Niente a che vedere con la bufera giudiziaria sul «sistema Romeo», scatenatasi in settimana: l'unico punto in comune è il coinvolgimento dell'ex assessore alla Scuola e, ironia della sorte, alla Legalità Giuseppe Gambale, attualmente agli arresti domiciliari. L'ex componente della commissione antimafia è coinvolto in entrambe le inchieste, ma le auto blu chiamano in causa altri cinque esponenti sia della passata che della presente amministrazione. I nomi sono quelli di Gennaro Mola, assessore prima alla Viabilità e ora alla Nettezza urbana e Protezione civile del Pd; Giulio Riccio, delegato alle Politiche sociali appartente a Rifondazione Comunista; e poi ci sono gli ex Bruno Terracciano al Personale, Donata Rizzo ai Servizi interni, entrambi dell'Udeur, Dolores Madaro ai Cimiteri. L'inchiesta sull'utilizzo improprio delle auto di servizio partì nell'ottobre 2007, e nella scorsa primavera portò a sei avvisi di garanzia per altrettanti esponenti di giunta. Quattro furono silurati e sollevati da ogni incarico con il rimpasto di maggio, mentre Mola e Riccio rimasero al loro posto. Una vicenda finita nel dimenticatoio dell'opinione pubblica ma non in quello della magistratura, che venerdì ha annunciato la conclusione delle indagini preliminari: ciò significa che entro metà gennaio il capo d'accusa sarà formalizzato dinanzi al gip che dovrà giudicare gli imputati. Il reato ipotizzato dal pubblico ministero che ha condotto le indagini sul caso, Walter Brunetti, è per tutti quello di peculato: gli assessori avrebbero utilizzato le auto blu a loro disposizione, parte della flotta di Alfa Romeo 159 in dotazione al Comune, per usi propri, e quindi evidentemente in danno alla stessa amministrazione di cui facevano parte, che avrebbe messo a disposizione il personale autista e pagato il carburante. Nelle pagine stilate dal pm si legge che Mola, ad esempio, si sarebbe servito dell'auto istituzionale per partecipare ad una riunione dell'ufficio provinciale del Lavoro, dover partecipava come rappresentante di un ente privato, la Mondial Security. Riccio si sarebbe spostato sull'auto blu per partecipare come teste al processo di Cosenza nei confronti dei no global, e inoltre sarebbe andato a Buccino, nel Salernitano, per motivi personali. A Terracciano viene contestato un trasferimento alla festa dell'Udeur a Telese, in provincia di Benevento, così come alla Rizzo. La Madaro si sarebbe fatta accompagnare a Rimini, al congresso del suo partito, il Pdci. La posizione più grave è quella di Gambale, accompagnato in un viaggio da Marina di Camerota a Napoli, e poi da Napoli a Capo Vaticano e ancora da Napoli a Rimini. L'ex assessore arrestato per la vicenda Romeo avrebbe anche minacciato un operatore del 118. Dopo essersi fatto accompagnare dall'auto blu dalla madre, che aveva avuto un incidente domestico, avrebbe usato toni pesanti contro gli infermieri che dovevano portarla al Loreto Mare, mentre lui chiedeva il trasferimento al Cto, e avrebbe minacciato di far intervenire l'assessore regionale Montemarano. «La vicenda delle auto blu? Non cambia nulla - commenta il sindaco Rosa Russo Iervolino - sapete quanto deve pagare l'assessore Mola? Otto euro. Naturalmente aspetto di leggere l'atto giudiziario. Oramai sto diventando una attenta lettrice di atti giudiziari». E l'assessore Riccio, comunicato il suo coinvolgimento al partito cui ha chiesto, e ottenuto, solidarietà, teme un «tentativo di influenzare l'opinione pubblica. È da un anno e 6 mesi che attendo in religioso silenzio la chiusura delle indagini e sono basito che questo avvenga in queste ore in concomitanza con l'inchiesta Romeo. C'è il rischio che tale coincidenza temporale venga utilizzata per fini politici».
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21/12/2008