque internazionali a circa 70 chilometri dalle coste israeliane e a 135 chilometri da Gaza. "E' stato circondato da 11 unita' navali israeliane", ha raccontato Paul Larudee, uno dei fondatori del movimento. "(Gli israeliani) hanno ordinato all'imbarcazione di fermarsi, e non l'abbiamo fatto. Hanno cominciato a sparare contro la nostra barca e nelle acque limitrofe. E quando la barca non ha fatto dietro-front, una delle unita' ha speronato l'imbarcazione, senza pero' renderla inutilizzabile". Il materiale sanitario a bordo era stato "donato dalla popolazione di Cipro", l'isola nell'Egeo da cui l'imbarcazione era salpata lunedi'. Il presidente libanese, Michel Sleiman, ha offerto all'imbarcazione dei pacifisti ospitalita' in qualunque porto del Paese e fornito una scorta per il tragitto all'interno delle sue acque territoriali.
30/12/2008