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Il senatur frena: "Prima il federalismo"

Presidenzialismo, Bossi non ci sta

Tra i due c'è stata anche una vivace telefonata all'ora di pranzo, tanto per rovinare la digestione, con Berlusconi che ripeteva: "Umberto non ti devi preoccupare, il federalismo si fa, ne sono io il garante".

Bossi e Berlusconi E il Senatur che lo incalzava: guarda Silvio che la riforma della giustizia non deve in alcun modo intralciare la riforma federale. Questo un paio di giorni fa, ma ieri Bossi è stato più ultimativo e eloquente. Il premier parla di presidenzialismo? Ebbene «noi non ci abbiamo mai pensato - scandisce Bossi - Il presidenzialismo è un'idea che ha sempre avuto Berlusconi. Ora pensiamo a fare il federalismo, poi vediamo». Poi aggiunge che «non c'è spazio perchè in questo momento siamo molto occupati ed è impensabile lavorare a un grosso progetto come quello» che tra l'altro, avverte, «non è molto condiviso e quindi ci sarebbero grandi difficoltà». Rincara la dose il ministro Calderoli. «Come ismo, io conosco solo il federalismo».

È da un po' di giorni che tra la Lega e Berlusconi l'atmosfera si è fatta tesa. Quell'insistenza del premier sulla riforma della giustizia da farsi anche senza l'opposizione non va giù alla Lega che non vuole arrivare a una frattura irreparabile con il centrosinistra se non altro perchè ne ha bisogno per mandare in porto la svolta federale. Ma Berlusconi di dialogare con il Pd e «di sedersi al tavolo con quel signore (Veltroni, ndr) che non mi considera degno di fare il premier» non ne ha alcuna intenzione. Ma non è solo la Lega a mettersi di traverso. Non è passato inosservato il silenzio del presidente della Camera Gianfranco Fini che, sollecitato dai giornalisti sulla questione del presidenzialismo (da sempre cavallo di battaglia di An), al termine del concerto di Natale al Senato, ha svicolato ed è rimasto a bocca chiusa. Idem il presidente del Senato Renato Schifani che invece parlando di riforme in senso generale ha auspicato «un clima di concordia e di confronto» come più volte sollecitato dal Capo dello Stato.

Se Fini tace, i maggiorenti di An invece si dicono favorevoli al presidenzialismo con Italo Bocchino che dice: «Federalismo e presidenzialismo sono complementari, non c'è contrapposizione. L'Italia è pronta mentre l'ostacolo reale è la debolezza del Pd e sarebbe opportuno che Veltroni abbandonasse la deriva barricadera di Di Pietro e avviasse seriamente il dialogo con la maggioranza». Poi ricorda che «le forze dell'attuale maggioranza di governo già votarono tutte assieme la riforma della Bicamerale D'Alema che prevedeva appunto una Repubblica presidenziale e federale». E il capogruppo Maurizio Gasparri: «Il presidenzialismo è una bandiera del centrodestra».

A surriscaldare il clima dentro la maggioranza c'è anche la riforma della giustizia. An con il ministro Ignazio La Russa, mette i paletti: «se i principi generali della riforma della giustizia sono condivisi, altrettanto non si può dire nel merito del provvedimento. La Russa incalza: «Chi l'ha detto che la riforma è già pronta. Su alcuni principi c'è l'accordo, che manca invece su altri punti importanti ancora di discutere». An, prosegue La Russa, dice ad esempio no all'ipotesi di sottoporre i Pm al potere politico. Si deve assicurare, inoltre, una vera parità tra difesa e accusa. Insomma, il cammino è ancora in salita anche se ieri Alfano minimizzava: «Va tutto bene».

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Laura Della Pasqua

22/12/2008










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